Enrico Steidler
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Luca Di Tolve, il “Luca era gay” che ‘redime’ gli omosessuali

Guarire dall'omosessualità si può, parola di Luca

Luca Di Tolve, il “Luca era gay” che ‘redime’ gli omosessuali
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Siete alla canna del gas? Avete perso il lavoro e non sapete come tirare avanti? Nessun problema! Fate come Luca Di Tolve, inventatevi un business! Con un po’ di creatività, infatti, un mercato (di polli) lo si trova sempre, e se il Cielo vi dà una mano nessuno vi fermerà. Ma chi è il signor Di Tolve? Sarà mica, per caso, il “Luca era gay” reso popolare da una sanremata di Povia? Ma certo che è lui! E’ l’ex-gay, ex-attivista dell’Arci Gay, ex-ballerino della discoteca Plastic di Milano (e ideatore delle crociere per omosessuali) che un bel giorno fu illuminato dalla miracolosa visione di Wall Street mentre percorreva la via di Medjugorje, e ora promette di convertire alla Santa Causa Etero chi persevera nel vizio ma ha deciso di smettere. A pagamento, si intende. Così sia.

Parola di Luca...

Parola di Luca…

ANATREMASU DI VOI – Già, ma come? Dove? E…quanto? Semplice: 185 euro per 5 giornate da trascorrere presso il centro di spiritualità Sant’Obizio di Angolo Terme (Brescia), dove il gruppo Lot“dal nome dell’uomo che scappò da Sodoma e Gomorra prima che venissero distrutte con fuoco e fiamme da Yahwè” scrive Matteo Pucciarelli nella sua bella inchiesta pubblicata ieri su Repubblica – organizza il corso “Adamo ed Eva: dove siete?”. Si tratta, in poche parole, di una specie di full-immersion nel medioevo fatta di preghiere, messe e invocazioni allo Spirito Santo alternate a studi (“Narcisismo e idolatria relazionale”, ad esempio) e a profonde riflessioni su temi come “I meccanismi della confusione sessuale” e altre simili amenità.

SONO ARRIVATI I TRE AMIGOS! “So di gente che si è innamorata qui dentro. Di un altro uomo ovviamente racconta un corsista a Pucciarelli, ed è chiaro che in casi come questo il difetto è in voi, nella vostra volontà resa fiacca dall’opera del demonio. I professori, infatti, o per meglio dire i leader“, sono tre ex-gay di ferro che non temono confronti sul mercato della redenzione low cost, tre convertiti di lusso (fra cui spicca – “leader dei leader”– il Di Tolve di cui sopra) di chiara e riconosciuta autorevolezza. Come se non bastasse, i tre luminari sono affiancati da professionisti del calibro di Don Enrico (“frate francescano, capelli corti e barba da mullah, neanche 40 anni”) e Don Massimo (“padre passionista, tonaca nera e una croce dentro al cuore come simbolo, esperto in esorcismo“). Quello che serve c’è tutto, insomma. Basta partire col piede giusto – l’omosessualità è una malattia, è un “abominio che fa star male Dio”, ma in fondo, a ben vedere,non esiste e voi non siete gay, siete solo persone che hanno un problema” – e les jeux sont faits. Almeno per il banco.

Dicono che il Santo Padre non guarda la tv e legge solo La Repubblica. Ecco, chissà, forse… Le vie del business sono infinite, d’accordo, ma anche quelle del Signore. Così dicono, almeno. Sperar non nuoce.

Enrico Steidler

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3 Responses to Luca Di Tolve, il “Luca era gay” che ‘redime’ gli omosessuali

