Antonio Casu
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Giù le mani da Froome

Le ossessioni da antidoping sono pericolose quanto il doping

Giù le mani da Froome
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Stop. Si è superato il limite della decenza. Il trattamento ricevuto fin qui da Chris Froome, reo di essere l’uomo più forte del Tour de France 2015, è rivoltante. Tra le mille illazioni, i fantasmi e le cattiverie dei soliti imbecilli, c’è solo un’incontestabile verità: Froome, fino a prova contraria, è un uomo pulito e merita la maglia gialla. Lo dicono i dati scientifici presentati quest’oggi – nel corso di una conferenza stampa surreale – da Tim Kerrison, rappresentante del Team Sky, e lo dice la strada, palcoscenico perfetto per l’impresa (umana) di un grande campione.

I DATI E LE MENZOGNE – Dato numero uno: la tv francese ha fatto un pessimo lavoro. Domenica scorsa, Pierre Sallet, esperto antidoping e consulente di Aso, aveva detto alla tv francese che “Froome aveva espresso 7,04 watt/kg di potenza, e che doveva dare delle risposte. Le sue prestazioni non sono fisiologicamente spiegabili”. Ah no? I dati presentati dal Team Sky, una squadra certamente poco simpatica (non è un reato), ma maestra di trasparenza, dicono il contrario. Le parole di Kerrison si riferiscono alla prestazione di Froome sulla salita pirenaica di La Pierre Saint Martin: “Sui 15,3 km della salita, Froome ha impiegato 41’28”, con una potenza media di 414 watt e una velocità ascensionale media (Vam) di 1602 metri/ora. Chris pesa 67,5 kg, ha espresso una potenza media di 5,78 watt/kg. Ha usato il 52/38 davanti, 11/28 dietro. Cadenza media di pedalata 97 al minuto, battito cardiaco medio 158 e massimo 174. La potenza massima espressa da Froome in salita è stata di 929 watt”. I conti, quelli di Sallet, non tornano affatto, fino a prova contraria. L’illazione, infatti, non è una prova.

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Di fretta, Froome. Troppo di fretta…

L’ANTIDOPING È UN CANCRO – Dato numero due: le cifre presentate dal Team Sky non sono una verità assoluta, ma una prova sì. Una prova confutabile, ma pur sempre una prova. Finché qualcuno non dimostrerà attraverso dei dati scientifici la cattiva fede di Froome, Froome sarà il degno leader del Tour de France in corso. Dato numero tre: Chris Froome è un uomo. Come ogni uomo, è sensibile e soggetto a condizionamenti esterni. Come ogni uomo, non merita di affogare in un bagno d’urina. La regolarità del Tour de France è a rischio: nel momento in cui si minano le emozioni di un campione, gli si pone davanti, gratuitamente, l’avversario più ostico, l’opinione pubblica. I vari Quintana, Van Garderen e Contador hanno un rivale in meno da affrontare. Questa è giustizia? No, non lo è. Questo è sport? No, affatto. La battaglia contro il doping, voluta in prima battuta dagli stessi ciclisti, è stato l’unico baluardo che ha tenuto in piedi uno sport meraviglioso negli anni più bui. Il ciclismo è uscito dal tunnel, ma è finito in una galleria ancora più pericolosa, quella dei fantasmi e degli spettri. Finché non si farà un passo in avanti in questo senso, Froome sarà un uomo solo ed il ciclismo non sarà realmente tale. Stop. Per davvero. 

Antonio Casu

@antoniocasu_

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