Antonio Casu
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Aru, sempre più in alto! Trionfa a Cervinia e si riprende il secondo posto

Il campione sardo vince la diciannovesima tappa del Giro d'Italia. Hesjedal secondo, Contador si conferma in maglia rosa

Aru, sempre più in alto! Trionfa a Cervinia e si riprende il secondo posto
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Sulle orme di Mike Bongiorno, protagonista di un celebre spot sulla cima del Monte Cervino, Aru vola “sempre più in alto”. Il giovane scalatore sardo trionfa nella 19esima tappa del Giro d’Italia, arrivata a Cervinia, e si riprende il secondo posto nella generale, stamane occupato dal compagno di squadra Landa. L’urlo a braccia alzate sulla linea del traguardo è il manifesto di un fenomeno che diventerà grande, capace di lasciare alla spalle le difficoltà degli ultimi giorni e firmare una delle imprese più belle di questo Giro.

Fabio Aru e Alberto Contador, protagonisti del Giro d'Italia

Fabio Aru e Alberto Contador, protagonisti del Giro d’Italia

DOMINIO ASTANA – Il secondo protagonista di giornata è un altro italiano, Giovanni Visconti, abile nel salutare la compagnia degli altri fuggitivi in due occasioni, accumulando così punti a sufficienza per sfilare la maglia azzurra a Steven Kruijswijk. Il gruppo di attaccanti, formato inizialmente da nove corridori e poi da cinque (Visconti, Rutkiewicz, Kiryienka, Chaves e Kochetkov), non riesce mai a prendere il largo, incalzato alle spalle dal forcing dell’Astana. Contador, dal canto suo, si ritrova invece solo, ancora una volta, dimostrando l’inadeguatezza della Tinkoff al cospetto dello strapotere della maglia rosa.

LA RABBIA E L’ORGOGLIO – Sull’ultima salita si scatena la bagarre tra i protagonisti della generale. In testa alla corsa ci sono i soliti noti: Landa, Contador, Aru, Hesjedal, Kruijswijk, Konig ed un ritrovato Uran. Il primo ad aprire le danze è il canadese della Garmin, alla ricerca di un successo di tappa. Tra i big ci prova Landa, incalzato da Kruijswijk e Contador, mentre Aru, inizialmente, non sembra riuscire a tenere le ruote dei migliori. È solo una sensazione. Il campione di Villacidro, dopo essersi riportato sugli avversari, tenta un  affondo ai -7,5, staccando agilmente la maglia rosa. Aru è una furia e vola agilmente sui pedali, si riporta su Hesjedal ai -6, riparte col forcing e manda fuorigiri il canadese con un’azione rabbiosa. Gli ultimi chilometri sono un’ascesa trionfale, a tratti commuovente. Aru stringe i denti e rilancia continuamente l’andatura, arrivando a guadagnare 1′,20” sul gruppo della maglia rosa. Hesjedal lo insegue con determinazione, Uran tenta di sganciarsi dal gruppo, ma non c’è niente da fare: oggi è Aru il migliore. All’arrivo è un’apoteosi. Aru trattiene a stento le lacrime e mostra all’Italia il talento del primo degli umani. Contador è sempre maglia rosa, ad un passo dal trionfo, ma c’è un giovane campione che andrà “sempre più in alto”. Sarà secondo, per quest’anno, ma per uno come lui nessun obiettivo è precluso.

@antoniocasu_

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