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Ciclismo

Geschke festeggia, Froome ancora in difesa. Le pagelle della 17^ tappa

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Simon Geschke, vincitore della tappa 17. Froome mantiene la gialla

Torna a parlare tedesco il Tour de France, torna a portare sfortuna a Contador la discesa. La quinta vittoria teutonica (dopo le tre di Greipel in volata e lo scatto di Martin nella tappa del pavè) porta il nome di Simon Geschke, mentre lo spagnolo è finito a terra nella discesa dopo il Col d’Allos, perdendo ulteriore terreno su un buon Chris Froome. Ecco le pagelle di giornata.

GESCHKE 10 – Finalmente il corridore della Giant riesce a coronare una fuga vincendo una tappa nella corsa più prestigiosa. Ci aveva provato più volte nei giorni scorsi, oggi prende coraggio e scatta appena dopo il traguardo volante, gestendosi perfettamente in una fuga solitaria di quasi 50 chilometri. Uber alles.

TALANSKY 8 – L’americano prova a riscattare un Tour decisamente anonimo con la prima fuga convincente della sua Grand Boucle, ma si lascia scappare l’azione buona e cerca di recuperare in ritardo. Il secondo posto odierno non può renderlo troppo soddisfatto ma non è da buttare. Attendista.

URAN 7 – Anche lui cerca di dare un senso alla trasferta francese dopo un Giro fiacco e due settimane di quasi totale anonimato: le gambe non girano come nelle passate stagioni ma almeno stavolta riesce a mettersi in mostra. Fuori forma.

QUINTANA 7 – D’accordo, prova a mettere in difficoltà Froome con qualche accelerazione, ma se il colombiano vuole concretamente lottare per la maglia gialla non può limitarsi a queste provocazioni. Le occasioni per far saltare il banco sono sempre meno, e da qui a Parigi mancano pochi giorni. Timoroso.

CONTADOR 7 – Ha dalla sua il grande pregio di essere l’unico a voler seriamente mettere in difficoltà Froome. L’azione a più di 70 dall’arrivo avrebbe forse avuto un esito più felice con dei gregari più affidabili in salita, poi tiene il ritmo della maglia gialla sul Col d’Allos e cade ancora una volta in discesa, perdendo tantissimo anche a causa di un infelice cambio di bici. Più coraggioso o sfortunato? Probabilmente la seconda. Sfigato.

FROOME 6,5 – Sembra palese che vuole soltanto difendere la maglia, ed è ciò che fa. L’impressione è che il britannico tema Quintana e i vari attacchi da lontano e si limiti a dosare le energie per rispondere ai più pericolosi. In ogni caso non molla mai, e sarà durissima strappargli il primato. Roccioso.

NIBALI 6 – Il siciliano è in continua crescita, ma oggi era lecito attendersi qualcosina di più. Sul Col d’Allos fa lavorare Scarponi quando ormai la fuga è andata, in discesa non riesce a prendere il largo e verso Pra Loup viene staccato quel tanto che basta per far intendere che il podio è un sogno difficile. Squalo sdentato.

PINOT 5 – Ancora una volta il francesino prova ad infilarsi nella fuga di giornata e ancora una volta sbaglia i tempi. Come gli altri si disinteressa di Geschke, poi quando si lancia al suo inseguimento sbaglia in discesa e viene scavalcato anche da Talansky e Uran. Terzo l’anno scorso sul podio di Parigi, in quest’edizione non ne azzecca una. Delusione.

MAJKA 4 – Qual era il suo ruolo? Il polacco si trova nella fuga giusta ma chiude a quasi 5 minuti dal vincitore nonostante il terreno fosse adatto alle sue caratteristiche, sarebbe stato utilissimo a Contador ma non si ferma ad attenderlo. Alla fine ottiene un tredicesimo posto di giornata che non serve né a lui né alla Tinkoff. Disastro.

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