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MotoGP Assen, Le 5 micce che tengono in bilico la bomba

Dopo l'ottava gara in campionato, ecco i 5 elementi che in Olanda hanno contribuito a far crescere la tensione in MotoGP

MotoGP Assen, Le 5 micce che tengono in bilico la bomba
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Motogp foto: Alessandro Giberti

Team Movistar Yamaha MotoGP, Valentino Rossi pole e vittoria

Con uno dei tracciati più famosi al mondo (chiamato “Università della Moto” fino nel 2006, prima delle modifiche che lo hanno rallentato), il Dutch TT Assen come scenario, si è corsa l’ottava gara della stagione. Anche se mancano ancora 10 appuntamenti fino a fine stagione, il motoGP olandese è stato colmo di avvenimenti determinanti per quello che verrà.

1. METEO– Se ad Assen, i team e piloti della classe regina, non avessero trovato la pista asciutta per l’intero weekend, i risultati sarebbero stati altri (in termini di crono). Nessuno se lo aspettava, neanche la Bridgestone che ha portato le gomme del 2014 quando la pioggia ha rimescolato le carte.

2. TELAIO– C’è chi esibisce per la prima volta il nuovo (Movistar Yamaha MotoGP), chi lo ha già fatto nelle scorse gare (Ducati Team, Suzuki Ecstar e Aprilia Racing) e chi ritorna al vecchio per la prima volta nella propria storia (Repsol Honda Team), ma li accomuna tutti il cambiamento di questo importante componente della moto.

3. GARA/ULTIMA CHICANE– Dopo il dominio dell’intero fine settimana, il leader nel campionato, Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP) si prende la vittoria tagliando l’ultima curva “por fuera”, e ai danni di Marc Marquez (Repsol Honda Team) che con il suo intervento da ritiro della patente, lo ha toccato obbligandolo alla resa. E’ stato il primo vero appuntamento tra i due big della classe massima, e si è chiuso con Marc, testimone da vicino, sul secondo gradino, della gioia e l’emozione di Valentino per la vittoria.

4. RECORD STRACCIATI– Rossi distrugge il record precedente della della pole con il suo 1’32.627, ed è stato anche (insieme a Marc, 173,1km/h) il pilota che ha girato con la velocità più alta in gara: 173,2km/h. Il record del circuito lo fa Marquez, con il suo 1’33.617 al quarto giro. Il vecchio apparteneva a Dani Pedrosa, team-mate del campione in carica, e che manteneva dal 2012 (1’34.548).

5.GUERRA DICHIARATA– Tra Valentino e Marc cominciano le scintille dopo il Motul TT Assen. A fine gara, Rossi si dichiara innocente, mentre Marquez non si rassegna, considerandosi vincitore morale, ma le immagini parlano chiaro e rivelano lo spagnolo colpevole di un intervento da dietro e dall’interno. La commissione gara decide di non punire nessuno, e la vittoria rimane del nove volte campione, che aveva passato per primo il traguardo. Voci di corridoio raccontano che Marc non l’ha ancora digerita e che avrebbe dichiarato guerra a Vale.

La fragilità del campione in carica si nota quest’anno dai risultati (1 vittoria, 2 secondi posti, un quarto e un quinto, tre non classificato), come anche dagli effetti “placebo” dati dal telaio 2014 (almeno ad un analisi visiva quasi uguale al nuovo). La forza e stabilità del Maestro è tutta negli 8 podi su otto con 3 vittorie, due secondi posti e 3 terzi. Contano anche le moto, la YZR-M1 è al top, mentre la RC213V continua con le scodinzolate, ma in via di guarigione. Come andrà a finire? un assaggio nel prossimo motoGP, in totale ne mancano 10 da disputare.

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