Antonio Casu
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Dal tris di Contador al bis di Aru: il pagellone del Giro d’Italia

Promossi, bocciati e rimandati della corsa rosa

Dal tris di Contador al bis di Aru: il pagellone del Giro d’Italia
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Alberto Contador, leader del Giro d'Italia

Alberto Contador, vincitore del Giro d’Italia

Si è conclusa la novantottesima edizione del Giro d’Italia, una delle più belle degli ultimi anni. Ha vinto il più forte, Alberto Contador, che cala un magnifico tris dopo i successi del 2008 e del 2011 (quest’ultimo revocatogli dopo esser stato squalificato retroattivamente). Da sottolineare il .secondo posto di Fabio Aru, piacevole conferma del ciclismo italiano, ed il terzo di Mikel Landa, sconosciuto ai più fino a tre settimane fa. È stato il Giro del dominio Astana e della delusione Tinkoff, delle poche volate e delle mille sorprese.

Quello che segue è il pagellone del Giro d’Italia 2015.

TOP 

CONTADOR 10 | Perfetto. Semplicemente perfetto. Il Pistolero solitario ha sconfitto tutti i nemici incontrati sulla sua strada, compresa la sfortuna. Il bilancio di guerra parla di una spalla lussata, una seconda caduta costatagli la perdita della maglia rosa per un giorno (quello della cronometro, non uno qualunque), una foratura poco prima del Mortirolo, tanti inconvenienti ed una squadra agguerrita (l’Astana) sempre pronta a combattere contro di lui. Contador non si è mai scomposto, ha ipotecato il Giro a cronometro e l’ha consolidato in salita. È stato solo , sempre solo: in fondo è questo il destino dei grandi campioni.

ARU 9 | Otto un anno fa, nove quest’anno, nel 2016 chissà. Fabio Aru, dopo il terzo posto del 2015, scala una posizione sul podio, balzando sul secondo gradino. Arrivato al Giro tra mille complicazioni, il guerriero di Villacidro ha sfidato a viso aperto il grande Contador, rischiando di beffarlo nella penultima tappa. Oltre al podio, Aru ha raccolto due prestigiosi successi di tappa e la maglia bianca. Mica male.

LANDA 9 | Terzo. Da gregario. Il giovane spagnolo, compagno di squadra di Aru, ha rischiato di vincere questo Giro, ma alcune discutibili tattiche di squadra e l’assoluta incapacità di competere a cronometro a grandi livelli gli hanno tarpato le ali. Anche lui ha vinto due tappe, arricchendo cosi il bottino degli Astana. Al varco lo attende una Vuelta da grande protagonista, Aru permettendo.

LAMPRE 8 |  Quattro successi di tappa, una squadra giovane e ambiziosa ed un grande futuro all’orizzonte. Il team italiano riscatta le ultime stagioni, particolarmente negative, con un Giro da incorniciare. Modolo (due vittorie) è stato il miglior velocista del gruppo, Ulissi ha confermato di avere classe da vendere e Polanc (classe ’92), farà parlare di sé. Finita l’era Cunego, sono tornati i successi. Un caso?

ASTANA 8 | La squadra è da dieci, la regia di Tiralongo e le imprese di Aru e Landa anche, ma l’Astana non merita più di otto. Perché? Martinelli non ha creduto abbastanza nel suo capitano, ha corso con due punte (creando non poca confusione) e ha sbagliato tutto nella penultima tappa, giocando male le fiches a disposizione per la conquista della maglia rosa. Il bilancio è comunque positivo: due uomini sul podio, la maglia bianca e cinque vittorie di tappa.

FLOP 

URAN 5 | Era uno dei Fab Four, ma si è visto solo negli ultimi giorni. Ciccio, eterno piazzato del Giro, quest’anno è stato irriconoscibile. L’unico fotogramma che si ricorderà delle sue tre settimane è il divertente sfogo nei confronti di Aru nella discesa dopo il Mortirolo.

VAN DER BROECK 4 | Qualcuno si domanderà: “Ah, c’era anche lui?”. Sì, c’era. In teoria, quantomeno. Una buona cronometro e nient’altro. Il belga ha lottato per conservare la dodicesima posizione nella classifica generale. Boh.

PORTE 4 | Un altro Fab Four finito nel dimenticatoio. Tanta sfortuna, una decisione incredibile della Giuria (seppure supportata dai regolamenti Uci) ed un ritiro amaro. Amarissimo. Il team Sky delude ancora una volta.

LE SQUADRE INVITATE, POCHE ESCLUSE 2 | Oh, bei tempi quelli del team Colombia. Un tempo le squadre invitate al Giro lottavano con i denti per valorizzare al meglio la grande occasione, ma stavolta non è stato così. CCC? Nippo Fantini? Southeast? Sentite per la prima volta questi nomi? È normale. Non si sono mai viste e se si considera il valore medio delle formazioni, forse è un bene. Meno male che si sono l’Androni e la Bardiani.

I SOLITI FENOMENI 0 | Il popolo del Giro è un grande universo sportivo colorato e gioioso, ma non mancano gli irresponsabili. Qualcuno c’è sempre. Uno ha colpito il povero Colli con l’obiettivo di una macchina fotografica, un altro ha tentato un goffo soccorso a Pozzovivo, steso per terra privo di sensi, mentre altri si sono divertiti, nella giornata di ieri, riempiendo il percorso milanese di puntine. Gli indiani del Giro meritano un voto superiore al dieci perché incarnano l’anima più pura del ciclismo, gli irresponsabili uno zero senza possibilità di replica.

@antoniocasu_

 

 

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