Matteo Masum

Lamela, Vargas e Guerrero: tre personaggi in cerca d’autore

Tre personaggi diversi che, a modo loro, cercano un rilancio ed un suggello per la loro carriera

Lamela, Vargas e Guerrero: tre personaggi in cerca d’autore
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Il mercato impazza, e quest’anno le squadre, italiane ed europee, sembrano non voler badare a spese pur di scalare i vertici del calcio mondiale. Da Arda Turan ad Ibrahimovic, da Jovetic a Van Persie, tanti i nomi di campioni coinvolti in trattative, accordi, indiscrezioni. In questo articolo vogliamo tuttavia concentrare l’attenzione su tre calciatori che, a modo loro, sono alla ricerca di un’occasione importante per rilanciare o suggellare una carriera a luci ed ombre. Si tratta di Erik Lamela, Edu Vargas e Paolo Guerrero.

FUGA DA LONDRA- Due anni fa, quando Baldini lo strappò alla Roma per oltre 30 mln di euro, Lamela prometteva di diventare uno dei calciatori più talentuosi del pianeta. Due anni dopo, El Coco è alla ricerca di una nuova sistemazione, visto che, nel frattempo, al Tottenham non ha brillato, giocando poco, soprattutto nella prima stagione, e segnando con il contagocce (solo 6 reti in 63 presenze complessive). Le qualità restano indiscutibili, quello che manca è, probabilmente, il carattere giusto per imporsi ad alti livelli. L’Italia, che vuole tornare grande, potrebbe rappresentare l’occasione giusta per rinverdire le gesta di tre stagioni fa, quando Lamela illuminò la Roma di Zeman con 15 reti in campionato.

VEDI NAPOLI E POI?- Edu Vargas, un po’ come l’argentino, deve capire bene quale sia la sua dimensione. Con la maglia della nazionale, e la super Copa America disputata lo ha dimostrato, è un trascinatore; nei club, a parte l’annata d’oro con l’Universidad, non si è mai espresso come con la Roja. E pure il talento, quando era ancora in erba, non sembrava fargli difetto. Il Napoli non lo tiene minimamente in considerazione, il cileno cerca disperatamente una piazza che possa valorizzarlo. A 26 anni, il tempo per sbagliare sta scadendo.

IL BARBARO E L’EUROPA- Il papà volle chiamarlo Paolo, nonostante la nazionalità peruviana suggerisse piuttosto un Pablo, in onore di Paolo Rossi, che due anni prima aveva trascinato l’Italia alla conquista del mondiale spagnolo. El Barbaro Guerrero la sua chance in Europa l’ha avuta, ma l’ha buttata via, per immaturità e qualche intemperanza di troppo. Le prestazioni in Copa America, nonchè l’ultima discreta annata con il Corinthias, sembrano delineare la figura di un Guerrero diverso. Meno barbaro, più leader. L’Europa potrebbe concedergli un’altra possibilità. Chissà se lui, El Barbaro, voglia concederne un’altra all’Europa.

Matteo Masum

Share Button