Simone Viscardi
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Xavi, Gerrard e il calcio tra sacro e profano

Xavi e Stevie-G hanno deciso di lasciare il calcio che conta, ma qualcosa di loro rimarrà per sempre nei cuori degli appassionati. Cosa? Le loro maglie

Xavi, Gerrard e il calcio tra sacro e profano
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Le maglie da calcio sono le reliquie del 2000. Un tempo si veneravano ossa dei santi e pezzi veri della croce (e in giro ce ne sono tanti da costruirne una alta venti piani). Oggi, il fanatismo si è spostato verso delle semplici t-shirt colorate, con dei numeri stampati sul retro. Alcune passano inosservate, altre rimangono per sempre scolpite nella memoria degli appassionati. Prendete una maglia biancorossa impreziosita da un 14 o, tanto per cambiare disciplina, una canotta da basket rossa griffata 23: chiunque, dotato di un minimo di fede, saprebbe individuarle. Nel weekend gli amanti del calcio hanno dovuto inserire alla collezione di memorabilia altri due pezzi indimenticabili: il 6 di Xavi Hernandèz e l’8 di Steven Gerrard.

Steven Gerrard, storico capitano del Liverpool

Steven Gerrard, storico capitano del Liverpool

PRESERVIAMOLE – La speranza, una volta salutati i prestigiosi “indossatori”, è che i rispettivi proprietari non cadano nella triste usanza di ritirare per sempre i loro numeri. In terra catalana c’è sicuramente un ragazzino dotato di piedi dal quoziente intellettivo astronomico, mentre sulle rive della Mersey starà certamente crescendo un altro figlio della Working Class tutto cuore e passione Reds. Entrambi hanno come unico scopo quello di vestire il numero dei propri eroi, e negarglielo sarebbe un delitto. I numeri di maglia non vanno ritirati, ma devono essere assegnati con maggior raziocinio. Barça e Liverpool vanno oltre il concetto di squadra (per i catalani questo è diventato un mantra), e possiamo essere certi di non vedere accostamenti disgustosi, come Honda che indossa il 10 di Rivera o Burdisso col 3 di Facchetti.

GIOIE & RIMPIANTI – Due carriere leggendarie, l’una tinta interamente di blaugrana e l’altra rossa dall’inizio alla fine. Forse entrambi lasciano con un grande rimpianto: da un lato Stevie-G, e il suo sogno sfumato di essere il capitano capace di riportare il Liverpool sul tetto d’Inghilterra. Ok, la Champions e tutti gli altri trofei sono un ottimo paliativo, ma per uno tutto casa e Anfield la Premier League ha un fascino particolare; dall’altro, sembra incredibile che uno come Xavi, capace di alzare ripetutamente tutto quello che era possibile sollevare al cielo, non abbia mai vinto un Pallone d’Oro. Forse un rimpianto, ma magari no.

Del resto, se uno come Xavi avesse a disposizione un pallone d’oro,  molto probabilmente lo passerebbe a Messi.

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