Gianpiero Farina
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Con il cuore e con la testa: Sassari si prende la finale

La squadra di Sacchetti batte Milano 86-81 dopo un tempo supplementare

Con il cuore e con la testa: Sassari si prende la finale
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Sassari espugna ancora una volta il Forum, si aggiudica gara 7 e centra la prima finale scudetto della sua storia. Milano-Sassari è stata una semifinale bellissima, intensa. combattuta e avvincente. E ora, la squadra di Sacchetti, attende il nome dell’altra finalista che uscirà dallo scontro odierno tra Reggio Emilia e Venezia.

RIMONTA ARMANI – Nelle prime due gare a farla da padrone è stata l’incertezza con i sardi che, ogni volta che si incrociano con i meneghini, danno sempre quel qualcosa in più che li permette di colmare un gap che, classifica di regular season alla mano, appariva abbastanza netto. La Dinamo si è portata sull’1-0 ma l’Armani ha pareggiato subito. Ed ecco che, con la serie spostatasi al Palaserradimigni, arriva la svolta: Sassari  rompe il tabù che la vedeva sempre sconfitta in campionato tra le mura amiche contro Milano e si porta sul 3-1 dimostrando carattere, capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo e giocando dei grandi ultimi quarti. Oramai il finale pareva essere scritto anche perché, alla fine del primo tempo di gara 5, la squadra di Sacchetti era nettamente avanti. Ma ecco che, a quel punto, esce fuori la grinta, la determinazione, la rabbia e l’orgoglio dei campioni in carica che non intendono abdicare. Milano ribalta la situazione e, vincendo due match consecutivi, impatta sul 3-3 e arriva a giocarsi “la bella” davanti al suo pubblico.

Lawal è stato tra i grandi protagonisti di questa semifinale. E ora Sassari sogna.

Lawal è stato tra i grandi protagonisti di questa semifinale. E ora Sassari sogna.

QUESTIONE DI RIMBALZI – E’ stato l’equilibrio ad aver dominato ieri con nessuna delle due squadre che riusciva a prendere il sopravvento. Ma a, 7 secondi dalla fine, Milano era avanti e tutto il Forum ormai si sentiva in finale. Ma ecco un rimbalzo offensivo e il canestro di Sanders che vale i supplementari. Già i rimbalzi. Sono stati proprio questi a spaccare la partita con Lawal che ne ha presi ben 21 (10 offensivi e 11 difensivi). Nell’overtime Milano non c’è né con la testa né con le gambe. Invece Sassari trova proprio quello che gli avversari avevano trovato sul 3-1: rabbia, determinazione, grinta e voglia di vincere. L’Armani, a cui è mancato il killer instinct, si scuce lo scudetto e le parole di Gentile, che parla di fallimento, sono l’emblema della grande delusione dopo una regular season stradominata. La forza del gruppo sconfigge una squadra imbottita di stelle e costata fior di quattrini. La grande metropoli si arrende ad un isola che, seppur bistrattata da mille problemi, è unita come non mai e sogna ad occhi aperti. Un sogno tricolore che, dopo Supercoppa e Coppa Italia, vorrebbe dire triplete. La Sardegna non ha alcuna intenzione di risvegliarsi proprio sul più bello. Ajò Dinamo ajò!

Gianpiero Farina

 

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