Antonio Casu
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Pagelle Giro d’Italia, 16esima tappa: Contador epico, Landa sorprendente

Il Pistolero non è un campione. è un campionissimo. Il basco dell'Astana è una piacevole rivelazione

Pagelle Giro d’Italia, 16esima tappa: Contador epico, Landa sorprendente
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Landa 16.ma tappa Giro.

Landa trionfa nella sedicesima tappa del Giro d’Italia

Ci sono delle tappe che restano nel cuore dei tifosi, capaci da sé di spiegare perché il ciclismo è uno degli sport più amati del mondo. Ci sono tappe che tracciano un solco tra i semplici sportivi  e gli eroi immortali: illustrare attraverso le parole le emozioni che trasmettono è difficile per tutti. Esistono dei casi in cui la forza dirompente delle immagini vince su tutto ed il resto è contorno: la 16esima frazione del Giro d’Italia 2015 rientra in ognuna di queste categorie. A prescindere dall’infinita bellezza delle montagne scalate (Aprica, Mortirolo ed ancora Aprica), è stato l’esercizio di stile di un campione infinito a fare la differenza. Alberto Contador, padrone assoluto del Giro d’Italia, oggi ha firmato l’impresa più bella della sua carriera. Non ha vinto, eppure ha trionfato: il ciclismo è bello anche per questo.

PAGELLE 16ESIMA TAPPA GIRO D’ITALIA

TOP 

CONTADOR S.V. – Il capolavoro odierno non è valutabile con una cifra. Dopo aver forato mentre percorreva la discesa tra l’Aprica ed il Mortirolo, ha rimontato lo svantaggio in solitaria, recuperando cinquanta secondi su Aru, Landa e Kruijswijk.Lo spagnolo ha poi scollinato con quasi due minuti di vantaggio sul rivale sardo. La personalità ed il carisma con i quali ha interpretato la scalata del Mortirolo hanno lasciato senza fiato, facendo di un grande campione un campionissimo. Chapeau, Pistolero.

LANDA 10 – Quando è la strada a parlare, qualunque gerarchia prestabilita viene meno. È giusto così. Landa ha dimostrato di essere più forte di Aru e merita i gradi da capitano, senza se e senza ma. Il successo ad Aprica, venuto dopo il primo acuto di domenica scorsa, lo consacra tra i possibili vincitori futuri di un grande giro.

KRUIJSWIJK 9 – Gli addetti ai lavori lo attendevano da anni, ma l’ormai ex grande promessa del ciclismo olandese non era mai emerso con forza. Arrivato alla soglia dei 27 anni, ha finalmente ricordato al mondo i motivi per i quali si parlava tanto bene di lui. Ennesima vittima delle gestioni tattiche sciagurate della Lotto NL-Jumbo (l’ex Rabobank), Kruijswijk, dopo esser stato in fuga un giorno sì e l’altro pure, ora lotta, con autorevolezza, per le prime posizioni della classifica generale. Meglio tardi che mai.

HESJEDAL 8 – Tattica di gara, questa sconosciuta, ma quanto cuore! Il campione canadese trascorre una giornata in fuga nella tappa più difficile del Giro e, nonostante tutto, arriva sesto al traguardo, a due minuti da Landa. Il vincitore del Giro d’Italia 2012 è brutto da vedere quando pedala (si ha sempre la sensazione che possa spaccare la bici in mille pezzi da un momento all’altro), ma è terribilmente efficace. E poi non molla mai. Mai.

FLOP 

ARU 5– È il grande sconfitto di giornata, ma la debacle odierna gli servirà da lezione. Il voto nasce da una semplice media matematica: due per la gestione di gara, a tratti sciagurata, otto per la caparbietà con la quale ha contenuto il distacco. Sul Mortirolo si è intestardito, andando oltre i suoi limiti fisici, nella discesa successiva non si è alimentato come avrebbe dovuto, rischiando di finire senza benzina, ma nella  scalata finale verso Aprica ha corso con il cuore in mano, mostrando coraggio e determinazione. Il sardo, ora, è terzo in classifica: niente male per un 25enne. Non lo si dimentichi mai, ha 25 anni. Il futuro è dalla sua e le lezioni della strada sono indispensabili per diventare un grande campione. Ajò!

TINKOFF-SAXO 0 – Zero? È la squadra del dominatore del Giro d’Italia e meritano uno zero in pagella? Appunto, il motivo è proprio questo. Contador è un campione assoluto, ma il resto della squadra è inadatta a supportarlo. Nella giornata odierna c’è stata l’ennesima dimostrazione in questo senso. Nel momento in cui ha forato, ha riconquistato da solo un Giro che era già suo. Escluso l’eterno Rogers, l’apporto degli altri compagni di squadra è stato nullo, o quasi. Basso? Kreuziger? Chi?

@antoniocasu_

 

 

 

 

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