Jacopo Gino
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Stankovic, Miranda, Kondogbia e non solo: i 5 temi di oggi in casa Inter

L'Inter si è svegliata: Ausilio spinge sull'acceleratore, con Miranda e Kondogbia nel mirino. Pronto il ritorno di Deki Stankovic, sarà il nuovo Oriali

Stankovic, Miranda, Kondogbia e non solo: i 5 temi di oggi in casa Inter
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L’Inter esce dal letargo e accelera improvvisamente su più fronti. E’ derby totale sul mercato: Miranda, Kondogbia e Imbula sono contesi ai cugini rossoneri, mentre si attende la risposta definitiva del PSG per Thiago Motta e si chiude l’accordo per il rinnovo di Handanovic; intanto in dirigenza si appresta un grande ritorno: Dejan Stankovic è pronto a rientrare alla base, per lui si profila un ruolo “alla Oriali”.

MIRANDA E’ L’UOMO GIUSTO PER LA DIFESA – Dopo una lunga riflessione, Ausilio sembra essersi concentrato sul centrale brasiliano per la ricostruzione del reparto arretrato. Scartati, per i costi elevati o per mancanza di convinzione, i profili che portavano a Benatia, Abdennour, Skrtel e Kaya. Miranda è un classe ’84, titolare fisso dell’Atletico Madrid del Cholo Simeone: esperienza e leadership fondamentali per i progetti di Mancini, che impongono innanzitutto solidità difensiva. Il costo, visti anche i 30 anni del giocatore, si dovrebbe aggirare sui 13/15 milioni: anche il Milan è sul giocatore ma in questo momento l’Inter sembra avanti. Miranda andrebbe a comporre insieme a Murillo (altro nuovo acquisto), Vidic e Juan un gruppo difensivo che alterna esperienza e freschezza: l’obiettivo è quello di far crescere i giovani (Juan e Murillo) sotto la protezione di due grandi campioni (Vidic e appunto Miranda). Fuori dal progetto potrebbe restare quindi capitan Ranocchia, che non ha mai convinto pienamente Mancini.

KONDOGBIA, L’EREDE DI YAYA TOURE’ – Sfumato l’obiettivo di portare a Milano il pupillo del Mancio, l’Inter sarebbe pronta a fare follie per il giovane francese, considerato proprio l’erede dell’ivoriano sia per la fisicità che per la capacità di giocare il pallone. Il ragazzo costa tanto (la richiesta del Monaco è di 35 milioni) e la concorrenza è folta: a contendere il mediano c’è sempre il Milan, forte dell’aiuto della Doyen, oltre a club inglesi e spagnoli. Dal canto suo l’Inter è convinta di poter vincere anche questo duello, facendo leva sui buoni rapporti con il club e su un’offerta d’ingaggio al giocatore migliore di quella proposta dai cugini.

IMBULA, THIAGO MOTTA E FELIPE MELO, CHI VESTIRA’ IL NERAZZURRO? – Partendo dal presupposto che Mancini ha chiesto almeno due centrocampisti, l’eventuale arrivo di Kondogbia non escluderebbe un altro dei giocatori sopraindicati. Imbula è considerato l’alternativa al mediano di proprietà del Monaco, mentre Thiago Motta e Felipe Melo si contenderanno il ritorno in Italia: il preferito di Mancini è l’italo-brasiliano, che però deve riuscire a liberarsi dal PSG; l’alternativa è il brasiliano ex Juve e Fiorentina, che non avrebbe grosse difficoltà a dire addio al Galatasaray.

Handanovic ad un passo dal rinnovo con l'Inter

Handanovic ad un passo dal rinnovo con l’Inter

HANDANOVIC, IL RINNOVO E’ (QUASI) UFFICIALE – Le ambizioni del portierone sloveno si sono infrante sulla mancanza di offerte congrue: nessun club che disputi la Champions League si è dimostrato interessato a Samir Handanovic, almeno non al punto da soddisfare le richieste dell’Inter, che per il suo numero 1 ha sempre chiesto almeno 10 milioni di euro. Ecco quindi che scatta il rinnovo, frutto dell’accordo stretto tra le parti in primavera: l’Inter si era detta disponibile ad assecondare la volontà del portiere, ma in caso di assenza di offerte lo sloveno avrebbe firmato un rinnovo di contratto in modo da allontanare la scadenza imminente. Detto fatto, Handanovic è pronto a rinnovare fino al 2018 per 2,7 milioni a stagione, con opzione per il rinnovo automatico fino al 2019. In questo modo l’Inter blinda la questione estremo difensore, dal momento che anche Berni e Carrizo hanno rinnovato i rispettivi contratti.

BENTORNATO DRAGO! – Deki Stankovic sarà il nuovo team manager dell’Inter versione 2015/2016. Il serbo sarà il collante tra la squadra e la dirigenza, l’uomo immagine dei nerazzurri. Il ruolo è lo stesso di quello che fino al 2010 era stato di Lele Oriali, che tanto bene aveva fatto – in collaborazione con Marco Branca e con l’allenatore (prima Mancini, poi Mourinho) – nel periodo d’oro dell’era Moratti. Il carattere del Drago e il suo amore per i colori nerazzurri saranno una garanzia, il suo rapporto ottimo con Mancini un’ulteriore conferma della bontà della scelta: l’Inter potrebbe ripartire dai due ex laziali per tornare ai livelli che le competono.

@jacopogino 

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