Manlio Mattaccini
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Incrociate i tacchetti: gli undici macellai del calcio

Prendi l'arte e mettila nel tritacarne: la speciale graduatoria dedicata a chi in campo non è mai andato troppo per il sottile...

Incrociate i tacchetti: gli undici macellai del calcio
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I calciatori si dividono in due categorie: chi la la tecnica, e chi non ce l’ha. Per fortuna, chi non ha la classe di Messi o di Ronaldo spesso e volentieri si arrangia a modo proprio, con metodi da onesti mestieranti che rientrano ampiamente nel regolamento del gioco del calcio. Capita però che una sottocategoria di giocatori, anche vincenti, quando scende in campo, sotto i tacchetti degli scarpini monti pure dell’altro. L’avversario che indossa una maglia diversa dalla propria diventa un vero e proprio obiettivo da abbattere in qualunque maniera. Costi quel che costi. E poco importa se il gesto sia riprovevole o giudicato scorretto da tutti i colleghi: i veri macellai non si pentono di nulla e con nessuno. Provare a selezionare gli undici “tagliagambe” più celebri è stata un’impresa ardua. Speriamo che gli esclusi non la prendano troppo a male….

NIGEL DE JONG – Due sono i momenti memorabili della finale del Mondiale 2010 tra Spagna e Olanda. Il primo è il gol partita di Iniesta, ma a solcare un ricordo indelebile nelle nostri menti è l’intervento da kung fu del centrocampista olandese ai danni di Xabi Alonso. Ma il “delicato” Nigel non era nuovo a simili performance: qualche tempo prima, ai tempi del Man City, aveva falciato senza troppi complimenti Ben Arfa del Newcaste, uscito in barella con una gamba fuori uso.

MARTIN TAYLOR – Il nome e cognome di questo giocatore inglese ai più non dice nulla. Però, se aggiungiamo la parola Eduardo, a qualcuno è venuta in mente qualche immagine macabra. Ebbene sì, è proprio lui il ” macellaio ” dell’attaccante all’epoca dell’Arsenal: le immagini raccapriccianti del terribile scontro fecero il giro del Mondo, in un’epoca dove i social media iniziavano ad affermarsi dappertutto. Ovviamente, di scuse a posteriori, nemmeno a parlarne.

Macellai: Marco Materazzi durante una intervista

Macellai: Marco Materazzi durante una intervista

MARCO MATERAZZI – Il suo mancino è stato prezioso nel realizzare uno dei rigori nella finale Mondiale contro la Francia. Per molti suoi colleghi, i suoi arti inferiori sono risultati a dir poco indigesti. Scorbutico con i piedi e con le parole, di lui ricordiamo la provocazione risultata letale alla carriera di Zidane e i ripetuti insulti, con tanto di pugno finale, ad un Bruno Cirillo che non ha lesinato a “denunciare” in diretta televisiva il “savoir faire” del roccioso Matrix.

OSCAR RUGGERI – Se hai giocato nella tua carriera con Boca Junior e River Plate, significa che sei pronto a tutto. Il difensore argentino, campione del Mondo nel 1986, non ha mai conosciuto la parola “timore”: la sua irruenza ha rischiato di lasciarlo fuori anzitempo dal calcio che conta, ma dopo una breve parentesi nel ’92 con l’Ancona, chiude in “bellezza” la propria carriera con la maglia del Lanus: è lui il protagonista della maxi-rissa scatenatasi al termine della sfida col Mineiro nel 1997.

SALVATORE SOVIERO – Chi l’ha detto che il portiere deve utilizzare le mani solo per parare? Allo “scugnizzo” di Nola non piaceva stare troppo spesso tra i pali: amava ogni tanto “socializzare” con i giocatori in campo a suon di epiteti o espressioni da “cucchiaio d’argento” (ricordi Del Piero?). La sua chicca però rimane la partita Messina-Venezia del 2004: cartellino rosso in faccia e il Soviero furioso punta come un cecchino impazzito tutta la panchina della squadra avversaria.

RAMON AGUIRRE SUAREZ – Torniamo indietro di molti anni e scopriamo uno dei primi macellai Doc della storia. Il suo nome è legato alla burrascosa finale di Intercontinentale col Milan: il suo Estudiantes perde, e lui ne approfitta per “segnare” sul volto di Nestor Combin una ferita che non dimenticherà per il resto della sua vita. Approda in Europa, precisamente in Spagna, e pure nella Liga non perde tempo a farsi conoscere: a farne le spese è Santillana.

Macellai: Romeo Benetti, "randellatore" ai tempi della Juve

Macellai: Romeo Benetti, “randellatore” ai tempi della Juve

ROMEO BENETTI – Quando in campo si aggirava il suo baffo, era presagio di sventura. La serie A conobbe uno dei suoi primi e celeberrimi macellai negli anni ’70: le sue “migliori” performance le fece con le maglie di Milan e Juventus. In un derby di Torino si ricorda una sua entrata da codice penale sul portiere Castellini, ma in casacca rossonera si fregiò dell’infausto onore di aver interrotto la carriera ad alti livelli di Franco Liguori dopo un intervento dei suoi.

VINNIE JONES – E’ stato per anni l’emblema del “duro”, specialmente Oltremanica. Sintetizzare in poche righe le sue “malefatte” è praticamente impossibile: citiamo la storica “strizzatina” ai gioielli di famiglia di Paul Gascoigne e un tackle da macellai ai danni di Gary Andrew Stevens. Le sue “imprese” hanno indotto alcuni suoi colleghi a non considerarlo un giocatore di calcio: date le sue 12 espulsioni in carriera, non hanno tutti i torti.

PAOLO MONTERO – Dite la verità: attendavate con ansia la lettura di questo nome e cognome. Oggi c’è Chiellini, ma una volta c’era lui, forse il più grande tra i macellai che abbiano mai calcato la serie A. Le sue vittime non hanno ruolo, sesso o mestiere: in un Vicenza-Juventus colpì duramente un fotografo a bordo campo. Fu uno dei primi “condannati” dalla prova televisiva dopo un pugno a Gigi Di Biagio in un Inter-Juventus: per ben 16 volte lasciò i suoi compagni in inferiorità numerica. Chapeau.

Macellai: Roy Keane in tutta la sua ferocia

Macellai: Roy Keane in tutta la sua ferocia

ROY KEANE – Mai scherzare col burbero Roy. Nè rivolgergli accuse. Il centrocampista dei Red Devils in carriera ne ha combinate delle belle: tanti trofei alzati, ma soprattutto record di rossi e tanti interventi da macellai. Ne sa qualcosa il norvegese Haaland: in un derby di Manchester la sua carriera è stroncata da un intervento intenzionale dell’irlandese dritto alla tibia. Motivazione? Una vera e propria fredda vendetta dopo un fallo subito, con tanto di accusa di simulazione, 3 anni prima. Giocare col fuoco…

ANDONI GOIKOETXEA – Eccoci al “non plus ultra” del collezionismo di ossa. Alla storia è passato come il “macellaio di Bilbao”. Tra le sue vittime, forse la più illustre che gli poteva capitare tra le sue fauci: il 24 settembre del 1983 con un tackle da dietro abbatte Diego Armando Maradona e ne mina per sempre la totale mobilità della caviglia sinistra. Il Times l’ha definito come il “calciatore più cattivo di sempre”. Di sicuro è l’autore del fallo più celebre della storia del calcio.

Manlio Mattaccini

 

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