  1. Mario 10 giugno 2015 at 15:07

    Caro Luca Di Tolve,
    da amico. Ho letto molto su di te in questo periodo, sei sotto il fuoco incrociato di molti. E mi è nato il desiderio sincero di aiutarti, perché hai bisogno di difenderti da questi nemici ma soprattutto da te stesso perché ne stai combinando così tante che mi fai quasi tenerezza. Ho scritto “quasi”. Ultimamente tutti parlano di te: la tv fa servizi dove sembri un talebano, Repubblica fa un reportage dove risulti un fuori di testa, Le Iene fanno un video dove ne esci come un pagliaccio, ci sono post in facebook che ti prendono in giro su qualsiasi cosa e persino Povia, si proprio quel Povia, t’ha sbugiardato pubblicamente. Non so se mi spiego: ti sei fatto scaricare come un bugiardo da Povia, quello dei nostri piedini che causano i terremoti sulla terra… Ce ne vuole, eh? Ora ti spiego due o tre cosette perché sei circondato da fuori di melone e se vai avanti così finisce che neanche padrePio con l’aiuto di Mazinga ti salvano.
    Capisco che questo periodo non sia facile per te, vista anche la vita che hai avuto. Avresti fatto parte della dirigenza di Arcigay a Milano, dove però non t’abbiamo mai visto in vita nostra, quindi non immaginiamo cosa cappero tu abbia diretto, convinto che fossi all’Arcigay; avresti inventato le crociere gay, anche se viviamo in una nazione che non ha mai fatto crociere nella sua storia e quindi non si capisce perché e per chi le avresti create. Come inventare lo sci di fondo ad Agrigento, più o meno. Poi saresti stato Mister Gay, nel 1990, facendoti venire le vene varicose, immagino, perché sarai rimasto in fila almeno sette anni visto che il primo Mister Gay avvenne solo nel 1997. Un fallimento dopo l’altro, insomma, e visti i precedenti, anche come gay sarai stato uno scempio. Capisco che ti sia dovuto rivolgere addirittura alla Madonna. Certi gay son così froci nel profondo che ci vuole addirittura un miracolo per cambiar qualcosa. E quando ti dicono che sei omofobo perché non accetti che la gente possa essere gay (che è esattamente la definizione di omofobo) ti fai difendere da chi fa ridere solo a vederla, come questa a destra che parla con la Madonna, la sua amica invisibile.
    Ora sembrerebbe che tu abbia trovato pace, ma è chiaro che non sia davvero così. Fai parte di questo gruppo per la cura dei gay che qualche genio t’ha suggerito di chiamare Gruppo Lot. A me fai tenerezza, sfasciato come sei, incompetente in qualsiasi cosa metti in piedi, quindi vorrei darti un piccolo suggerimento a livello di pubbliche relazioni. Intitolare il tuo gruppo a un uomo come Lot solo perché è scappato da Sodoma non è propriamente una genialata. È come la roba delle crociere che avresti inventato, insomma. Io quel nome lo cambierei subito e ti spiego perché. Innanzitutto guarda la storia biblica originale qua sotto.
    Te la riassumo per farti capire:
    1. Lot ha due figlie piccole non sposate. Ci si sposava a 12 o 13 anni a quel tempo, quindi quel “più piccole di 12 anni” noi oggi lo tradurremmo con bambine.
    2. Arrivano due angeli che improvvisamente tutti i maschi di Sodoma, giovani e vecchi, se li vogliono sbattere in ogni posizione del kamasutra fenicio. Devono esser stati dei boni pazzeschi perché in quella città quella sera non trovavi un etero neanche a pagarlo.
    3. Lot non vuole che gli sbattano gli angeli, gli pare un po’ brutto, quindi come genialata offre le sue due bambine piccole da stuprare per non essere sgarbato. Pare di vedere te quando hai una delle tue belle idee…
    4. I maschi di Sodoma però preferiscono fare le cosacce con i due manzetti piumati e quindi rifiutano lo stupro delle bambine, avvicinandosi minacciosi alla casa di quel geniaccio di Lot.
    Da qua accade il finimondo. Leggi qua sotto che macello: prima gli angeli accecano quegli uomini vogliosi che si avvicinano a casa con intenzioni zozze. Poi cercano di far scappare Lot con la moglie, le figlie e i generi. Aaaaaaaaaaalt. I generi? Quali generi? Ma nella prima parte del racconto non avevano scritto che eran delle bambine senza marito? Da che parte saltano fuori questi, ora? Che la storia sia una scemenza sconclusionata che non sono riusciti neanche a concordare nel giro di mezza pagina dopo due millenni e mezzo? Okay, sorvoliamo, non perdiamo il filo. Dicevamo: Lot scappa con chi riesce, sa che nessuno deve girarsi o muore ma sua moglie già s’immagina il rompimento di maroni di una vita lontana da Sodoma e allora si gira e zac diventa di sale. Ma Lot non si ferma e pianta il salino con cui era sposato fino a un minuto prima in mezzo alla strada. E va in un’altra città. Nel mentre, quattro cittadine, non due che ricordiamo ma quattro (Sodoma, Gomorra, Adma e Zeboim) vengono distrutte con una pioggia di fuoco e zolfo. Occhio a come viene descritta la punizione dei sodomiti, “sodomiti” nel senso di “residenti a Sodoma”:
    Hai capito bene, Luca? Dopo che Dio ha salvato uno che fa stuprare delle bambine, adesso quello stesso Dio distrugge quelle città che hanno rifiutato uno stupro pedofilo, e uccide tutti gli abitanti. Si, hai letto bene: Dio uccide tutti, ma proprio tutti tutti. I maschi stupratori e anche le donne e i vecchi e i bambini. Non ammazza i colpevoli ma chiunque abbia la residenza in quelle città. Hai presente come hanno fatto nazisti e fascisti col bombardamento della citta di Guernica? Ecco proprio così: donne innocenti, bambini indifesi ammazzati tutti senza distinzione ne colpa, all’improvviso, dal cielo. Tutti. Nessuno escluso. Un’operazione, quella del 1937 nella città basca, che non definiamo certo un “valore morale della famiglia naturale” ma semplicemente un crimine contro l’umanità. E nessuno sano di mente fonda un “Gruppo SS su Guernica”.
    Sei sicuro quindi di chiamare il tuo gruppo “Gruppo Lot Regina della Pace”, col nome di uno sterminio di massa come quello nazifascista di Guernica? Non è una gran genialata, io t’avviso. Anche perché forse non sai cosa succede dopo la fuga da Sodoma. Forse la Madonna s’è scordata di dirti il resto della soap-opera. Succede che il genitore eterosessuale delle due bambine quasi stuprate (si, è Lot, chi altro sennò?) si sbronza e non si accorge che le figlie se lo sbattono loro stesse fino a restare incinte. Ah, la famiglia naturale basata sull’incesto pedofilo di un padre alcolizzato scampato allo sterminio di bambini innocenti grazie all’aiuto di Dio… Le due poi sono le stesse bambine offerte allo stupro pubblico. non si capisce se siano state educate come zoccole (con licenza parlando, applico la vostra morale sessuale) perché ora si fanno il babbo come prima gli abitanti di Sodoma volevano farsi gli angeli. Come dici? Che ora è diverso? Perché adesso il pisellino si infila nella patatina e quindi Dio se la gode sereno che non immaginiamo neanche? Capisco. Ha appena sterminato non si sa quanti esseri umani innocenti ma ora che ti vede sbronzo, incestuoso e pure pedofilo, è tutto felice… E questo insomma, caro Luca, è il tuo Lot, l’uomo coi valori morali a cui ti ispiri, quello che ha tirato su due zoccole che certi ex-presidenti del consiglio non avrebbero chiesto di meglio. Un alcolizzato pedofilo che fa due incesti, ti sei scelto. Ora, io te lo dico come un amico: non è che hai fatto così tanto sesso nei parchi pubblici che a furia di picchiare il crapino sui tronchi degli alberi, ora hai qualche problema a connettere anche le cose più elementari?
    Dai, cambia quel nome che invita a essere stupratori pedofili eterosessuali. Fatti una vita, qualcuno che una botta te la dia lo troverai prima o poi. Usa quei 185 euro che porti via poco onestamente alla gente per chiedere loro scusa. Personalmente, uno a uno. Vedrai che ti sentirai meglio, e diventerai un ex-ex-gay. Felice come tutti quelli che hanno smesso di dire la bugia che non sono più gay.
    Buona fortuna, perché per come sei messo ora, ne hai davvero bisogno. E visto il periodo, buon gay pride anche a te. Di cuore.
    P.s. Quando hai tempo, raccontaci ancora quella dell’incubatrice che ci fa diventare gay. Perché sono curioso di sapere che cazzo di incubatrici c’erano a Sodoma tremila anni fa. Magari chiedi alla tua Madonnadimegiugori.

