Connect with us

Buzz

2015, odissee di mercato: zero assi e troppi soldi

Pubblicato

|

Neymar, l'ultimo re di mercato

Neymar, l’ultimo re di mercato

Fare una previsione di mercato un mese prima della fine dello stesso non è facile. Tuttavia qualcosa di certo sembra stagliarsi all’orizzonte, ed è una prospettiva assai interessante: nessuna delle grandi riuscirà a rinforzarsi come si deve, anzi, si è già perso molto rispetto alla passata stagione.

O’ NEY SENZA EREDI – Partiamo da una considerazione abbastanza chiara ai calciofili: quest’anno non si è affacciato nessun crack sulla scena mondiale per far svenare i soliti noti a colpi di milioni di Euro. Complice una Copa America col peggior Brasile degli ultimi anni, complice un’Europa dai rapporti cristallizzati e dal braccino corto con i giovanissimi da lanciare in pianta stabile, questo è l’anno del mercato senza giganteschi nomi di rilievo. Ovviamente si parla di gente che ti può far vincere una Champions o giù di lì, perchè, nel gradino sotto, Ibra (Raiola permettendo) e compagnia cantante sembrano disponibili. E questo potrebbe portare ad un nuovo livellamento di qualità. Verso l’alto o verso il basso, ancora tutto da scoprire.

C’ERA UNA VOLTA L’ULTIMA CHAMPIONS… – … E Barcellona, Juventus, Real Madrid e Bayern Monaco diventavano le quattro squadre più forti d’Europa: adesso il Barcellona vede partire Xavi e acquista Arda Turan e Aleix Vidal, la Juventus perde Andrea Pirlo, Carlos Tevez e in queste ore Arturo Vidal e prende Dybala, Mandzukic e Khedira, il Real Madrid sostituisce Carlo Ancelotti con Rafa Benitez (e potremmo fermarci qui, lo spagnolo tornerà sicuramente su queste colonne…), il Bayern perde Schweinsteiger e attende ancora di chiudere per Vidal. A sensazione, al 24 luglio 2015, vi sembra che qualcuna di loro possa dirsi rinforzata? Con due precisazioni: almeno per altri 2-3 anni l’attacco del Barcellona sembra davvero impossibile da migliorare, ma soprattutto, all’orizzonte non c’è nessuno che sembra far la differenza..

IL RITORNO DELLE NOBILI DECADUTE – Ma il mercato deve farsi per forza (se no ai tifosi chi glielo dice?), quindi il gioco ai piani alti è indebolirsi il meno possibile, e questi giocatori da qualche parte devono finire. Le ex-grandi europee, con gli esempi eclatanti di Milan, Inter e Manchester United (che ancora deve riprendersi dall’addio di Ferguson), hanno fiutato aria se non di sorpasso, di recupero posizioni e hanno forse scelto l’anno giusto per sfoderare l’artiglieria pesante, alzando non di poco l’asticella monetaria del mercato. Alcuni giocatori sono stati obiettivamente strapagati, ma almeno a Milano erano anni che non si vedeva un mercato aggressivo fin da subito.

PAROLA AL CAMPO – Quindi? Premesso che mercato non significa obiettivamente vittorie, sarà difficile vedere un tasso tecnico complessivo, in Europa, superiore all’anno scorso, ma questo farà bene alle competizioni. Si potrebbe (e dovrebbe) abbassare il rischio noia nei principali campionati e con questa premessa l’ultimo mese di mercato non potrà che dare altre indicazioni in merito.

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending