Davide Terraneo
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Il fu Mattia Destro ed una carriera da riscrivere

Il giovane attaccante della Roma è il fantasma di se stesso e rischia di diventare da promessa a meteora. Ripartire con umiltà è l'unica soluzione

Il fu Mattia Destro ed una carriera da riscrivere
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La storia di un uomo che legge sul giornale la notizia della sua presunta morte e decide di costruirsi una nuova identità, salvo poi pentirsene e inscenare il suicidio per tornare ad essere la persona che morta non era. E’ in sintesi la trama de “Il fu Mattia Pascal”, capolavoro letterario di Pirandello. Ma nel teatro pirandelliano c’è spazio per la rappresentazione in versione giallorossa, “Il fu Mattia Destro”, la storia di una giovane promessa che si è rovinata e forse potrebbe non tornare più se stessa. Per tentare di farlo intanto serve un po’ di umiltà.

GIOVANE TALENTO – La stagione in cui il giovane Destro ha fatto conoscere il suo nome e il suo talento è la sua seconda in Serie A, quando a 20 anni appena compiuti segna 12 reti in 30 partite con il Siena, un bottino niente male trattandosi di una squadra in zona retrocessione fino a poche giornate dalla fine. Da lì i tanti elogi e la fiducia dei migliori club italiani, che fanno a gara per accaparrarselo. A spuntarla è la Roma, soffiando il ragazzo all’Inter, per la cifra di 15 milioni. Tanti ma non troppi se si pensa che quest’estate Dybala è stato pagato il doppio dimostrando più o meno quanto il Destro del 2012. Nella capitale passa la prima stagione ad un livello non entusiasmante ma tutto sommato accettabile, con 6 reti in 1109 minuti e una media di un gol ogni 184′. E’ l’infortunio prima della partita contro il Bologna ad allontanarlo dal campo e a porre inizio al suo calvario.

L'immagine che mostra il confronto tra il Mattia Destro pre e post infortunio dell'estate 2013

L’immagine che mostra il confronto tra il Mattia Destro pre e post infortunio dell’estate 2013

RINASCITA E SUICIDIO – Nell’estate del 2013 un serio problema al ginocchio tiene ai box l’attaccante, e i giornali pubblicano foto del giocatore visibilmente ingrassato. “Il fu Mattia Destro” legge sui quotidiani la notizia della sua scomparsa, e decide di cambiare pelle. Decide di essere un bomber inarrestabile. Complice anche un infortunio di Totti, il giovane gioca la seconda parte della stagione siglando reti a ripetizione e chiudendo con 13 marcature in 20 presenze, non tutte da titolare. Destro è rinato. All’inizio della stagione 2014/15 il tecnico Garcia sembra volergli affidare un ruolo importante nella Roma che tenta di farsi onore in Europa pur in un girone di ferro, ma qualcosa va storto e Mattia va a segno 5 volte in 19 presenze ufficiali. Pretende più spazio, vuole dimostrare il suo valore, e commette il suicidio calcistico accettando il trasferimento in prestito al Milan, una squadra che tatticamente non può convivere con una prima punta con le sue caratteristiche. Eppure Torres poteva essere un esempio.

UMILTA’ – La disfatta rossonera riporta “Il fu Mattia Destro” nella sua prima parte dell’esperienza con la maglia della Roma, con la differenza che ora il ragazzo ha 3 anni in più e molto scetticismo alle spalle. L’ambiente non è più convinto della possibilità che sia decisivo, e i fischi in allenamento sono il segnale di una rottura pesante. Il tempo per recuperare l’immagine di attaccante spietato c’è, ma bisogna ripartire con umiltà, consapevole di poter essere una seconda scelta e di dover dimostrare sul campo di meritare qualche attenzione in più. Ecco perché l’esperienza al Monaco potrebbe essere un trampolino di (ri)lancio molto importante, ma anche un trasferimento in Premier allo Stoke sarebbe una soluzione ragionevole. Ciò che conta è non allontanarsi dai campionati che contano e mettere in chiaro di meritare qualche chance in più. Da attaccante umile quale era ai tempi del Siena. Per dire che il vero Mattia Destro è un “fu” serve ancora un po’ di tempo. Per dimostrare che esiste un “sarà” una stagione può essere sufficiente.

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