Davide Terraneo
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Porte perde il Giro, il Giro perde il buonsenso

Il tasmaniano penalizzato due minuti per aver ricevuto una ruota dal connazionale Clarke. Una penalizzazione che danneggia più il ciclismo del ciclista

Porte perde il Giro, il Giro perde il buonsenso
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Bucare una gomma a meno di dieci chilometri dall’arrivo in una tappa pianeggiante è, nel ciclismo moderno, una disgrazia. Venire pesantemente penalizzati perché un connazionale decide di dare una mano è quasi una follia. Il sogno di Richie Porte di vincere il Giro d’Italia è probabilmente svanito ieri, abbattuto insieme a una delle caratteristiche che hanno sempre accompagnato il ciclismo: il buonsenso.

Simon Clarke aiuta Richie Porte a ripartire dopo aver forato

Simon Clarke aiuta Richie Porte a ripartire dopo aver forato

REGOLAMENTO – Certo, regolamento alla mano la decisione è ineccepibile. Un corridore di un’altra squadra ti aiuta quando fori? Penalità di due minuti. Per entrambi. Cinque se succede una seconda volta. Dieci per un’eventuale terza. Concettualmente l’idea non è sbagliata, serve ad evitare alleanze di più formazioni contro un unico capitano. Garantisce al Giro che le squadre siano composte da 9 corridori. Ma quello che è successo ieri tra Richie Porte e Simon Clarke non poteva essere letto in questo senso. Il gesto tra connazionali per evitare un passivo pesante non era certo una congiura contro Aru e Contador. Solo un favore tra amici, per evitare al tasmaniano del Team Sky di perdere un’ulteriore manciata di secondi. Secondi che possono essere preziosi, in un Giro d’Italia così equilibrato.

ECCEZIONI – Quello che fa maggiormente discutere della decisione della giuria è che il buonsenso non è sempre estraneo al mondo del ciclismo. Anzi, raramente ci si dimentica di essere clementi con i corridori. L’impressione è però che a volte la clemenza dipenda dai nomi. In pochi ricordano quando nel Tour 2013 Froome si affiancò alla propria ammiraglia a circa 6 chilometri dall’arrivo per avere un rifornimento. Il kenyano bianco sapeva di non poterne avere, negli ultimi 20 chilometri. Come anche la giuria, che allora chiuse un occhio. Giuria che un paio di settimane prima aveva graziato Contador nella prima tappa, quando era rimasto coinvolto in una maxi caduta a circa 4 dall’arrivo. E poco era importato se la neutralizzazione vale per gli ultimi tre. Il buonsenso, per una tappa così particolare, aveva vinto sul regolamento. Ma perché per Porte non è stato così?

LA GAFFE – “Questo è il ciclismo. Questo è lo sport più bello del mondo”. Il commento alla foto di Clarke che passa la ruota al connazionale è postato sulla pagina ufficiale di Facebook del Giro d’Italia. Una gaffe che ha del clamoroso, considerando la decisione presa dall’organizzazione. Sul fatto che il ciclismo sia, per molti aspetti, lo sport più bello del mondo non ci sono dubbi. Ma lo è anche per gesti spontanei e di fratellanza di un uomo come Simon Clarke, e non certo per chi decide di applicare il regolamento solo in determinate situazioni. Che gaffe per il Giro d’Italia. Se Porte ha perso il sogno di vestire rosa a Milano, il ciclismo ha dimenticato il buonsenso. Non è il tasmaniano il vero sconfitto della tappa di ieri.

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