Francesco Lorusso
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La noiosa rabbia nelle vene del mediocre Hatred

Avventuriamoci in Hatred, ovvero come attirare l'attenzione e guadagnare con violenza senza senso

La noiosa rabbia nelle vene del mediocre Hatred
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Hatred è un prodotto mediocre. 
Solitamente quando scrivo una recensione mi limito a dare un giudizio al titolo sotto esame solo alla fine del pezzo, dando prima una mia spiegazione sulla scelta del giudizio. Stavolta lo scrivo subito.
Il titolo dei Destructive Creations vuole essere a tutti i costi scomodo, fuori dalle regole e cattivo nei confronti della società, vista come fin troppo moralista e falsa.
Obbiettivo totalmente mancato, ma andiamo con ordine.

Hatred risulta poco originale anche nella violenza proposta

Hatred risulta poco originale anche nella violenza proposta

LA RABBIA NELLE VENE – Il protagonista di Hatred è completamente controllato da un irrefrenabile istinto omicida, e vuole uccidere tutti. Si avanza di area in area, evitando proiettili, uccidendo e facendo saltare in aria tutto. Se vi è sembrata una descrizione approssimativa e noiosa, beh, lo è. Rispecchia perfettamente un titolo che è scialbo dall’inizio alla fine.
Potremmo fare un esempio citando Hotline Miami, il cui gameplay richiede inventiva, uso saggio di tutte le armi presenti nel gioco e implementa un sistema di combo che ricompensa l’abilità e l’uso del cervello del giocatore. Hatred prende il vostro cervello, lo tira in un cassonetto e vi raccomanda di uccidere tutti. Perché? Perché si.
Il protagonista potrebbe anche non esserci, non farebbe nessuna differenza. Manhunt poneva il giocatore in una situazione da “uccidi o vieni ucciso”, ci costringeva a compiere gesti efferati pur di sopravvivere. Hotline Miami ci sbatte in faccia temi come la corruzione, la criminalità e la psicosi, il tutto condito da un sistema, come già detto, che premia il giocatore. A Hatred manca tutto ciò: a partire dalla “trama” per arrivare al gameplay, il tutto è dannatamente noioso, e senza un reale senso. 
Certo, si potrebbe dire che il gioco vuole mostrare di come tutti siano capaci di compiere questi gesti, di come il terrore vero sia il potersi ritrovare di fronte un pazzo omicida assetato di sangue. Ma Hatred non pone giustificazioni, non ci si riesce ad affezionare ad un personaggio che non ha un minimo di personalità, né tantomeno un background narrativo.
Il titolo vuole essere estremo. Lo è nei suoi difetti.

PRO
– Grafica discreta, con dei buoni particellari ed una fisica delle distruzioni ben gestita

CONTRO
– Non c’è trama
– Protagonista con il carisma di uno zombie
– Gameplay ripetitivo, noioso e non soddisfacente
– Poco longevo
– Level Design poco ispirato

COMMENTO FINALE
Hatred cerca di essere cattivo, scorretto, di voler mostrare cosa può fare un solo uomo colto da un puro istinto omicida. Ma fallisce in tutto ciò, risultando noioso, ripetitivo e senza appeal. Si può trovare qualcosa di più interessante in un film gore di serie B piuttosto che nella violenza proposta dal titolo, fin troppo scontata. Potreste trovarlo divertente se vi piace uccidere persone senza motivo alcuno, ma anche in questo frangente potrebbe risultare estremamente noioso, e trovereste di meglio in altri titoli usciti già su mercato.
Inutile.

VOTO – 4.5

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