Connect with us

Ciclismo

Froome marziano, Nibali cede di schianto. Le pagelle della decima tappa

Pubblicato

|

L'attacco di chris Froome su Nairo Quintana sui Pirenei

Il Tour che si preannunciava come il più combattuto degli ultimi anni potrebbe essere stato ipotecato già all’inizio della seconda settimana. Ad ammazzarlo, o almeno stordirlo, è stata la splendida azione di Chris Froome sulla salita verso La-Pierre-Saint-Martin, che ha messo in crisi tutti i principali rivali per la classifica.

FROOME 10 E LODE – Il kenyano bianco continua ad essere devastante in salita e pare aver imparato a gestire tatticamente la squadra. Per la prima volta risparmia i suoi fino ai meno 10 dall’arrivo, poi fa tutto da solo senza avere neanche la necessità di dare troppe accelerate. Ne basta una per scrollarsi dalla ruota Nairo Quintana, unico superstite dopo il forcing della Sky. Poi è un assolo che lo porta ad incrementare di almeno un minuto su tutti e a far naufragare outsiders e protagonisti. Il padrone di questo Tour è Chris Froome, poche storie.

PORTE 9 – L’australiano è la spalla perfetta di Froome e lo dimostra pilotando alla perfezione il proprio capitano fino al momento dell’attacco. Poi prende fiato e si toglie la soddisfazione di riprendere Quintana e staccarlo poco prima del traguardo. Ma davvero è lo stesso Porte del Giro?

QUINTANA 7,5 – Ha il grande merito di essere l’unico a cercare di tenere la ruota di Froome per limitare i danni. Naufraga solo nel finale, proprio sulle pendenze meno cattive che per questo non si addicono alle sue caratteristiche. Se la Grand Boucle ha ancora un (piccolo) spiraglio di sorpresa è per merito suo: sulle prossime salite potrà mostrare le sue doti di grimpeur.

GESINK 7,5 – Il neerlandese sembra aver finalmente ritrovato la condizione giusta per competere ad altissimi livelli. All’inizio è il primo a rompere gli indugi, poi una volta ripreso si gestisce perfettamente e riesce a salvare un quarto posto prezioso. Se riuscirà ad essere continuo può essere interessante.

VALVERDE 6,5 – Prova ad aiutare Quintana e a mettersi in mostra con uno scatto poco convinto, ma l’impressione è che anche lui non fosse in grado di stare con i migliori. Il quinto posto non è da buttare, può ancora crescere.

VAN GARDEREN 6 – L’americano era la vera incognita e alla fine si è difeso piuttosto bene, ma il decimo posto a 2’30” da Froome non può essere soddisfacente. Salva comunque il secondo posto nella generale, e in una giornata così è già buono.

CONTADOR 5 – Tutti i dubbi sulla sua condizione hanno trovato conferma, e il madrileno paga quasi 3 minuti da Froome. Probabilmente la doppietta non è alla sua portata, e anche se proverà senza dubbio ad inventare qualcosa servono le gambe in salita per vincere il Tour. Lui ora non le ha.

RODRIGUEZ 4 – Addio classifica per Purito, che cerca di resistere sulle code del gruppo maglia gialla ma quando perde contatto cede di schianto. Rimane un po’ con Nibali, ma quando vede di essere a più di 3 minuti da Froome capisce che è meglio mettersi il cuore in pace. Una disfatta per lo spagnolo, che deve ridimensionare le sue ambizioni.

NIBALI 3 – Un’intera stagione passata a preparare il Tour e alla prima vera salita manca il fiato. Il siciliano non può che meritare un’insufficienza gravissima, perché al contrario di Contador ha rinunciato a preparare bene classiche e corse da una settimana per la Grand Boucle. Il titolo di campione italiano (contro una concorrenza neanche troppo agguerrita) non può salvare la sua stagione. Questi 4’25” fotografano un’evidente mancanza di condizione. Per far saltare il banco, come detto per Contador, servono le gambe in salita. Meglio forse cercare un successo di tappa o la maglia a pois. Questo Tour era il test definitivo per confrontarsi con gli altri big, rischia di uscirne con le ossa frantumate.

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending