Davide Luciani
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I cinque “bidoni” dell’Inter rivelatisi campioni

Da Coutinho a Pirlo, passando per Bergkamp, Seedorf e Roberto Carlos ecco i tre "colpi al contrario dei nerazzurri

I cinque “bidoni” dell’Inter rivelatisi campioni
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Roberto Carlos, epurato da Hodgson nell'Inter

Roberto Carlos, epurato da Hodgson nell’Inter

L’Inter e il calciomercato hanno un rapporto conflittuale da sempre. Ogni anno la squadra nerazzurra vince il titolo di “Regina del mercato”, salvo poi, toppare clamorosamente alla prova del campo.
C’è però un altro campo del mercato in cui la “Beneamata” è campionessa: nel giudicare male i giocatori che acquista.
Ecco la nostra top five dei cinque giocatori mandati via troppo in fretta perchè considerati dei flop e poi rivelatisi campioni di altissimo livello.

5) COUTINHO
Perchè mettere il brasiliano del Liverpool al quinto posto, invece di gente come Mutu, Frey, Silvestre ecc? Perchè, potenzialmente, può superarli tutti. A ventitrè anni ha ancora grandi margini di miglioramento. Ormai è un pilastro del Liverpool. Arrivato nella stagione post triplete, il calciatore carioca rimane in nerazzurro per due anni e mezzo, collezionando 47 presenze e 5 reti complessive (oltre ad un prestito nell’Espanyol) Al Liverpool dal gennaio 2003, è ora un pupillo della Kop. L’Inter ha ancora molti anni per mangiarsi le mani.

4) BERGKAMP 
Bergkamp arriva all’Inter nell’estate del 1993 per 18 miliardi di vecchie lire. Due stagioni da comprimario in campionato, con soli 11 gol totali lo bollano come “bidone”, nonostante gli 8 gol nella Uefa 1993/94 che contribuiscono alla vittoria del trofeo. Nel 1995/96 si trasferisce all’Arsenal per 19 miliardi e a Londra dimostra tutto il suo valore. In 11 stagioni con i “Gunners” segna 120 reti in 432 gare e porta a casa 3 Premier, 4 FA Cup e 4 Community Shields. L'”Olandese non volante” (ribattezzato così per la sua paura dell’aereo) non era poi così scarso.

3) SEEDORF
Preso dal Real Madrid per precisa volontà di Lippi nel dicembre del ’99, Seedorf, in due anni e mezzo in nerazzurro, fatica non poco anche perchè i suoi tecnici (il già citato Lippi, Tardelli e Cuper), lo utilizzano principalmente da esterno di centrocampo. Passa al Milan nell’estate del 2002 in cambio di Coco. Inutile dire quale dei due club ci abbia guadagnato. Seedorf vince, tra l’altro, “robetta” come 2 Champions, 2 Supercoppe Europee e un mondiale per club. Coco, con l’Inter, colleziona 28 presenze complessive in 4 stagioni.

2) ROBERTO CARLOS
Altra strepitosa intuizione al contrario dell’era Moratti. L’Inter lo acquista nel 1995 per 10 miliardi di lire. La stagione nerazzurra è caratterizzata dal cambio a stagione in corso tra Bianchi e Hodgson. Proprio il tecnico inglese, dopo una sola stagione, lo boccia perchè “tatticamente indisciplinato”, nonostante 5 reti in 30 presenze. L’attuale ct dei”Tre Leoni” gli preferisce Pistone. Roberto Carlos passa al Real Madrid nell’estate del 1996 per 7 miliardi di lire. Inutile ricordare che il “brocco” ha vinto tutto con il Real Madrid e il Brasile. Va, però, ricordato che, dalla sua cessione, i nerazzurri non hanno più avuto un terzino sinistro decente. Da Pistone aMacellari, da Gresko a Gilberto, dal 1996 i “bidoni mancini” si sono sprecati. Il miglior terzino sinistro che l’Inter abbia avuto da allora è stato Maxwell, che vale forse, l’unghia incarnita del piede sinistro di Carlos. Basti dire che ora terzino mancino gioca Juan Jesus, uno che fa pietà come difensore in toto…

1) PIRLO
La miglior operazione di mercato al contrario da cinquant’anni a questa parte. Preso dal Brescia nel 1998 colleziona solo 18 presenze, molte dalla panchina, in quella stagione. Viene mandato alla Reggina in prestito nel 1999/2000 e, dopo altri sei mesi a Milano tra il settembre e il gennaio 2001, a Brescia. Nell’estate del 2001 la grande idea: dare Pirlo al Milan. L’operazione viene gonfiata alla grande in termini di bilancio (la società nerazzurra parla di 35 miliardi di euro), ma non è dato sapere le esatte cifre dell’ingaggio, di certo molto, ma molto inferiore. Basti dire che, nella trattativa Pirlo, passò in nerazzurro Brncic (Chi???? Appunto…) che fu ipervalutato…
Sia come sia, Pirlo al Milan diventa “The Italian Maestro” e vince tutto, ma proprio tutto.  I milanisti ridono ancora per la “generosità” dei “cugini”.

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