Davide Terraneo
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Onore a Uran, l’altra faccia del Giro

Il colombiano ha sofferto nelle prime due settimane ed è rapidamente uscito di classifica, ma non ha abbandonato per omaggiare la corsa rosa

Onore a Uran, l’altra faccia del Giro
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Nel Giro d’Italia del Contador dominatore e dell’Aru vincitore di due splendide tappe, Rigoberto Uran non è riuscito a tenere il passo dei migliori. In difficoltà già nella prima settimana, il colombiano ha concluso mestamente la seconda con una cronometro al di sotto delle aspettative e il tracollo nella tappa di domenica. Ma la grinta con cui ha onorato la corsa rosa merita la stima di tutti gli appassionati di ciclismo.

Rigoberto Uran impegnato nella cronometro Treviso-Valdobbiadene

Rigoberto Uran impegnato nella cronometro Treviso-Valdobbiadene

ASPETTATIVE – Arrivato con il ruolo di possibile antagonista dei tre grandi favoriti del Giro, Uran è apparso in difficoltà fin dalle prime salite, dove ha perso rapidamente terreno da Contador, Aru e Porte. Il secondo posto ottenuto l’anno scorso dietro al connazionale Quintana e nel 2013 dietro da Nibali era a quel punto praticamente impossibile da difendere, come sarebbe stato ancora più chiaro dopo la lunghissima cronometro verso Valdobbiadene. Una prova contro il tempo che avrebbe dovuto rilanciarlo, e invece l’ha affossato.

REAZIONE – Che Uran abbia il cuore e il carattere del campione era chiaro a molti fin dall’inizio. La tappa con arrivo ad Aprica ha tolto ogni minimo dubbio residuo. Le gambe non c’erano, ma quando Contador è partito ai piedi del Mortirolo per colmare il gap che lo separava da Landa e Aru l’unico che ha provato immediatamente a tenergli la ruota è stato lui. Dopo qualche centinaio di metri le gambe gli hanno detto che non era possibile tenere quel ritmo. La grinta per rispondere allo spagnolo c’era. Peccato che non sia bastata.

ONORE A URAN – Sconfitto in ogni campo e senza una squadra in grado di sostenerlo, la tentazione di abbandonare il Giro avrebbe potuto essere forte. Lo è stata per Porte, che ha deciso di tornare in Australia a leccarsi le ferite. Ma non per Uran. Ormai fuori classifica, il colombiano ha deciso di investire ogni energia residua per cercare di vincere una tappa, lottando con i migliori. E sia sul Cervinia sia a Sestriere ci è andato davvero vicino, concludendo al terzo posto. Da uno che solo tre giorni prima pagava sette minuti in salita è un risultato ai limiti dell’epico. Onore a Uran, che ha capito cos’è il Giro d’Italia. Onore ad un ragazzo che ha deciso di omaggiare la corsa rosa non accettando di essere una semplice comparsa, gettando il cuore oltre l’ostacolo anche quando le gambe non andavano. Stavolta non era sul podio di Milano, ma rimane nel cuore di ogni appassionato. Tra un sorriso e una battuta alle interviste, anche in un’annata difficile. Questo Uran è il volto sorridente del ciclismo.

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One Response to Onore a Uran, l’altra faccia del Giro

  1. Giro d'Italia ciclismo 5 giugno 2015 at 16:15

    Condivido in pieno, la corsa di un campione va giudicata non solo per il risultato ottenuto. Uran ha avuto un atteggiamento da corridore vero, non come Porte che se ne è andato alla prima difficoltà!

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