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Tavecchio difende Conte: scatta la solidarietà fra imputati

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Carlo Tavecchio e Antonio Conte: dicono che la miglior difesa è l'attacco, ma ci sono delle eccezioni

Spesso accusiamo i popoli anglosassoni – inglesi soprattutto – di essere ipocriti: forbiti a parole, un po’ meno nei fatti. L’accusa non è priva di fondamento, sia chiaro, ma in bocca a noialtri suona terribilmente stonata. I bersagli della nostra censura, infatti, sanno che ci sono casi nella vita in cui forma e sostanza devono coincidere: devono, altrimenti si fa la fine dell’Italia.

Ecco perché da quelle parti è buona usanza dimettersi subito quando si viene conivolti in vicende a dir poco imbarazzanti, e la regola aurea vale per tutti, dall’assessore comunale al capo del governo. Ipocriti? Sì, certo, ma almeno loro hanno un limite. Noi no.

Carlo Tavecchio, presidente della Figc

Carlo Tavecchio, presidente della Figc

MI AMAREGGIO MA NON MOLLO – Le banane di Optì Poba? Tranquilli, ci vuol ben altro per schiodare dalla poltrona. Un rinvio a giudizio per frode sportiva? Cosa volete che sia, idem come sopra. Il fatto di aver già avuto entrambi dei guai con la giustizia? Cose che capitano, suvvia, non perdiamoci in dettagli. Carlo Tavecchio e Antonio Conte: due uomini uniti dal destino, e dalla solidarietà. “Sono amareggiato, ma vado avanti”, dice il commissario tecnico della Nazionale (secondo fonti a lui vicine) dopo le cattive nuove da Cremona, e il presidente della Figc si schiera subito al suo fianco: “E’ una notizia che ci aspettavamo, ma comunque abbiamo fiducia in lui”. “Il rinvio a giudizio – aveva detto Tavecchio nei giorni scorsi portandosi avanti col lavoro – non è una condanna“.

A OGNUNO LA SUA DEMOCRAZIA – Già, non lo è, ma non è questo il punto. Il punto è la figura che ci facciamo. Di che sostanza siamo fatti se non abbiamo alcun rispetto per la forma? A partire dall’assessore comunale per finire ai vertici del calcio? Sì, certo: in fondo è democrazia anche questa (così fan tutti). Peccato, però, che la si realizzi solo quando si tratta di accoltellarla alle spalle. Dove l’hanno inventata, la fiducia non basta.

Enrico Steidler

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