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Torino re delle plusvalenze, ma è il momento di concretizzare

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Cerci e Immobile, coppia di qualità del Torino di due anni fa

Il Torino è il re delle plusvalenze. Il confortante dato per i tifosi granata (e per le casse del presidente Urbano Cairo) arriva dalle ultime sessioni di calciomercato, in cui i talenti dei piemontesi sono stati ceduti ad un prezzo nettamente superiore rispetto alla cifra spesa per l’acquisto. Ora però è arrivato il momento di concretizzare con un acquisto importante.

ROSINA SENZA SPINE – La prima importante plusvalenza del Torino di Urbano Cairo è datata luglio 2009, quando l’amato trequartista Rosina si è accasato allo Zenit San Pietroburgo per la cifra di 7,3 milioni di euro, 6 in più di quelli sborsati al Parma qualche stagione prima. Sempre con i ducali il successivo affare vantaggioso, stavolta in uscita: Blerim Dzemaili arriva in Emilia per 7 milioni di euro, due anni dopo essere arrivato dal Bolton per 2 milioni. Dopo il primo anno di ritorno in Serie A il vero e proprio capolavoro, con la cessione di Ogbonna alla Juventus per 13 milioni più di due bonus. Il difensore centrale di nazionalità italiana era stato prelevato nelle giovanili per la modica cifra di tremila euro. Plusvalenza assoluta per un giocatore che si è rivelato un fallimento con la maglia bianconera.

Matteo Darmian, ultima grande plusvalenza del Torino

Matteo Darmian, ultima grande plusvalenza del Torino

CERCI E CIRO – Il filone di affari del Torino di Cairo continua nelle ultime due stagioni, con gli addii di Immobile e Cerci per volare a Dortmund e Madrid in cerca di un sogno europeo. Sogno rapidamente fallito, ma poco importa ai granata, che hanno ottenuto una plusvalenza di 13,4 milioni sul primo e 11,6 sul secondo. 25 milioni il guadagno totale con due giocatori, altra splendida mossa di calciomercato. Ultima per tempo ma non per importanza la partenza di Matteo Darmian, arrivato sotto la Mole Antonelliana per 1,8 milioni e con le valigie pronte per Manchester per una cifra dieci volte superiore (senza contare i due possibili milioni di bonus). A conti fatti 67 milioni di plusvalenza su sei giocatori, più di 11 milioni in media. Numeri pazzeschi per una società che continua a dimostrare di essere tra le migliori quando si tratta di vendere. Ma gli acquisti?

I SOGNI – Con un tesoretto del genere Cairo potrebbe essere in grado di assicurare al Torino giocatori di altissimo livello per migliorare la rosa in vista della prossima stagione. Con i giovani Zappacosta e Baselli già arrivati alla corte di Ventura, il prossimo obiettivo potrebbe essere rinforzare il reparto offensivo, sebbene il sudamericano Martinez abbia dimostrato nella sua prima annata di avere le qualità per diventare un punto fermo del Torino del futuro. Il nome più probabile per l’attacco è Abel Hernandez, ex Palermo che in granata potrebbe definitivamente esplodere. Le plusvalenze fanno bene alle casse dei granata, ma se gli introiti non vengono reinvestiti sul mercato si rischia di rimanere intrappolati nel circolo vizioso dei conti in verde. Buono per Cairo, meno per il Torino. Con un grande colpo i piemontesi possono affacciarsi nuovamente all’Europa. E pazienza se per una volta si spende più di quanto si incasserà con la cessione.

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