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  2. sl 4 luglio 2015 at 16:58

    Luca di Tolve compie un servizio che negli Stati Uniti è presente dagli anni settanta almeno.

    Solo un po’ di nomi di ex omosessuali americani che hanno gruppi di sostegno per persone che vogliono fare un percorso di cambiamento: Andrew Comiskey, Frank Worthen, Mario Bergner, Floyd Godfrey, Ann Paulk, Floyd Godfrey, Rich Wyler, Richard Cohen (psicologo ex omosessuale ), Christopher Doyle ( psicologo ex omosessuale), Joe Dallas (psicologo ex omosessuale).
    E nel passato: Leanne Payne, Mario Bergner e altri ancora…

    Perchè se questi percorsi esistono negli Stati Uniti non possono esistere anche in Italia ?

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    • Enrico Steidler 7 luglio 2015 at 15:44

      Gentile lettore, nella maggior parte degli Stati Uniti vige ancora la pena di morte: non mi sembra una buona ragione per reintrodurla anche da noi. Per quanto riguarda il “servizio” reso da Di Tolve, io non sono contrario all’esistenza di simili percorsi, ma mi auguro con tutto il cuore – considerando il loro infimo profilo – che nessuno li segua. Ci vorrà del tempo, tanto forse, ma prima o poi succederà.

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