Simone Viscardi
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I 10 grandi ritorni nello Sport

Da Rossi a Kakà, fino a LeBron e Michael Jordan, lo sport è pieno di clamorosi ritorni a casa di campioni, nelle squadre che li hanno resi grandi

I 10 grandi ritorni nello Sport
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Lo sport è fatto di emozioni, ricordi, nostalgia dei vecchi tempi andati. A volte troppo belli per essere cancellati, con la consapevolezza che solo rievocandoli si potrebbe avere la possibilità di tornare alla spensieratezza perduta. Vivere nel passato non fa mai bene, e come il Grande Gatsby di Fitzgeraldiana memoria, anche molti sportivi hanno cercato la felicità guardandosi indietro. Ritorni di fiamma a volte vincenti, ma più spesso solo suggestivi. Ne abbiamo raccolti 10, scopriamoli insieme.

LA TOP 10 DEI GRANDI RITORNI A CASA

10) Andriy Shevchenko al Milan – Coi rossoneri aveva vinto tutto, senza i rossoneri si era smarrito. Il bacio alla maglia del Chelsea al debutto, poi l’oblio e la panchina con Josè Mourinho. A distanza di 2 anni per l’ucraino si riaprono le porte di Milanello, ma la sua nuova esperienza è più anonima del numero 76 indossato in quella stagione.

9) Kimi Raikkonen alla Ferrari – Non particolarmente amato, ma pur sempre l’ultimo Cavallino Rampante capace di conquistare il titolo mondiale. Dopo l’esperienza ferrarista il finlandese si cimenta in altre discipline, ma il fascino della Formula 1 è unico. Alla Lotus ritrova costanza e velocità, tanto da tornare a frequentare Maranello. Un ritorno in chiaroscuro, ma l’annata è ancora lunga.

8) Paul Scholes al Manchester United – Il vecchio Paul ci aveva provato, a smettere. Appesi gli scarpini al chiodo però si è ritrovato – come molti pensionati – a sentire la mancanza fisica di palla e campo. Alla nuova chiamata di Sir Alex ha risposto subito presente, ed è riuscito a portare a casa altri trofei e campionati. Immortale.

7) Diego Milito al Racing Avellaneda – Al grandissimo calcio ci è arrivato tardi, ma non si è mai dimenticato della promessa fatta da ragazzino:”Andrò pure in Europa, ma tornerò qua prima di smettere”. Detto fatto, e nemmeno un legamento sbriciolato l’ha potuto fermare. E se non c’è riuscito il ginocchio, pensate i difensori argentini…

Kakà, figliol prodigo del Milan.

Kakà, figliol prodigo del Milan.

6) Thierry Henry all’Arsenal – Il più grande giocatore della Storia dei Gunners. Basti solo questo per immaginare i sentimenti dei tifosi al suo ritorno. Dopo l’esperienza al Barcellona, e solo per pochi mesi prima dell’inizio della MLS. Tanto però per far scorrere le lacrime, soprattutto nel momento in cui la sfera ha ricominciato a rotolare in porta.

5) Marcello Lippi alla Juventus – Il tecnico di Viareggio e la Signora sono anime troppo gemelle per funzionare da separati. Dopo 3 scudetti vinti in simbiosi il primo cerca fortuna all’Inter, mentre l’altra prova a consolarsi con Ancelotti. Va male a entrambi, tornano insieme e ricominciano a trionfare.

4) LeBron James ai Cleveland Cavs – Una scelta – “Porterò il mio talento a South Beach” – un tradimento e la reazione, condita da immensi falò di sue divise, dei tifosi dal cuore spezzato. Quattro lunghi anni, prima della grande decisione. Tornare in Ohio, tornare a casa. Come andrà a finire non si sa, intanto è di nuovo alle Finals Nba.

3) Kakà al Milan – Poche volte si è creato un affetto così spontaneo tra un giocatore e i suoi fan. Amato fin dal suo sbarco a Milano, il buon Riccardino vola a Madrid tra le lacrime, come un figlio che va a cercare fortuna all’estero. Il Real non è il suo Milan, e dopo qualche stagione malinconica torna per l’ultimo ballo col suo numero 22.

2) Valentino Rossi alla Yamaha – Finito. Vecchio. Lento. Ne han dette di tutti i colori a Valentino durante i 2 anni – orribili – passati in Ducati. Un amore mai sbocciato, altro che con la giapponese. Lì fu un colpo di fulmine, col bacio al primo appuntamento, a Welkom, Sud Africa. Si sono rimessi insieme, e a giudicare da come sta andando questa stagione non è per niente una minestra riscaldata.

1) Michael Jordan ai Chicago Bulls – “Basta Basket, vado a giocare a Baseball, come voleva mio papà”. Con queste parole – più o meno – His Airness si congeda dai Bulls, dopo 3 anelli e un dominio assoluto sulla lega. Ecco, diciamo che con la pallina e la mazza se la cava decisamente meno bene, così, dopo due anni, arriva il clamoroso Come Back. Altri 3 anelli si aggiungono alla collezione, e la leggenda diventa ancora più grande.

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