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Arte&Cultura

Luca Di Tolve, il “Luca era gay” che ‘redime’ gli omosessuali

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Siete alla canna del gas? Avete perso il lavoro e non sapete come tirare avanti? Nessun problema! Fate come Luca Di Tolve, inventatevi un business! Con un po’ di creatività, infatti, un mercato (di polli) lo si trova sempre, e se il Cielo vi dà una mano nessuno vi fermerà. Ma chi è il signor Di Tolve? Sarà mica, per caso, il “Luca era gay” reso popolare da una sanremata di Povia? Ma certo che è lui! E’ l’ex-gay, ex-attivista dell’Arci Gay, ex-ballerino della discoteca Plastic di Milano (e ideatore delle crociere per omosessuali) che un bel giorno fu illuminato dalla miracolosa visione di Wall Street mentre percorreva la via di Medjugorje, e ora promette di convertire alla Santa Causa Etero chi persevera nel vizio ma ha deciso di smettere. A pagamento, si intende. Così sia.

Parola di Luca...

Parola di Luca…

ANATREMASU DI VOI – Già, ma come? Dove? E…quanto? Semplice: 185 euro per 5 giornate da trascorrere presso il centro di spiritualità Sant’Obizio di Angolo Terme (Brescia), dove il gruppo Lot“dal nome dell’uomo che scappò da Sodoma e Gomorra prima che venissero distrutte con fuoco e fiamme da Yahwè” scrive Matteo Pucciarelli nella sua bella inchiesta pubblicata ieri su Repubblica – organizza il corso “Adamo ed Eva: dove siete?”. Si tratta, in poche parole, di una specie di full-immersion nel medioevo fatta di preghiere, messe e invocazioni allo Spirito Santo alternate a studi (“Narcisismo e idolatria relazionale”, ad esempio) e a profonde riflessioni su temi come “I meccanismi della confusione sessuale” e altre simili amenità.

SONO ARRIVATI I TRE AMIGOS! “So di gente che si è innamorata qui dentro. Di un altro uomo ovviamente racconta un corsista a Pucciarelli, ed è chiaro che in casi come questo il difetto è in voi, nella vostra volontà resa fiacca dall’opera del demonio. I professori, infatti, o per meglio dire i leader“, sono tre ex-gay di ferro che non temono confronti sul mercato della redenzione low cost, tre convertiti di lusso (fra cui spicca – “leader dei leader”– il Di Tolve di cui sopra) di chiara e riconosciuta autorevolezza. Come se non bastasse, i tre luminari sono affiancati da professionisti del calibro di Don Enrico (“frate francescano, capelli corti e barba da mullah, neanche 40 anni”) e Don Massimo (“padre passionista, tonaca nera e una croce dentro al cuore come simbolo, esperto in esorcismo“). Quello che serve c’è tutto, insomma. Basta partire col piede giusto – l’omosessualità è una malattia, è un “abominio che fa star male Dio”, ma in fondo, a ben vedere,non esiste e voi non siete gay, siete solo persone che hanno un problema” – e les jeux sont faits. Almeno per il banco.

Dicono che il Santo Padre non guarda la tv e legge solo La Repubblica. Ecco, chissà, forse… Le vie del business sono infinite, d’accordo, ma anche quelle del Signore. Così dicono, almeno. Sperar non nuoce.

Enrico Steidler

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