Vincenzo Galdieri

La favola di Del Piero, rockstar del pallone che non merita il prepensionamento

La favola di Del Piero, rockstar del pallone che non merita il prepensionamento
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Alessandro Del Piero

TORINO, 30 MARZO – I bambini sono esseri puri. Magari piangono per tutta la giornata, strillano, si dimenano, ma poi basta raccontargli una favola prima di andare a dormire e tutto si risolve. Nella loro spensierata irrazionalità, davanti alla fiaba si sciolgono e dimenticano tutti i piccoli problemi che possono averne caratterizzato la giornata, come ad esempio non essere riusciti a mangiare il gelato che volevano o non aver passato abbastanza tempo alle giostre. A volte si addormentano beati, evidentemente paghi per una storia che li ha soddisfatti o al contrario li ha annoiati a tal punto da far si che il sonno prendesse il sopravvento. Altre volte, invece, di appisolarsi proprio non ne vogliono sapere. E chiedono ai genitori, con la semplicità che li contraddistingue: “E’ finita? Me ne racconti un’altra?”. La storia li appassiona talmente tanto che ne vogliono ancora. Il mondo dei sogni può aspettare perchè loro stanno vivendo già li, in quel momento, un sogno. E allora i genitori prendono in mano un altro libricino, magari dello stesso autore, e ricominciano da capo. In Italia ad esempio, uno che è sempre andato per la maggiore è il grande Gianni Rodari. Ecco, fate conto che Alessandro Del Piero sia il Rodari juventino e che i tifosi della Vecchia Signora siano come dei bambini che proprio non hanno voglia di addormentarsi. “Raccontamene un’altra” dicono candidamente ai propri genitori, figura che nel caso specifico viene rappresentata dai dirigenti della Juventus. E i genitori stavolta rispondono categorici: “No, adesso vai a dormire”.

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TI PREGO, L’ULTIMA…  – I piccoli però non demordono, non si rassegnano. E a quel punto guardano i genitori con occhi lucidi, e gli chiedono come soltanto loro sanno fare: “Ti prego, l’ultima e poi vado a dormire”. Sanno che c’è il rischio che gli venga detto: “Adesso basta”, però sotto sotto sperano ancora che si convincano e li accontentino. “Va bene, te ne racconto un’altra”. E’ questo il desiderio dei i tifosi della Juventus. Vogliono sentire l’ultima favola del loro idolo, del loro immenso capitano. Non sono pronti ancora a farne a meno, non sono pronti ancora ad andare a dormire. Sognano quell’annuncio, quel rinnovo di contratto che adesso sembra meno chimerico di prima ma che comunque è ancora molto lontano dal poter essere considerato una possibilità concreta. Ma continuano a credere che quel sogno possa avverarsi. Sarebbe bello: l’ultima fiaba, l’ultimo anno da vivere come capitano della squadra che ha amato ed onorato per 19 anni. Poi, un bel posto in dirigenza. Cosi magari la prossima volta le favole gliele racconta lui in prima persona.

CAPITANI CORAGGIOSI – Sempre in tema di racconti e di bambini, ricordo che quando ero piccolo i miei genitori per farmi addormentare mi leggevano “Capitani Coraggiosi“, libro scritto da Rudyard Kipling. Non era una favola nel vero senso della parola, certo, ma ricordo che mi piaceva, mi rilassava. Racconta la storia di Harvey Cheyne, ricco ragazzino che per un caso del destino si ritrovò a bordo di una barca di pescatori, i quali gli insegnarono valori importanti quali solidarietà e lealtà degli uomini di mare. Gli insegnarono a diventare un uomo giusto. Vi chiederete che attinenza ha tutto questo con Del Piero. Direttamente nessuna, ma ci rimanda ad un altro punto focale della questione. Ale ha sempre dimostrato di saper essere un capitano coraggioso. Lo ha fatto non ponendosi problemi a scendere in Serie B con la sua squadra: non è tipo da abbandonare la nave che affonda, piuttosto che filarsela ha preferito affrontare la tempesta e ne è uscito vincitore, da tutti i punti di vista. E si è sempre comportato in maniera corretta e leale. Accettare panchine e sostituzioni non è facile per nessuno, figuriamoci per un campione come lui. Ciononostante non ha mai fatto muro, non si è mai messo di traverso. Mai una parola fuori posto, mai una reazione fuori dagli schemi. Del Piero ama parlare coi fatti, coi gol, con le esultanze. Agire e reagire in modo diverso non è nel suo stile.

