Davide Terraneo

Mancini-Thohir, i cinque punti per ripartire

Il ko casalingo contro la Juventus "B" evidenzia i grossi limiti dei nerazzurri, che devono rimboccarsi le maniche per tornare ad essere competitivi

Mancini-Thohir, i cinque punti per ripartire
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Sconfitta a San Siro dalle riserve della Juventus, ottava in classifica e ormai fuori dall’Europa. No, non è stato un buon week end quello dell’Inter di Thohir, sempre più in difficoltà nel far decollare un progetto che fino a questo momento è stato applicato solo in parte. Servono poche mosse per ridare risultati all’ambiente. Forse anche soltanto cinque.

scadenza jonathan

Jonathan, cliente fisso dell’infermeria dell’Inter

1) CONCENTRAZIONE – Inutile negarlo, la battuta di arresto di sabato non è il problema principale di questa Inter, che comunque non è uscita schiacciata dal confronto con la Juventus. Il problema è che era la Juventus B. E l’impressione è che i nerazzurri abbiano sottovaluto il valore dei giocatori scesi in campo. A fare la differenza, come già avvenuto in altre occasioni nel corso di questa stagione, sono stati cali di concentrazione non da poco. Il retropassaggio sciagurato di Medel, così come la scivolata sconsiderata di Vidic (unita ad una rincorsa lenta e macchinosa) sono il ritratto degli errori di concentrazione che sono costati vagonate di punti. E Mancini lo sa.

2) COSTANZA – La striscia di risultati utili consecutivi infilata tra aprile e inizio maggio è un inizio da prendere in considerazione. Ma è ancora insufficiente. Le vittorie contro Udinese e Lazio sono arrivate soffrendo in alcune circostanze contro squadre ridotte a nove uomini che hanno avuto occasioni interessanti per pareggiare la partita. Il gioco visto dei ragazzi di Thohir è a tratti esaltante, a tratti deprimente. La partita a Wolfsburg è stata l’emblema di questa difficoltà. Giocare un tempo spesso non basta.

3) PROGRAMMAZIONE – Per migliorare una squadra saper fare mercato è in genere molto importante. Diventa fondamentale quando non si hanno a disposizione i capitali di squadre come Real Madrid e Manchester United. La campagna acquisti estiva deve passare da un piano di cessioni studiato per arrivare ad avere una rosa equilibrata, senza eccessi di numero. Acquisti in stile Hernanes a 20 milioni a fine gennaio non sono la soluzione ai problemi dell’Inter. I prestiti secchi per sei mesi non aiutano la crescita della squadra e non motivano il giocatore di passaggio. Per costruire un futuro servono acquisti motivati e funzionali all’assetto tattico della squadra. Thohir potrebbe averlo capito. Mancini?

4) PREPARAZIONE – Ogni anno i tifosi si fanno la stessa domanda: ma perché ci sono così tanti infortuni? Jonathan, Dodò, D’Ambrosio, Santon e Nagatomo, tutti giocatori impiegati nello stesso ruolo, sono passati dall’infermeria nerazzurra per un periodo più o meno lungo di questa stagione. Ed è significativo che il maggior numero di problemi siano stati accusati dagli esterni nel 3-5-2 caro a Mazzarri. Qualcosa non ha funzionato nella preparazione, altrimenti è difficile spiegare tutte queste difficoltà a livello muscolare. Se si evita di affollare l’infermeria, anche alcuni acquisti superflui potrebbero essere evitati.

5) FIDUCIA – L’Inter attuale merita fiducia? Probabilmente sì. Non fiducia incondizionata, ma fiducia sincera. Giocatori come Ranocchia e Juan Jesus sono spesso sembrati terrorizzati dall’idea di commettere un errore, soprattutto a San Siro. Se il pubblico rumoreggia ogni volta che uno dei due prende palla non è facile per due ragazzi (che di certo non sono fenomeni) stare in campo sereni e prendere per mano il reparto difensivo. L’ambiente nerazzurro deve essere paziente. Il progetto Thohir non porterà risultati immediati, ma ha bisogno di tempo. Con l’atteggiamento giusto l’Inter può tornare grande. In fondo potrebbero bastare cinque mosse.

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