Modestino Picariello
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Il Real non ha mai avuto una mentalità di riserva

Allenare il Real è un sogno solo finché non devi farlo davvero. Allora inizia l'incubo che ha triturato anche Ancelotti

Il Real non ha mai avuto una mentalità di riserva
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Carlo Ancelotti esonerato dal Real Madrid è una di quelle domande che ti fa semplicemente chiedere “Perchè?”. Noi, proveremo a spiegarlo

Benitez: sarà lui il nuovo tecnico del Real?

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SEI BRAVO E TI TIRANO LE PIETRE – Facendo un breve sunto, non è bastato a Carlo Ancelotti, alla guida del Real Madrid, aver vinto il 75% delle partite giocate, tre trofei in due anni (Coppa di Spagna, Intercontinentale, a soprattutto l’agognata decima Champions League mancata a tutti i suoi illustri predecessori – vero Mou?), essersi fatto amare come nessun altro allenatore degli ultimi anni al Bernabeu aver chiuso la sua seconda stagione di Liga meglio della prima nonostante mille problemi in più e, dulcis in fundo, essere un personaggio mediaticamente perfetto, mai sopra le righe, mai contro gli arbitri (vero Mou? – parte seconda..). Florentino Perez ha silurato l’ennesimo campione della panchina (forse il più grande), riconducendo la squadra più importante del mondo ad un grado di incertezza che non le appartiene.

IL REAL INCUBO DEL CAPRO ESPIATORIO – Allenare il Real è un sogno per ogni allenatore? Niente di più sbagliato a quanto pare, perchè oltre a non decidere il mercato, orientato quasi solo e soltanto alla ricerca del colpo ad effetto per il marketing, se provi a contestare le decisioni dall’alto, ti puoi accomodare alla porta. E’ un fatto che Carlo Ancelotti non volesse privarsi di Di Maria, perfetto, per il suo gioco e di Morata, unica alternativa a Benzema. Invece Perez cos’ha fatto? Gli ha preso altri campioni, sbolognando due giocatori che stanno ora facendo benissimo nelle proprie squadre di appartenenza e che sarebbero maledettamente serviti oggi. Risultato? Squadra cotta e senza alternative pronte nel momento clou della stagione (Modric e Khedira infortunati, Kroos e Benzema a mezzo servizio, centrocampo saltato appena Kroos ha smesso di correre, ecc.), e paga chi non ha scelto, ovvero Carletto.

“L’IMPORTANTE E’ VINCERE” TRADOTTO IN SPAGNOLO – In Spagna è stato scritto che a prescindere dai risultati il Real Madrid è l’unica squadra del mondo a sentirsi sempre più importante di chi ne fa parte ed è proprio per questo che è la più importante. L’assioma (perchè verità indimostrata) ha diversi corollari, primo fra tutti che la mentalità Real, del vincere sempre facendo spettacolo (Capello mancava nella seconda parte, fu esonerato per questo) vale più di tutti i suoi interpreti. Si ama la maglia, non l’allenatore. Sapete dire chi è l’allenatore simbolo del Real? No eh? Appunto. Il secondo punto è che l’accozzaglia di veri o presunti campioni alle merengues, fatta per mantenere il blasone di cui sopra, non prevede riserve, perché non prevede gregari o persone abituate a fare panchina. Per gli obiettivi del Real, Carlo ha fatto le nozze con i fichi secchi, ma non è bastato: certe qualit, purtroppo, non si comprano al mercato, e questo era incompatibile col progetto Real

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