Roberto Cusimano
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Le 5 insolite vincitrici della Coppa Italia

In quasi settantanni di storia il trofeo è stato vinto da ben sedici squadre diverse, Roma e Juve l'hanno conquistato nove volte, altre appena uno. Scopriamo chi sono state le vere sorprese

Le 5 insolite vincitrici della Coppa Italia
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Questa sera va in scena l’ultimo atto della Coppa Italia 2014/15 che vedrà affrontarsi allo stadio “Olimpico” Lazio e Juventus. I biancocelesti inseguono la loro settima vittoria, i bianconeri invece puntano al decimo sigillo vent’anni dopo l’ultimo trionfo. Spesso e volentieri arrivano infondo alla competizione le solite squadre come Inter, Juve, Milan, Roma, Lazio (l’attuale format le favorisce in quanto subentrano solo dagli ottavi) o comunque quelle che non la snobbano considerandola fin da principio solo una “coppetta“, una sorta di impaccio per le partite più importanti, cioè quelle di campionato. Anche le “piccole” della A preferiscono far giocare ai panchinari la Coppa Italia non riuscendo in pratica quasi mai ad arrivare in finale. Ma se torniamo indietro nel tempo ci accorgiamo che non è sempre stato così, vi siete mai chiesti chi ha conquistato almeno una volta questa coppa in modo del tutto inaspettato? Noi vi presentiamo le cinque vittorie più sorprendenti che hanno segnato la storia di quel club e della competizione.

VADO – Squadra ligure attualmente militante nel campionato di Serie D, si è aggiudicata nel lontano 16 luglio 1922 la prima edizione della Coppa Italia pur militando nel torneo di Promozione. Il numero di squadre, le regole e la durata della competizione erano ben diverse rispetto ad ora tuttavia il club rossoblu affrontò tutte le sei gare del tabellone (a differenza di altre che in virtù del sorteggio risultarono avvantaggiate e ne disputarono meno) e vinse in finale contro l’Udinese 1-0 dopo i tempi supplementari grazie alla rete di Levratto. La cosa triste è che quel tanto ambito trofeo andò distrutto durante il Fascismo e quello attualmente esposto nella vetrina della banca Cassa di Risparmio di Savona è una copia prodotta dalla FIGC nel 1992.

VENEZIA – La formazione veneta a sorpresa si aggiudicò l’edizione numero otto della coppa nazionale. Nella stagione 1940-41 trascinata da due calciatori che negli anni avvenire sarebbero stati protagonisti del Grande Torino, cioè Ezio Loik e Valentino Mazzola, il Venezia partendo dai sedicesimi di finale eliminò in sequenza il Borzacchini Terni (l’antenata della Ternana), l’Udinese, il Bologna, la Lazio e la Roma al termine di un’avvincente doppia finale decisa nella gara di ritorno proprio da Loik. Ma la vittoria che più aveva sorpreso era stata quella contro il Bologna (4-3) fresco vincitore dello Scudetto e favorito numero uno per la conquista del trofeo.

NAPOLI – Che a vincere la coppa sia una squadra di tutto rispetto come il Napoli non ci sarebbe nulla di strano ma se a vincerla è un club militante in Serie B qualcosa di strano c’è. La stagione 1961-62 comunque fu proprio particolare perché la finale vide contrapposte due squadre alla loro prima finale assoluta, si affrontarono infatti Napoli e Spal. Intanto era cambiata di nuovo la formula delle eliminatorie, i partenopei entrarono in scena nel secondo turno ed eliminarono la Sampdoria ai rigori, sia agli ottavi che ai quarti arrivarono due incredibili successi contro Torino (0-2) e Roma (0-1) in trasferta al punto che la semifinale contro il Mantova sembrò quasi una formalità (2-1). Nella finalissima giocata a Roma la squadra campana vinse di nuovo 2-1 contro la Spal e alzò al cielo la sua prima Coppa Italia eguagliando il record del Vado come uniche vincitrici non appartenenti alla massima serie.

ATALANTA – L’anno seguente alla prima vittoria del Napoli, quindi nel 1962-63, arrivò un’altra sorpresa. I nerazzurri guidati dal tecnico Paolo Tabanelli, classificatisi ottavi in campionato, conquistarono quello che tuttora rimane il loro unico trofeo in bacheca. Como, Catania, Padova e Bari sono state le avversarie battute prima di arrivare in finale contro il quotato Torino. Partirono da sfavoriti ma grazie ad uno straordinario Domenghini (autore di una tripletta) gli orobici si aggiudicarono l’edizione numero sedici della coppa nazionale.

VICENZA – Gli anni ’90 si caratterizzarono per tante prime volte o ritorni al successo dopo anni di digiuno ma per la serie “quando ricapiterà più” è giusto ricordare la vittoria del Vicenza nella stagione 1996-97. I biancorossi guidati da Guidolin avevano un organico di tutto rispetto con i vari Brivio, Beghetto, Ambrosetti, Maini, Murgita e via dicendo tanto che in campionato per diverse giornate furono nelle prime posizioni (poi chiusero ottavi). Davvero entusiasmante il loro cammino in coppa iniziato con la vittoria contro la Lucchese in gara unica nei sedicesimi di finale e proseguita con le doppie sfide contro Genoa, Milan e Bologna tutte eliminate dai veneti. La finale contro il Napoli fu combattuta, all’andata gli azzurri vinsero 1-0 ma al ritorno i biancorossi ebbero la meglio dopo 120′ grazie a Rossi e Iannuzzi che in extremis evitarono la lotteria dei rigori.

Roberto Cusimano

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