Manlio Mattaccini
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I dieci allenatori più vincenti del calcio italiano

Da Vittorio Pozzo al "Mancio": i dieci direttori d'orchestra del nostro calcio che hanno saputo guidare, sapientemente, le proprie squadre verso i trionfi

I dieci allenatori più vincenti del calcio italiano
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Per Max Allegri la finale di Berlino ha già tanti significati. Poter conquistare il “Triplete” è roba da non dormirci le notti. Ma il tecnico livornese, che ha già vinto uno Scudetto col Milan e restituito alla Juventus la Coppa Italia dopo 20 anni, è sul punto di fare un altro grande passo: diventare tra gli allenatori più vincenti del calcio italiano. Una “hall of fame” piena di nomi che hanno dato lustro al “tricolore” sia in patria ma anche all’estero. Maghi, innovatori, filosofi o psicologi: fare l’allenatore è il mestiere più bello e forse più difficile del mondo. Per vincere un trofeo, non basta avere i campioni: bisogna eliminare l’anarchia e coordinare menti e piedi di chi scende in campo verso un unico risultato. Vediamo chi è riuscito, trofei alla mano, a guidare spesso e volentieri i propri giocatori verso il trionfo.

VITTORIO POZZO – Non potevamo non cominciare dall’uomo che abbandona la scrivania di dirigente della Pirelli e si accomoda sulla panchina della Nazionale azzurra. In un Mondo ancora poco contaminato dal calcio ma imprigionato dalle ideologie di estrema destra, il tecnico guida gli azzurri verso la conquista di due Coppe Rimet consecutive (1934 e 1938) e due Coppe Internazionali, la versione “embrionale” del Campionato Europeo. Il tutto senza dar troppo conto e ragione al regime fascista.

HELENIO HERRERA – Ad inizi anni ’60 un talentuoso allenatore argentino viene strappato alla Spagna per sconvolgere la cultura del calcio italico. Angelo Moratti crede fermamente che il “Mago” possa condurre la sua creatura ad un’epopea di successi. E così fu: Herrera è un innovatore tattico ma soprattutto un motivatore, e ciò gli consentirà di vincere con l’Inter tre Scudetti, due Coppe dei Campioni e le conseguenti Intercontinentali. Più una Coppa Italia, nel ’69, sulla panchina della Roma.

Nereo Rocco, il "paron"

Nereo Rocco, il “paron”

NEREO ROCCO – In una foto di fine anni ’60 si può ammirare il tecnico triestino tenere in braccio la Coppa Campioni e l’Intercontinentale come se fossero due figlie. In realtà il “paron”, dall’aspetto burbero, sapeva come farsi apprezzare dai suoi giocatori. Il suo “catenaccio” ha dato spesso e volentieri del filo da torcere, ma è nel Milan del concittadino Cesare Maldini che trova il suo habitat ideale: qui vince due Scudetti, tre Coppe Italia, due Coppe Campioni e la burrascosa Intercontinentale del 1969.

GIOVANNI TRAPATTONI – Il nome del “Trap”, per i più giovani, è legato prevalentemente all’infausto quadriennio sulla panchina azzurra. In realtà il tecnico di Cusano Milanino ha fatto la storia di ogni club che abbia allenato. L’impresa di vincere sette Scudetti, sei con la Juve e uno con l’Inter, non è riuscita a nessun altro. E sulla panchina bianconera trionfa almeno una volta in tutti i trofei internazionali per club, rendendolo di fatto uno tra gli allenatori più vincenti del Mondo intero.

ARRIGO SACCHI – Un tal Arrigo da Fusignano, allenatore del Parma dei miracoli, non sfugge all’occhio del presidente Berlusconi che lo vuole nel 1987  alla guida tecnica dei rossoneri. Nonostante la sua prima esperienza in una grande panchina, il suo “calcio totale” si amalgama magnificamente col trio degli olandesi che lo porta a vincere due Coppe Campioni, due Supercoppe Europee e altrettante Intercontinentali. Più il suo primo e unico Scudetto vinto in rimonta sul Napoli del 1988.

FABIO CAPELLO – Il tecnico di Pieris da giocatore ha indossato le maglie di Roma, Juventus e Milan. E sarà proprio con le medesime squadre a raggiungere, da allenatore, traguardi importantissimi. Dapprima con i rossoneri, con i quali conquista quattro Scudetti e la Champions del 1994. Sulla panchina della Roma riporta dopo 18 anni uno storico Titolo alla sponda giallorossa della capitale, mentre la giustizia sportiva gli revocherà le vittorie ottenute nel 2005 e nel 2006 con la vecchia Signora.

L'ex allenatore biancoceleste Sven Goran Eriksson.

Eriksson, in Italia ha lasciato il segno

SVEN GORAN ERIKSSON – Non ve l’aspettavate, vero? Invece il tondo faccione sempreverde del tecnico svedese ha allenato con risultati lusinghieri nel nostro Paese. Dopo aver vinto la Coppa Uefa col Goteborg nel 1982 approda nel nostro calcio e vince una Coppa Italia con la Roma e con la Samp. Sulla panchina della Lazio entra però nella leggenda, diventando il tecnico “cannibale” dei biancocelesti con cui vince uno Scudetto, due Supercoppe, due Coppe Italia e l’ultima edizione della Coppa delle Coppe.

MARCELLO LIPPI –  L’allenatore viareggino, condottiero del memorabile Mondiale del 2006, è riuscito a “sdoganare” l’affetto nei suoi confronti anche al resto dei tifosi d’Italia, che lo invidiavano per i suoi successi con la Juventus. La sua armata bianconera in Campionato ha dettato legge per un decennio, vincendone cinque: conquisterà pure l’ultima Coppa Italia pre Allegri e ben quattro Supercoppe nazionali, ed è pure sua l’ultima Champions (finora) vinta dalla Vecchia Signora.

CARLO ANCELOTTI – Sor Carletto da anni miete successi nei vari campionati europei. Prima di fare le valigie (e chissà ritornare) il suo nome è stato legato indissolubilmente al Milan “meraviglioso” degli anni ‘2000. Il trionfo sofferto di Manchester contro la Juve (unica sua esperienza fallimentare in una panchina) ha rappresentato il trampolino di lancio verso la vittoria di uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa, un’altra Champions e il Mondiale per Club. Ci manca, e tanto….

ROBERTO MANCINI –  Il “ciuffo” dorato più gettonato del nostro calcio entra, checchè se ne dica, prepotentemente di diritto in questa speciale classifica. La sua specialità, da giocatore e da allenatore, è stata la Coppa Italia: in giacca e cravatta ne ha vinte ben quattro con Fiorentina, Lazio e Inter. Il suo palmares si arricchisce inevitabilmente negli anni immediati post Calciopoli: approfittando di una concorrenza a potenzialità ridotte vince, con la Beneamata, tre Scudetti tra i più discussi della storia.

Manlio Mattaccini

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