Antonio Foccillo
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Juventus, quattro modi per affrontare e battere il Barcellona

Chiusura e ripartenze o pressing e squadra alta. Il Barcellona si può affrontare in due modi. Ad Allegri la scelta migliore.

Juventus, quattro modi per affrontare e battere il Barcellona
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Dopo dodici anni, la Juventus torna in finale di Champions, trovandosi di fronte probabilmente la squadra più forte del pianeta e una delle più forti degli ultimi dieci anni. Sfida inedita, se non per quel doppio quarto di finale proprio del 2013 che vide i bianconeri superare i catalani ed approdare in semifinale contro il Real Madrid. Come si affronta il Barca? Come si batte? Vi diamo una doppia lettura.

CHIUSURA E RIPARTENZA– La Juventus può e forse deve agire di rimessa. Con Allegri, la squadra ha imparato a soffrire, a chiudersi e giocare all’italiana, cosa che con Conte non riusciva sempre. Tutti dietro la linea del pallone, reparti stretti e chiusura di ogni spazio e linea di passaggio. Sarà fondamentale evitare che arrivino rifornimenti alle tre punte che dovranno essere tenute il più lontano possibile dall’area di rigore. Il tecnico bianconero ha già affrontato il Barca con il Milan ed è riuscito in questa impresa in casa limitando anche lo stesso Messi, costretto in quell’occasione a tornare indietro più volte a prendere palla senza trovare spazio per le sue giocate. Il pericolo arriverà dalle fasce e probabilmente vedremo un 4-4-2 in fase di non possesso, proprio come visto con il Real. Dani Alves e Jordi Alba, giocando larghissimi e stazionando perennemente a centrocampo saranno sì due spine nel fianco, ma offriranno anche praterie invitanti sugli esterni alle ripartenze di Morata, che quando ha spazio diventa letale.

DIFESA ALTA E PRESSING ASFISSIANTE – Questa è sicuramente la tattica più audace e rischiosa. La difesa alta potrebbe tenere sì gli attaccanti del Barca lontani da Buffon, ma la loro velocità sul filo del fuorigioco potrebbe mettere seriamente in difficoltà i due centrali bianconeri. Molti addetti ai lavori, ai tempi di Conte, sostenevano che l’intensità della Juventus fosse un’arma micidiale da usare contro gli spagnoli. Il pressing della mediana sui palleggiatori blaugrana potrebbe metterli in difficoltà, ancor più la difesa sulle rimesse dal fondo, dove spesso, se attaccata, la linea arretrata va in affanno. Cosi chiudendo le linee di passaggio la Juventus avrà modo di attaccare e trovarsi uno contro uno con Pique e Mascherano, che non sempre vengono sostenuti nella fase di copertura dagli attaccanti. Sicuramente la presenza di Rakitic darà più equilibrio e copertura in coppia con Busquets, ma la sua presenza sarà in dubbio. Difficile che Luis Enrique possa rinunciare a Xavi in una sfida del genere, contando anche che sarà probabilmente l’ultima finale del professore. Al di là di ogni schema tattico però, sarà fondamentale la condizione atletica. La squadra che arriverà con più benzina nelle gambe e sarà in grado di gestire al meglio le risorse fisiche avrà la meglio.

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