I’M STILL A ROCKSTAR – Ma non è tutto. Del Piero non merita il rinnovo contrattuale soltanto per la fedeltà avuta verso la maglia in questo questo ventennio, per le imprese realizzate in campo – ha vinto tutto ciò che si poteva vincere infrangendo record su record a livello personale – e per l’affetto incondizionato dei propri tifosi. Alex merita il rinnovo soprattutto per quello che è oggi. Un campione con la C maiuscola, uno in grado di fare ancora la differenza in campo a dispetto dei suoi 37 anni. Se qualcuno avesse ancora bisogno di testimonianze, di fatti concreti, si prenda la briga di fare il rewind della scorsa settimana. Due gol di importanza capitale alle due grandi rivali, Milan ed Inter. Uno in Coppa Italia e l’altro in campionato, giusto per non farsi mancare nulla. Non soltanto classe suprema, ma anche e soprattutto reattività, rapidità di pensiero ed esecuzione. Del Piero riesce ancora a correre e scattare come un ragazzino, l’inserimento per la rete segnata domenica ai nerazzurri ne è la prova lampante. Non è semplice essere in forma quando non giochi quasi mai per un ragazzo di 25 anni, figuriamoci per uno di 37. Eppure Alex ci riesce. Segnale inequivocabile di uno straordinario stato di forma mentale prima che fisica. Del Piero è come una rockstar famosa e navigata che ogni tanto qualcuno prova a dare per finita. Dicono che la voce non è più quella di una volta, dicono che ha fatto il suo tempo. Poi vanno al concerto e rabbrividiscono: come prima, più di prima.

PREPENSIONAMENTO? NO, GRAZIE – Adesso, seriamente: perchè mai la Juve dovrebbe liberarsi di uno cosi? I tifosi bianconeri spesso intonano cori ed espongono striscioni che recitano: “Come te nessuno mai”. Ora, per il momento non ci è dato a sapere se un giorno a Torino ci sarà uno come Del Piero. L’unica cosa certa è che adesso come adesso uno come lui non c’è. Nel parco attaccanti della Juventus non esiste un giocatore in grado di cambiare le partite come Alex. Ci sono buoni ed ottimi giocatori, un potenziale top player sarebbe Vucinic ma deve ancora limare qualche difetto di troppo dal punto di vista dell’approccio alle gare e non ha la giusta freddezza in zona-gol. Insomma, prepensionare Del Piero nell’anno in cui presumibilmente la Juventus tornerà in Champions League è un’idea tutt’altro che condivisibile. Lui non lo ha detto a chiare lettere, ma ovviamente vorrebbe rimanere. Adesso la palla passa alla dirigenza. Sarebbe un gol facile facile, quasi a porta vuota, l’assist glielo ha fornito lo stesso Del Piero con le prove della settimana scorsa. Ed Alex di solito a porta vuota segna. Qualcuno, in corso Galileo Ferraris, potrebbe dire che tra depositare la palla in rete e depositare un contratto c’è una bella differenza. Ma alla rockstar Del Piero non importa delle cifre: firmerebbe in bianco pur di rimanere. E come lui la pensano milioni di tifosi: sono loro la sua voce. Quella voce leggendaria che troppo presto qualcuno aveva dato per irreversibilmente arrochita e che invece è ancora capace di sfoderare acuti sensazionali.

Vincenzo Galdieri

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2 Responses to La favola di Del Piero, rockstar del pallone che non merita il prepensionamento

  1. luca 30 marzo 2012 at 16:52

    articolo bellissimo,speriamo lo legga attentamente pure andrea agnelli !!

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    • Vincenzo Galdieri 2 aprile 2012 at 16:56

      Grazie Luca, sarebbe bello se lo leggesse attentamente!

      Rispondi

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