Roberto Cusimano
No Comments

Inzaghi-Milan, adesso è davvero finita. I motivi dell’esonero

A due settimane di distanza dal termine del campionato è arrivata l'ufficialità, Pippo Inzaghi non è più l'allenatore del Milan. Scopriamo tutti i motivi del suo esonero

Inzaghi-Milan, adesso è davvero finita. I motivi dell’esonero
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Alla fine l’esonero è arrivato. La società rossonera ha cercato in ogni modo di evitare di cacciare Pippo Inzaghi offrendogli una risoluzione consensuale del contratto con buonuscita di 600 mila euro ma il tecnico piacentino ne chiedeva trecentomila in più, motivo per il quale alla fine questa mattina, attraverso un comunicato apparso sia nel sito che su Twitter, gli è stata comunicata la notizia dell’esonero con tanto di ringraziamento per il lavoro svolto durante la stagione appena terminata. Chiusa una porta, si apre un portone dice il detto e in questo caso da dietro il portone ecco comparire il serbo Sinisa Mihajlovich che finalmente è diventato in maniera ufficiale il nuovo allenatore del Milan. Ma tornando a Pippo, quali sono i motivi che hanno portato al suo esonero? Cerchiamo di analizzarli.

QUESTIONE ECONOMICA – Il primo punto, come anticipato prima, riguarda il mancato accordo economico tra domanda (900 mila euro chiesti da Inzaghi) e offerta (600 mila euro proposti dalla società). Si poteva tranquillamente concludere con un “arrivederci e grazie” e una stretta di mano l’avventura del giovane tecnico sulla panchina del Diavolo, infondo Berlusconi e Galliani più volte avevano salvato il tecnico dall’esonero nonostante gli scarsi risultati ottenuti quindi per SuperPippo doveva rappresentare già una vittoria essere rimasto alla guida del club fino all’ultima giornata. Adesso stare lì a pretendere trecentomila euro in più è apparso inopportuno alla dirigenza.

POCA ESPERIENZA – C’è poco da fare, nel calcio l’esperienza conta e non poco. Può capitare che la ciambella ti riesca con il buco ma il Milan è stato recidivo, aveva sbagliato in precedenza affidando la panchina a Seedorf (grande giocatore ma esperienza da allenatore zero) poi ha ripetuto l’errore confidando in Inzaghi che aveva ben impressionato allenando la Primavera, magari Pippo diventerà un eccellente allenatore tra un paio di anni ma deve ancora fare un bel po’ di gavetta, anche in altre squadre di A. Che sia di insegnamento.

NUMERI IMPIETOSI – E dire che la stagione del Milan non era poi iniziata così male con 14 punti nelle prime 7 gare, Menez ed Honda scatenati, una sola sconfitta (con la Juve 0-1 a San Siro) comunque c’erano i presupposti per giocare una buona stagione. Senza dilungarci troppo ricordiamo invece i numeri finali che parlano di un “triste” decimo posto dietro le squadre di Genova, i cugini interisti e il Torino di Ventura. In trentotto gare sono arrivate tredici vittorie, tredici pareggi e ben dodici sconfitte ma soprattutto fanno impressione le 50 reti subite.

TANTA FIDUCIA MAL RIPAGATA – Durante la stagione fiducia e attestati di stima ne ha ricevuti tanti Inzaghi, quando sembrava sull’orlo del baratro poi riusciva a salvarsi grazie a quel prezioso pareggio conquistato contro la Samp o quella vittoria roboante contro il Parma insomma non certo validi motivi per cui salvare una stagione fallimentare. Va bene l’attenuante degli infortuni ma se alleni il Milan e fallisci l’entrata in Europa hai perso.

VOGLIA DI RIVOLUZIONE – Ultimo motivo per cui Inzaghi è stato esonerato, lasciando stare i suoi demeriti, sta nel fatto che nel Milan gira aria di rivoluzione, di rinnovamento, di cambiamento. Per guidare questa squadra c’è bisogno di un condottiero vero, già affermato ed è per questo che la scelta è ricaduta su Mihajlovich, tecnico che l’anno scorso ha ben impressionato con la Sampdoria e merita una panchina importante per confermare quanto di buono ha già fatto vedere. Con i milioni di Mr. Bee, gli acquisti operati dalla dirigenza e una buona guida tecnica questo Milan potrà finalmente tornare a dire la sua.

Roberto Cusimano

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *