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Streghe ed esorcisti: il calcio è posseduto dal demone dell’ignoranza

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Claudio Lotito

Apriamo i giornali e leggiamo due notizie raggelanti, due spunti di cronaca apparentemente distanti anni luce fra loro, ma in realtà così vicini da far venire i brividi. La prima proviene dalla città di Deyr az Zor, in Siria, dove l’Isis ha decapitato due donne accusate di stregoneria. A qualche migliaio di chilometri di distanza (sulla carta, ma in realtà si tratta di luoghi confinanti) spunta poi la seconda: due dirigenti del calcio italiano – il numero uno del Catania Antonino Pulvirenti e il “fazo tuto mi” Claudio Lotito – parlano della crisi che ha colpito la squadra etnea, e quel che segue è un vero e proprio viaggio al centro del buio. Tenetevi forte: è tutto vero.

Antonino Pulvirenti

Antonino Pulvirenti

“ESCI DA QUESTA SQUADRA, ESSERE IMMONDO” – Cominciamo da Pulvirenti, l’uomo che ha ammesso di aver comprato 5 partite a 100mila euro l’una per salvare la società rossoazzurra dalla retrocessione in Lega Pro. Prima di dar fondo al forziere, però, il pio Antonino le prova tutte, compresa la via dell’occultismo. “Prima mi ha consigliato una maga vicino a Catania – racconta il reo confesso al gip del capoluogo siciliano riferendosi a una telefonata col presidente della Lazio – ma non ha funzionato. Poi un’altra, molto brava e laureata (!), e in effetti dopo abbiamo vinto con l’Avellino”. Ma quale maga!“, sbotta subito Lotito come a dire io sono una persona seria. “Quando Pulvirenti mi ha confidato i suoi mille guai personali e familiari io ho preso informazioni da un sacerdote di Catania e gli ho suggerito il nome dell’esorcista. Quanto al resto, il presidente mi ha chiesto appuntamenti col credito sportivo, con un amministratore delegato di una banca e con il Chievo. Questa è la verità, ed è tutto riscontrabile negli atti dell’inchiesta”.

OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E PAPOCCHIO – Ok, ora una domanda sorge spontanea: perché mai il numero uno del Catania si sarebbe rivolto proprio al Grande Sacerdote del tempio federale per ottenere la “grazia”? Sarà mica, viene da chiedersi, perché il Divo Claudio è un vero mago in materia di soluzioni extra-calcistiche? Guardate un po’ cosa scrive LazioPress.it. “Nel 2007 il presidente della Lazio si rivolse a un professionista di specie (genovese, ma residente a Città del Vaticano ndr) per far decollare la sua formazione. A dir la verità non andò benissimo, con la Lazio travolta all’Olimpico dal Milan per cinque a uno, e col portiere Muslera protagonista di una serata drammatica“. Capito, risate amare a parte? Ecco chi è il laureato in pedagogia Claudio Lotito, l’uomo che ci rappresenta all’estero come dirigente della Figc. Ed ecco, in ultima analisi, qual è il Paese che fa da sfondo e alimenta tutto ciò, un luogo sinistro dove la superstizione affonda le sue radici nello stesso terreno (bacato) su cui edifichiamo i monumenti della fede. Che ne pensa il Vaticano di questa misera vicenda? E di certi suoi “professionisti”?

E quanto è lontana la Siria? O per meglio dire vicina?

Enrico Steidler

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