Antonio Casu
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Il caro, vecchio 4-3-1-2: Sarri è perfetto per il Cagliari

Ovvero: le rivoluzioni non sempre sono necessarie

Il caro, vecchio 4-3-1-2: Sarri è perfetto per il Cagliari
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Quattro semplici cifre esprimono alla perfezione il fallimento di una rivoluzione. Non ne aveva bisogno, il Cagliari. Ha pagato a caro prezzo l’oltraggio al suo Dna, il Cagliari. Quattro cifre benedette segnerebbero un ritorno al futuro in contraddizione con il laboratorio perdente della stagione appena conclusa. Il Cagliari ed il 4-3-1-2: fondamenta di una struttura solida, è il modulo di una vita, l’abito perfetto. L’interprete? Maurizio Sarri, tecnico dei miracoli empolesi ad un passo dal Cagliari.

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

FRATELLI SQUILIBRATI – In certi casi, il confine che separa il trionfo dal fallimento è sottile. Il 4-3-1-2 cagliaritano ha due fratelli: il 4-3-3, folle e impavido, ed il 4-3-2-1, timido e impacciato. Zdenek Zeman, uno che ha ben chiaro il concetto di Dna (il compromesso non è contemplato nelle sue idee), si è smarrito sulla via della rivoluzione senza temere i rischi della terapia d’urto, mentre Gianfranco Zola, uno che in panchina ha pochissime idee chiare, è affondato nel mare della restaurazione a metà. Zemaniano a parole, difensivista nei fatti, un disastro nei risultati. Più che fratelli, nemesi. Più che amici, fantasmi. Non si vince senza equilibrio e Festa, sorprendente interprete dell’ultima parte di stagione, l’ha capito benissimo. Il ritorno al 4-3-1-2, un ritorno al futuro, ha portato un Cagliari allo sbando ad un passo dalla salvezza.

UNO, NESSUNO E CENTOMILA 4-3-1-2 – E poi c’è Sarri, un cultore del 4-3-1-2. Filosofia antitetica a quella di Festa, profeta senza abito di velluto attento alle caratteristiche della rosa. Se sarà rivoluzione, sarà con il vestito di sempre, quello meglio calibrato sulle forme del Cagliari. Quattro cifre, le solite quattro cifre, ma mentalità camaleontica, in discontinuità con le idee del passato. Un punto di riferimento in un mondo calcistico, quello sardo, senza basi solide per ripartire. Cambiano i tecnici, mutano le idee, ma il 4-3-1-2 non muore mai: il Dna si evolve in base alle esigenze di uomini e campionati. Una rivoluzione perfetta, almeno questa, senza voli pindarici.

@antoniocasu_

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