Enrico Steidler
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Ferrero colpisce ancora (“Pulvirenti deve morire”) e manda ko chi lo ha eletto Football Leader

Siamo un Paese di impuniti: ecco cosa salva chi ha "incoronato" Massimo Ferrero

Ferrero colpisce ancora (“Pulvirenti deve morire”) e manda ko chi lo ha eletto Football Leader
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Assoallenatori di Renzo Ulivieri? Andrea Monti? Paolo De Paola? E poi ancora Brandi, Marani, Jacobelli, Zazzaroni, Di Marzio: dove siete? Sapete cosa ha detto il vostro Football Leader, quel Massimo Ferrero che poco più di due mesi fa premiaste per il suo “carisma mediatico, il carattere travolgente e l’irresistibile spontaneità? Beh, l’uomo che ricopriste di elogi sperticati sorvolando sui suoi trascorsi non proprio esemplari (le minacce al sindaco di Genova e il “filippino” Thohir tanto per citarne un paio) l’ha fatta – anzi, rifatta – davvero grossa, e la dedica subliminale è tutta per voi.

Anche Urbano Cairo, presidente del Torino, fra le "vittime" di Ferrero

Anche Urbano Cairo, presidente del Torino, fra le “vittime” di Ferrero

PAROLA DI LEADER “Pulvirenti? Questo signore che non conosco – ha detto Ferrero a La Zanzara su Radio 24 riferendosi al presidente del Catania, reo confesso di aver comprato 5 partite a 100mila euro l’una – va radiato dal calcio. Noi stiamo cercando di portare le famiglie negli stadi e lui che cazzo fa? Ma come si permette di fare certe cose, di sporcare il calcio? Deve essere radiato, radiato, a me certa gente fa schifo. Gente come Pulvirenti cerca di sporcare la cosa più bella del mondo, il calcio. Ormai ci è rimasto solo questo. Mi fa schifo, mi fa ribrezzo. Buttare la chiave? No, deve morire, è finito, non deve esistere, deve essere radiato lui, la squadra, tutto. E’ gentaccia. Non esiste, non si deve salvare nessuno di questi. Uno che si permette di vendere le partite deve prendere schiaffi tutti i giorni, da tutti”.

DOLCE STIL NOVO – Tutto qui? Certo che no. Guardate un po’ cosa ha aggiunto il “personaggio innovativo del calcio italiano” nel pieno del suo raptus colleghicida.Lotito? Brava persona, ma se deve fà gli affari suoi. Non è all’altezza di consigliare niente a nessuno e parla troppo. Da lui mi farei solo consigliare dove comprare il pesce”. “Cairo? Ha i soldi di cioccolata, cioé quando li metti in saccoccia poi si squagliano. E’ oculato, tirchio. Io invece – conclude Ferrero auto-elogiandosi come il Visconte Bàlabam di fantozziana memoria – sono un uomo molto generoso perché vengo dalla povertà“.

Nota bene 1) – E’ la seconda volta in meno di un mese che il “dirigente sportivo di alto profilo mette la “brava persona” al centro del mirino. La prima risale all’8 giugno scorso, e l’“interpretazione disincantata” è sempre la stessa. “Lotito ha fatto un grande campionato, con un po’ di fortuna. Ma mi ha rapinato la partita di Genova, è venuto un arbitro con gli occhi delle bambole. Se quest’anno non mi rispettano faccio un tale casino… Quest’anno 6/7 volte sono venuto con il cane per i ciechi. Io sono carino e gentile, ma poi basta”.

Nota bene 2) – Lotito è davvero un prezzemolino, lo si ritrova ovunque. Persino fra certi “Leader”. La stessa giuria che incoronò il presidente della Samp, infatti, conferì il premio Financial Fair Play 2015 al “dirigente sportivo che si è particolarmente distinto nell’oculata, corretta, virtuosa e innovativa gestione economica di un club calcistico (…) elevandosi a modello di riferimento per il panorama sportivo europeo”, e cioè – udite udite – a Claudio Lotito. Tirando le somme: Ferrero e Lotito modelli di correttezza e fair-play.

Assoallenatori di Renzo Ulivieri? Andrea Monti? Paolo De Paola? E poi ancora Brandi, Marani, Jacobelli, Zazzaroni, Di Marzio: dove siete? Lo sapete cosa avete fatto?

Enrico Steidler

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