Orazio Rotunno
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Vamos Rafa non spaventa più: adios Nadal, o arrivederci?

Ha compiuto 29 anni nel giorno più triste della carriera: ha dovuto passare lo scettro di Parigi e, forse, anche quello di attore protagonista

Vamos Rafa non spaventa più: adios Nadal, o arrivederci?
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Si può discutere su chi giochi meglio o peggio, chi è più in forma e chi meno, ma i numeri non mentono caro Nadal: 11 tornei quest’anno, 1 solo vinto, il più misero: un Atp 250 a Buenos Aires, su terra rossa, contro il n.60 del mondo in quel momento, Juan Monaco. E se vieni battuto per due volte di fila da uno come Fognini, beh..allora proprio qualcosa che non va ci dev’essere. La mazzata finale è arrivata nella tua Parigi: dopo 9 trionfi, 5 di fila, Djokovic si è mostrato ancora una volta imbattibile. Che non fosse annata si capì alla prima partita del 2015, sconfitto a Doha dal n.127 del mondo, un tale di nome Berrer tornato nell’anonimato dopo quel giorno. Mai così male sulla terra, solo un’altra finale, a Madrid e persa con Murray. Caro Rafa, questo è quello che accade quando allo strapotere fisico non è accompagnato il talento artistico ed un minimo di varietà nel gioco. Passano gli anni, il fisico cala ed il gioco ne risente: a differenza di chi a 34 anni è ancora n.2 del mondo, perché sì, gli anni passano e il fisico cala..ma c’è un mazzo di carte pieno di jolly dal quale pescare su ogni superficie e situazione di gioco. Con la netta sensazione che, non ci fosse quel robot di Nole, sarebbe ancora Re Roger quello da battere. I pettegolezzi sul doping, sull’influenza negativa dello Zio Toni, lasciano il tempo che trovano: la verità, caro Rafa, è molto più semplice e dispiace ammetterlo a cospetto di uno dei più grandi campioni di tutti i tempi, per il quale va il massimo del rispetto. Gli anni migliori sono passati e con loro anche quella tempra fisica capace di spazzare via ogni avversario, anche con un semplice Vamos! Restando in attesa di una reazione di orgoglio tipica del campione, che certamente ci sarà, ti auguriamo buona visione del Roland Garros: erano anni che non te lo godevi comodo sul divano…

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