Enrico Steidler
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Aggressioni e violenze: De Laurentiis ci ricasca, ma stavolta deve pagare

Dopo il caso del tifoso azzurro aggredito a Parma (aprile 2014), il presidente Aurelio De Laurentiis ha concesso il bis sabato scorso contro "alcuni agenti della Polaria, provocando loro contusioni e lesioni". Il sindacato della Polizia: "Quello che è accaduto è vergognoso"

Aggressioni e violenze: De Laurentiis ci ricasca, ma stavolta deve pagare
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Napoli, aeroporto di Capodichino, sabato 11 luglio. Un gruppo composto da 19 persone – Aurelio De Laurentiis e codazzo – pretende di saltare la fila e di passare per il varco riservato all’equipaggio: pretesa accolta. A quel punto il presidente degli Azzurri sente l’impellente necessità di un facchino, e chiede a un agente della Polaria di portargli le valigie: “Non sono qui per questo”, replica quest’ultimo.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

MAMMA, HO PERSO LA TESTA – Il nervosismo comincia ad affiorare, e quando viene respinta anche la seconda richiesta indecente – un pulmino privato che accompagni l’intera comitiva fino alla scaletta dell’aereo – De Laurentiis perde il controllo di Aurelio: “Non seguirmi – intima al poliziotto – non mi servi più“, e per sottolineare il concetto gli rifila una gomitata alla gola. Scoppia un parapiglia: il presidente viene trattenuto a stento dal suo staff e nella colluttazione viene coinvolto anche un secondo agente . “Quello che è accaduto è vergognoso – scrive il sindacato della Polizia – e dimostra ancora una volta come personaggi che credono di essere al di sopra della legge non amino il rispetto delle regole e il lavoro che le forze dell’ordine svolgono per tutelare i cittadini”.

“SARA’ PERSEGUITO NELLE SEDI OPPORTUNE” “A De Laurentiis, al suo staff ed ai suoi parenti composto da ben 18 membri – tuona Michele Zurillo, segretario della Silp-Cgil – è stato consentito di imbarcarsi attraverso il varco riservato agli equipaggi aerei. Il presidente del Calcio Napoli ha avuto l’arroganza e la protervia di pretendere che la polizia dello scalo aereo di Capodichino trasportasse i suoi bagagli. Ha richiesto di giungere sotto bordo dell’aereo col proprio pulmino privato, pur essendo vietato circolare sulla pista con autoveicoli non adeguati a specifiche normative di sicurezza. Ha poi aggredito fisicamente, in modo pubblico e plateale all’interno dell’aeroporto alcuni agenti della Polaria provocando loro contusioni e lesioni“.

TU CHIAMALI SE VUOI RECIDIVI“Presidente, io vorrei vincere anche contro il Parma, non solo contro la Juve” disse garbatamente l’anno scorso un tifoso azzurro a De Laurentiis dopo Parma-Napoli 1-0. Risultato: supporter preso violentemente per il bavero e spinto contro una macchina in sosta. Solo il pronto intervento dei gorilla gli evita il peggio. Ecco a cosa serve la Security del presidente, quindi, a Parma come a Capodichino: a proteggere gli altri.

Ok, tutto regolare conoscendo il nostro pollo. Un po’ meno, invece, un “piccolo” aspetto sul quale i giornali tendono colpevolmente a sorvolare: De Laurentiis non può passarla liscia, questo è chiaro e siamo tutti d’accordo, ma che dire di chi gli consente di saltare la coda e di passare per il varco riservato all’equipaggio? Immaginate un po’ se non fosse successo niente: cosa resterebbe di un sabato qualunque a Capodichino se il presidente del Napoli non avesse concesso il suo squallido show? Semplice: resterebbe l’immagine pubblica e plateale dei soliti privilegi concessi al vip di turno. Fatte le debite proporzioni, anche questo è vergognoso.

Enrico Steidler

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