Davide Terraneo
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Tour de France, presentazione della sesta tappa

La Abbeville - Le Havre presenta uno strappo nel finale che può mettere in difficoltà i velocisti puri e gli scalatori poco scattanti

Tour de France, presentazione della sesta tappa
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Non c’è un attimo di tregua per i protagonisti del Tour de France 2015. La prima settimana di corsa è stata ricca di sorprese e colpi di scena, e la sesta tappa potrebbe riservare altre novità per la sua particolare conformazione geografica e altimetrica.

ALTIMETRIA – I 191, 5 km da Abbeville a Le Havre costeggiano per quasi tutto il tracciato il mare a nord della Francia, e per questo motivo sono fortemente esposti alle raffiche di vento che potrebbero creare scompiglio in gruppo. I tre GPM di giornata sono tutti di quarta categoria: la Cote de Dieppe verrà affrontata dopo 72 km, poco prima della Cote de Pourville-sur-mer al km 77, mentre la Cote du Tilleul a poco meno di 30 km dal traguardo dovrebbe selezionare il gruppo che potrà attaccare l’ultimo strappo di 850 m al 7% che porterà agli ultimi 500 metri della tappa in falsopiano.

FAVORITI – La frazione di oggi è di difficile interpretazione e i favoriti dipendono dal ritmo con cui il gruppo affronterà la tappa del Tour, in particolare sullo strappo finale. Se nessun finisseur dovesse riuscire ad avere la meglio, l’uomo adatto ad un simile arrivo è Peter Sagan, che ha le caratteristiche giuste per rimanere davanti nello strappo e piazzare lo sprint vincente. I suoi principali rivali dovrebbero essere Kristoff e Degenkolb, ma anche il francese Gallopin sarà un osso duro da battere. Possibili sorprese in volata il norvegese Boasson Hagen, il belga Van Avermaet e il ceco Stybar. Tra i principali grimpeur in grado di fare la differenza su uno strappo del genere è impossibile escludere Joaquim Rodriguez, già vincitore sul muro di Huy (che ha però ben altre pendenze) e il francese Vuillermoz, a sua volta sugli scudi nella tappa belga.

INSIDIE – La giornata non sarà per nulla semplice per chi punta a vincere questo Tour, sia per le già citate raffiche di vento sia per un finale che si preannuncia nervoso e a rischio cadute. Bisognerà inoltre valutare chi avrà il coraggio e le energie per ricucire sulla fuga di giornata, dato che come detto non ci sono grandi favoriti. L’ultimo strappo favorisce corridori esplosivi e potrebbe essere mal digerito dagli scalatori puri, che dovranno adattarsi ad altissime velocità sul finale. Ancora una volta in quest’edizione del Tour è vietato dare per scontato una frazione tranquilla.

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