Enrico Steidler
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Fifa, 2 presidenti in 45 anni: sicuri che sia Blatter il problema?

Tutti addosso al rieletto despota, ma è il trono (leggi Fifa) che puzza

Fifa, 2 presidenti in 45 anni: sicuri che sia Blatter il problema?
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1974: mentre Iva Zanicchi trionfa a Sanremo con il brano Ciao cara come stai? e l’Italia “sposa” il divorzio, il brasiliano João Havelange sale sul trono della Fifa, dove resterà per quasi una generazione resistendo a mille congiure, intrighi e scandali infiniti. 1998: qui da noi circolano ancora le vecchie – e rimpiante – lirette quando il 62enne ex colonnello dell’esercito svizzero Joseph Blatter diventa improvvisamente generalissimo. La Fifa, da allora, è roba sua, e se tutto va bene – per lui e i suoi Grandi Elettori – lo resterà fino al 2019. Alt, fermi tutti: Dopo questo mandato lascerò“, ha detto ieri il Caro Leader. Ok, facciamo 2023, allora. Almeno.

Havelange e Blatter, passato, presente e futuro della Fifa. Da notare l'espressione di Blatter

Havelange e Blatter, passato, presente e futuro della Fifa. Da notare l’espressione di Blatter

Dunque, ricapitoliamo: 2019 meno 1974 fa 45. Già, incredibile, ma la matematica non mente. Questo significa che la vita media di un Burosaurus Rex della Fifa è di 22 anni e mezzo, roba da fare invidia a un Papa, diciamolo. Tutto merito loro, secondo voi, e della loro strabiliante capacità di adattarsi a un ambiente dorato, o il difetto è anche, anzi soprattutto, nell’ambiente medesimo? Ok, ovvio: un albero è malato se genera frutti bacati, e tuttavia – leggendo i giornali e guardando i tg – sembra che il marcio della Fifa risieda fondamentalmente in Lui, in quell’inestirpabile Joseph V che ora dice “perdono tutti ma non dimentico“. La vendetta è nell’aria, quindi, e a farne le spese saranno il Continente Ribelle (l’Europa, che gli ha votato contro e che ora “non è più il punto di riferimento” ha detto Blatter sibilando) e il suo ineffabile condottiero Michel Platini.

Già, Roi Michel, il neo-rieletto – terzo mandato consecutivo, candidato unico, eletto per acclamazione, manco in Corea del Nord – presidente dell’Uefa e Grande Sponsor del mondiale in Qatar e dell’unica alternativa a Blatter rimasta in piedi dopo la moria degli altri candidati (Champagne, van Praag, Luis Figo): il principe per sangue ed emiro per passione Ali Ibn Al-Husayn, che si distingue per essere il numero uno di una federazione – quella giordana – che ha dato così tanto alla storia del calcio mondiale e per altre nobili qualità ben note al Roi di cui sopra. Il principe emiro, insomma, è/era l’altra faccia della Fifa, quella targata Uefa e che è stata capace di raccattare 73 voti fra i frequentatori del Baur au Lac, l’ameno ostello in riva al lago da 550 euro a notte (minimo) teatro della maxi-retata di mercoledì scorso. Morale: è proprio così, è proprio con il sostegno di Tavecchio & Co e dall’alto del suo trono intoccabile che Michel Platini ha vestito – e veste – i panni del rivoluzionario moralizzatore. Disinteressato, naturalmente. Vota emiro, vai sicuro.

Tutto chiaro, tutto regolare? Certo, come l’elezione di Blatter: questa è la Fifa.

Enrico Steidler

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