Simone Viscardi
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Galliani, il sogno Dorato e il risveglio col Boa

Adriano Galliani sta vivendo un giugno da sogno, ma il risveglio potrebbe essere molto brusco

Galliani, il sogno Dorato e il risveglio col Boa
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Come inizio di collaborazione, non c’era male. Con Jackson Martinez preso e Kondogbia quasi il rapporto tra il Milan e il famigerato fondo Doyen sembrava partito nel migliore dei modi. Accordi, firme sui contratti e spumanti stappati come da tempo non accadeva negli uffici rossoneri. Il Milan è tornato, il Milan è ricco, il Milan prende tutti.

Ecco quindi che al Condor, al secolo Adriano Galliani, viene l’ideona. Compriamolo, facciamolo tornare. Sì sì, proprio lui. Quello forte, quello dello scudetto. Un colpo di telefono al solito procuratore e la trattativa è già in piedi. Sulla volontà del ragazzo neanche un dubbio: punto primo, NOI SIAMO IL MILAN; punto secondo, lì dove è adesso non si trova tanto bene. Ai dettagli – soprattutto economici – ci pensano i nuovi amici della Doyen, al geometra conta solo dimostrare di essere tornato nel giro grosso.

Titoli cubitali sui giornali, strette di mano, sorrisi a 32 denti e cravatte a 24 carati. Il buon Galliani sogna già tutto questo, ma la doccia fredda è dietro l’angolo. Chiama la Doyen, e le sensazioni sono più che positive.

“Dottor Galliani?”

“Si?”

“Ormai è fatta! L’abbiamo preso! Proprio lui, quello dello scudetto! Sa, all’inizio ha voluto tirare un po’ sull’ingaggio, ma alla fine siamo riusciti ad accontentarlo. Del resto, con un nome regale come il suo…”

“Perfetto! Il grande Milan è di nuovo realtà! Ha ragione sul nome, ma anche se Zlatan significa “Dorato”, questi sono sicuramente soldi ben spesi”

“Zlatan? In che senso? Io intendevo il “Principe”, Kevin Prince Boateng! Non era poi così disposto a tornare in rossonero, ma a suon di milioni, come da lei richiesto, ci siamo riusciti…Signor Galliani…Dottore?”

“tututututututututututu…”

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