Gianpiero Farina
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Come Gazza: Ravel Morrison, the bad boy

Tra pallone e guai: il fantasista della Lazio segue le orme dell'icona Paul Gaiscogne, ex giocatore proprrio dei biancocelesti

Come Gazza: Ravel Morrison, the bad boy
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A chi non l’ha mai visto giocare, forse sembrerà un po’ ardito il pargagone tra la giovane testa calda Ravel Morrison, classe ’93, ed un fuoriclasse come Paul Gaiscogne, che quasi fece vincere all’Inghilterra i mondiali del 1990. Eppure ardito non è: ne ha i pregi, la tecnica e anche i difetti. Temperamento ribelle contrario alla disciplina, ragazzo difficile ma dal talento assoluto che incanta i talent scout del Manchester United quando aveva soltanto sedici anni e, nonostante il carattre troppo vivace, Sir Alex Ferguson disse che un giorno sarebbe diventato il più forte di tutti. Nel calcio però solo i piedi non bastano e presto, il lato oscuro del ragazzo, riuscì a sopraffarlo. Ecco la cessione a prezzo stracciato al West Ham con il dispiacere di chi ha perso una scommessa importante,ma non cambiò il suo pensiero su di lui. Aveva appena quindici anni quando combinò la prima bravata e continua ad avere guai con la giustizia fino al 2014, quando comparirà in tribunale per percosse fisiche verso la fidanzata. Una vita turbolenta quella di Ravel Morrison. Ma non è solo il privato tumultuoso a fargli guadagnare il paragone, non da poco, con Paul Gascoigne.
IL GAZZA DEL NUOVO MILLENNIO – Ravel Morrison fa parlare di sé e non solo per i suoi guai. Come Paul Gascoigne, è un centrocampista offensivo velocissimo, capace di usare sia il destro che il sinistro, riuscendo a mandare in confusione gli avversari e ad esaltare i tifosi. La sua è una tecnica sopraffina e mai casuale. E‘ giovane e sta a lui decidere se diventare, come diceva Sir Ferguson, il più grande di tutti o rimanere vittima dei suoi fantasmi non riuscendo mai ad esprimersi al 100%, essendo quel “potevo e volevo” mai realizzato a pieno, proprio come Paul Gaiscogne prima di lui. Gazza e Ravel Morrison: simili sia tecnicamente che nel privato, sempre così sospesi tra rimpianto e successo. Eppure la Lazio scommette su di lui e a gennaio lo ha portato in Italia a costo zero. Il club capitolino ha deciso di puntare sul suo potenziale tecnico e sulla crescita personale nel raggiungimento di quell’equilibrio tra genio e sregolatezza, sperando che quello del cattivo ragazzo diventi solo un atteggiamento e non più un modo di essere.
Cristy Marinari
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