Roberto Cusimano
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Alessandro Matri, l’uomo in più della Juventus

L'attaccante lodigiano è stato il match-winner della finale di ieri che ha permesso alla Juve di vincere la Coppa Italia dopo vent'anni. Cresciuto nel Milan, ha girato varie squadre ma ha vinto solo in bianconero

Alessandro Matri, l’uomo in più della Juventus
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In circa quindici anni di carriera ha girato mezza Italia, si è sempre fatto apprezzare per lo spirito di sacrificio che mostra ogni volta che scende in campo, l’abilità sotto porta, il suo particolare modo di esultare e poi (ok diciamolo) per il suo aspetto fisico. Il ragazzo in questione ha trent’anni, è un pupillo di Allegriha segnato più di cento reti in carriera e ieri sera ha permesso ai bianconeri di vincere la tanto attesa decima Coppa Italia: parliamo di Alessandro Matri, attaccante classe 1984 in forza ai Campioni d’Italia da gennaio 2015. Ripercorriamo le tappe principali della sua carriera.

GLI INIZI – Matri cresce nel settore giovanile rossonero e rimarrà di proprietà del Milan fino al 2007. Nel maggio del 2004 esordisce in Serie A in un Piacenza – Milan terminato 4-2, gioca circa un’oretta senza però brillare. La stagione seguente inizierà quello che possiamo definire il “Giro d’Italia” per l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano, le prime tappe sono Prato e Lumezzane in Serie C1 tra il 2004 e il 2006 con due buone stagioni a livello personale in campionati tosti dove spesso è difficile emergere, ma lui ci riesce. Nell’estate del 2006 il primo salto di categoria, una stagione al Rimini in B dove contenderà un posto da centravanti a gente più esperta come Jeda e Moscardelli. Gioca 28 gare e segna 4 reti tutte nel girone di ritorno.

Matri e Lazzari mentre esultano con la maglia del Cagliari

Matri e Lazzari mentre esultano con la maglia del Cagliari

IL PASSAGGIO AL CAGLIARI – La prima svolta importante della sua carriera avviene nel 2007, quando la formazione sarda decide di puntare sul centravanti lombardo acquistandolo dal Milan che fino ad allora ne possedeva il cartellino. In Sardegna Matri giocherà tre anni e mezzo ad alto livello, nel pieno della sua giovinezza riesce ad esprimere le sue qualità pur trovandosi in competizione con un altro attaccante, Robert Acquafresca, con caratteristiche simili alle sue. All’inizio troverà qualche difficoltà ad inserirsi poiché l’allora tecnico Ballardini non lo faceva giocare tantissimo, anno dopo anno anche grazie a Max Allegri migliorerà sempre il suo bottino realizzativo, nella stagione 2009/10 per esempio eguaglierà il record di Gigi Riva andando per sette gare consecutive a segno e chiudendo con tredici reti la stagione. Concluderà a quota 36 reti l’avventura in maglia rossoblu, al quinto posto assoluto nella classifica dei marcatori di sempre. E’ con questa maglia che nasce la sua famosa esultanza della papera, del picchio o come la si vuole intendere, in collaborazione con l’ex compagno Lazzari.

LA CHIAMATA DELLA JUVE – Ci sono dei treni che quando passano si devono prendere al volo senza rifletterci molto perché sai che potrebbero non ripassare. Il 31 gennaio 2011 così Matri ricevuta la chiamata da parte della dirigenza bianconera decide di accettare il trasferimento a Torino e fin da subito metterà il suo zampino. Qualche giorno dopo infatti, ironia della sorte, il calendario mette di fronte Cagliari e Juventus al “Sant’Elia” e Matri realizza una doppietta che stende la sua ex squadra. Chiuderà la stagione con venti reti totali (undici più nove) tra l’altro sarà anche uno dei due calciatori di tutto il campionato ad aver giocato tutte e trentotto le gare. La Juventus punta forte su di lui, lo riscatta dal Cagliari per una cifra intorno ai 15 milioni e gli prolunga il contratto fino al 2017. La sua prima stagione intera con la maglia bianconera terminerà con dieci reti all’attivo e la conquista del primo Scudetto. La stagione seguente per Matri sarà importante in quanto debutterà in Champions, allo “Stamford Bridge” nella gara pareggiata 2-2 contro il Chelsea, la prima rete invece arriverà negli ottavi giocati contro il Celtic. Nonostante le successive vittorie di Scudetto e Supercoppa Italiana le strade dell’attaccante e della società bianconera si divideranno nell’agosto 2013 con il ritorno del centravanti alla base, il Milan.

RICOMINCIA IL GIRO D’ITALIA – La scelta di tornare lì dov’è cresciuto non è stata la migliore della sua carriera, anzi. Dopo alcune stagioni di stabilità tra Cagliari e Juventus l’attaccante lodigiano sperava di affermarsi anche con i colori rossoneri ma non c’è riuscito per niente. Il Milan lo ha acquistato dalla Juve per ben 11 milioni (ancora lo sta pagando) ma l’investimento si rivela un autentico flop, in tutto il girone di andata per lui appena una rete. Decide di cambiare aria e si trasferisce a Firenze, in prestito, anche qui stessa storia: esordio positivo con doppietta a Catania ma in sei mesi ben ventuno presenze e sole cinque reti. Fa le valigie ma non ha nemmeno il tempo di tornare a Milano, ad aspettarlo c’è il Genoa dove disputa la prima parte di questa stagione, positiva per altro, con diciassette gare giocate e sette reti segnate (tra le quali c’è anche la numero 100 della sua carriera) ma Preziosi a gennaio decide di stravolgere la formazione cedendo sia lui che Pinilla.

MAX CHIAMA, MATRI RISPONDE – Decisamente a sorpresa e per volontà di Allegri, il 2 febbraio di quest’anno Mitra-Matri ritorna alla Juve pur sapendo che gli sarebbe spettata molta panchina ma siccome l’allenatore livornese (che lo aveva già avuto sia a Cagliari che al Milan) nutre profonda stima in lui lo fa giocare in Coppa Italia e gli concede qualche spezzone in campionato. L’attaccante gira-Italia accetta e quando viene chiamato in causa fa il suo dovere: segna. Lo aveva fatto nella semifinale di ritorno contro la Fiorentina in Coppa Italia e lo ha fatto ieri, siglando la rete della Decima. Difficile che rimanga con la “Vecchia Signora” anche la prossima stagione. Lui è già pronto con la valigia per far tappa in un’altra città italiana, in ogni caso un altro trofeo lo ha aggiunto al suo palmarès e un “bravo” se lo merita per la capacità di adattarsi ad ogni situazione.

Roberto Cusimano

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