Marco Scipioni

Roma-Garcia: 5 motivi per non dirsi addio

La Roma in maniera piuttosto affannosa, ma con grande carattere, si è aggiudicata il secondo posto valido per la Champions League diretta. Ecco 5 validi motivi per la riconferma di Rudi Garcia.

Roma-Garcia: 5 motivi per non dirsi addio
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La stagione della Roma si è virtualmente chiusa con una giornata d’anticipo, tra uno scudetto sfumato troppo presto e una Champions League conquistata con grande carattere. Ecco 5 motivi per cui Garcia deve essere considerato un grande allenatore e l’ideale tecnico per i giallorossi.

OBIETTIVO STAGIONALE: CENTRATO – Se da un lato Garcia si era esposto eccessivamente riguardo ad un obiettivo poi non raggiunto, la società giallorossa ha sempre tenuto un profilo molto più basso rispetto all’allenatore (“Puntiamo a difendere il secondo posto attaccando il primo”– le parole di Walter Sabatini, DS capitolino). Dunque, l’ex tecnico del Lille risulta in pieno allineamento rispetto alle richieste societarie.

VOGLIA DI RISCATTO – Rudi Garcia, in quanto francese ma non solo, mostra un grandissimo orgoglio, dunque la voglia di rivalsa per una stagione andata non secondo le più rosee aspettative potrebbe essere tanta e la Roma dovrebbe sfruttare questa possibilità per rilanciarsi la prossima stagione.

GARCIA, GRANDE CONOSCITORE DEL GRUPPO- Inoltre un buon motivo per proseguire il matrimonio è sicuramente quello che vede l’allenatore francese come grande conoscitore del gruppo, essendo tecnico capitolino da due anni. Quindi si potrebbe impostare il mercato senza eccessive difficoltà visto che Garcia saprebbe già perfettamente i punti da migliorare.

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CONTINUITÀ TECNICA- Sarebbe inoltre importante per la Roma avere una continuità tecnica, cosa che manca da parecchio tempo (dalla stagione 2005-2006 all’anno 2009-2010, Luciano Spalletti), per poter impostare una filosofia che sia duratura e dare anche ai calciatori la serenità e la fiducia giusta.

GARCIA VERO: QUELLO DEL PRIMO ANNO-  Se Garcia in questo campionato è apparso non perfetto come invece sembrava il primo anno, lo si deve probabilmente ad un’ondata di infortuni e di situazioni sfortunate imprevedibili. L’aspetto da sottolineare positivamente è stato però come, nonostante la Roma si dice giochi male e non abbia una condizione atletica accettabile, l’allenatore francese sia riuscito a far recuperare la giusta serenità alla squadra per raggiungere l’obiettivo prefissato, mostrando dunque una grandissima leadership all’interno del gruppo.

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