Manlio Mattaccini
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Nel mezzo del cammin di nostro Giro: i promossi e i rimandati

La Corsa Rosa, che riparte da Civitanova Marche, si è presa il suo primo giorno di riposo: in questa prima settimana, non ci siamo di certo annoiati...

Nel mezzo del cammin di nostro Giro: i promossi e i rimandati
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Era ora. La prima settimana del Giro, cosa insolita, è stata piuttosto estenuante. Quel giorno di relax in cui ci si può alzare con un filo di tranquillità, dedicarsi ai massaggi e ad una sgambata, spesso è visto come “guastafeste”. C’è pure chi prova a pianificare il futuro, in uno sport che fa dell’imprevedibilità la sua croce e delizia. Mai come stavolta, però, dopo otto giorni di battaglia una piccola tregua è stata accolta col sorriso. Sia per l’acciaccato Contador, che comunque sta meglio di quanto si potesse immaginare dopo la botta, sia per Uran (attardato in classifica) che ha combattuto col mal di gola ma anche per il nostro Aru, che è sì in ottima condizione ma ha speso e fatto spendere energie preziose ai suoi compagni. Prima che i “girini” ripartano oggi da Civitanova Marche, analizziamo chi finora si è ben comportato e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna.

PROMOSSI – 

CONTADOR: La maglia rosa è solo un simbolo di leadership. Dopo il traguardo di Castiglione della Pescaia, la sua spalla sinistra rischiava di non fargliela indossare più. La sfortuna è stata grande, ma il suo spirito indomito lo è ancor di più: il “pistolero” è ancora lì, per fortuna sua e di tutta la kermesse. Non sappiamo se ciò avrà ripercussioni sulle grandi salite, ma rimane il favorito numero uno per la vittoria di questo Giro.

ARU: La semplicità di un bambino, la classe di un campione, l’esperienza di un giovanotto. Il giovane sardo, in condizione smagliante, ha provato più volte a far saltare il banco. La “rosa” è ad un tiro di schioppo: con un pizzico di tatticismo in più, forse poteva essere già sua. Ma nel ciclismo le tattiche non sempre pagano e la leadership ha un peso. Tranne quella che si porta a Milano.

ORICA- GREEN EDGE: Senza dubbio la formazione australiana ha avuto un impatto devastante col Giro. Autentica protagonista nelle quattro tappe liguri con due successi di tappa e tre maglie rosa indossate dai propri “canguri”. Matthews, Gerrans, e Chaves Rubio sicuramente si metteranno ancora in mostra. Peccato non abbiano un corridore adatto per far classifica.

ASTANA: A dir la verità la condotta di gara dei compagni di Aru, giudicata troppo dispendiosa, è stata talvolta malvista dagli addetti ai lavori. La verità è che la squadra kazaka è di gran lunga superiore a tutte le altre: Cataldo ma soprattutto Mikel Landa hanno individualità da soliste che farebbero gola a molte formazioni in corsa. E l’assolo di Tiralongo, insieme all’impresa di Formolo, è l’immagine più bella di questa prima settimana.

Rigoberto Uran, il leader del Giro d'Italia

Uran, in rosa nel ’14: non ha perso il sorriso

URAN: Si, avete letto bene: Uran lo inseriamo tra i promossi. Perchè? Perchè il colombiano, già due volte secondo al termine delle tre settimane italiane, non si fa abbattere dalle avversità. Arriva il mal di gola? E vabbè. Il ritardo in classifica è già superiore ai due minuti? Chissenefrega. Il “quarto” asso della corsa prende tutto col sorriso, e la sua condizione in crescendo potrà consentirgli di dire ancora tanto.

RIMANDATI – 

VAN DEN BROECK: In un Giro privo di Quintana, Nibali e Froome, il belga era visto come uno dei protagonisti principali. Non sappiamo quanto ci sia di vero in questa “carica”: sta di fatto che il capitano della Lotto non ha mai tenuto le ruote dei primissimi e in classifica già è piuttosto indietro. Difficile un suo inserimento anche per la zona podio.

TINKOFF: Vedere un Ivan Basso in 66^ posizione fa un certo effetto. Ma non è questo il punto: il varesino, in là con gli anni, è qui con ruoli di gregariato. Ma sia lui che i suoi compagni, eccetto in parte Rodgers, non hanno supportato al meglio Contador. La sensazione è che nei tapponi alpini lo spagnolo dovrà fare davvero quasi tutti da solo.

MODOLO: Nelle poche volate che sinora la Corsa ci ha offerto, il velocista della Lampre ha sempre mancato l’approccio allo sprint. Soprattutto a Genova e Fiuggi, Modolo ha vanificato il treno ad hoc dei propri compagni. Apparentemente, in maniera inspiegabile.

BOONEN: Il fuoriclasse belga, classe ’80, partecipa per la prima volta al Giro. E’ reduce da una frattura che gli ha fatto saltare tutta la “sua” campagna del Nord, ma la sua presenza è stata finora impalpabile: il Campione del Mondo del 2005 sembra più intenzionato a godersi gli splendidi paesaggi che l’Italia sa offrire…

PUBBLICO: E’ vero che su decine di migliaia di persone che quotidianamente seguono la tappa per strada si parla di percentuali irrisorie. Ma due episodi nelle prime nove tappe sono decisamente troppi. Il ciclismo è uno sport pericoloso per natura, ma se ci mettiamo la negligenza e l’imperizia di un paio di stolti, allora viene meno il rapporto di “empatia” tra ciclista e tifoso.

Manlio Mattaccini

 

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