Enrico Steidler
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Lotito chiede, la Lega concede: rinviato a lunedì 25 il derby Lazio-Roma

Roma (la città) ha già perso il derby del "volemose male"

Lotito chiede, la Lega concede: rinviato a lunedì 25 il derby Lazio-Roma
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Forse il derby della capitale si concluderà senza il solito strascico di scontri e feriti, forse no. Sta di fatto che le premesse, tanto per cambiare, non sono incoraggianti. Dopo tre giorni di infuocate polemiche, infatti, Lega e Prefetto hanno deciso di rinviare alle ore 18 di lunedì 25 l’attesissima stracittadina: esulta il popolo biancoceleste, rosicano e si indignano gli altri. Ma de che, in fondo? Qui a perdere sono tutti.

Walter Sabatini, ds della Roma

Walter Sabatini, ds della Roma

Facciamo un passo indietro. “L’atmosfera a Roma è già carica di tensione”, scrivevano i giornali venerdì scorso, e i tifosi giallorossi “sono sul piede di guerra“. Ohibò, e perché mai, veniva da chiedersi lì per lì? Ce l’hanno di nuovo col “maiale” venuto dall’America per caso? O è l’ennesima crisi di vittimismo tribale? No, niente di tutto questo: i curvaioli della Sud erano(e sono) su di giri perché la Lazio aveva chiesto alla Lega di posticipare al prossimo lunedì sera il derby che vale l’accesso diretto alla Champions League (programmato per domenica alle 15), e il solo pensiero di concedere un giorno di riposo in più agli odiati cugini – impegnati mercoledì sera nella finale di Coppa Italia contro la Juventus – bastava e avanzava per mandarli in bestia. La società deve fare come diciamo noi e opporsi con tutte le sue forze al subdolo laziale, rullavano i tam tam della curva, e il messaggio era arrivato forte e chiaro.

SICUREZZA, QUESTA SCONOSCIUTA – “Quando si gioca il derby? Si gioca domenica, è in calendario per domenica, e ci mancherebbe altro che non fosse così, dichiarava ieri il ds giallorosso Walter Sabatini. “C’è un calendario già scritto, sarebbe sbagliato cambiare. La Lazio scenderà in campo mercoledì, noi abbiamo disputato molte partite del girone di Champions League di mercoledì e non abbiamo mai chiesto di rinviare le gare di campionato”. “C’è un regolamento (?) e spero sia rispettato“, gli faceva eco il mister Rudi Garcia. “Non vedo perché la partita dovrebbe essere spostata. Ma la cosa più importante è che possiamo giocare domenica, lunedì, martedì alle 2 di mattina, o mercoledì a mezzanotte, come volete, noi giocheremo questo derby per vincerlo. Del giorno non me ne frega niente“. Sarà. Ad ogni modo, niente di nuovo sotto il sole: dopo tante reciproche incomprensioni, chiamiamole così, Curva Sud e As Roma andavano (e vanno) di nuovo d’amore e d’accordo. Se c’è la Lazio di mezzo, evidentemente, siamo tutti un po’ ultrà.

SICUREZZA, QUESTA SCONOSCIUTA (PARTE 2) – Quanto ai biancocelesti e alla loro richiesta assolutamente irrituale (così la definiva Stefano Agresti dalle pagine del Corriere dello Sport), le possibilità che questa fosse accolta erano obiettivamente e giustamente molto scarse: questione di orario – sulla possibilità di giocare in notturna le stracittadine della capitale si sono più volte espressi negativamente sia il Viminale che l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive – e di giorno – il lunedì alle 18 Roma è già caotica per i fatti suoi, ci manca solo il derby. E tenuto conto che la sicurezza ha (o perlomeno dovrebbe avere) precedenza assoluta su ogni altra cosa, la decisione della Lega sembrava quasi scontata. Già, sembrava.

SICUREZZA, QUESTA SCONOSCIUTA (PARTE 3) – Ma al di là di tutto ciò, e di una decisione a dir poco inquietante, quello che colpiva una volta di più era constatare quanto fosse (e sia, e lo sarà ancor di più) avvelenata l’aria che si respira un po’ ovunque nella Città Eterna. “Sembra un aspetto di marginale importanza – in fondo chissenefrega se si gioca domenica o lunedì, forse giusto le tv – ma in realtà la questione diventa delicatissima per gli equilibri interni al nostro calcio. L’ultima parola, infatti – scriveva ieri Agresti – spetterà alla Lega presieduta da Beretta, notoriamente legato a Lotito. Avrà la forza per dire no al suo principale sponsor confermando il derby per domenica? E come reagiranno i suoi avversari politici, in primis proprio la Roma, se invece accetterà la richiesta della Lazio? Di sicuro Beretta ne uscirà sconfitto: farà la figura del ribelle (e non sembra proprio nel suo carattere) oppure del servo. Pesanti accuse gli pioveranno addosso. Ma è abituato a sentirsene dire di tutte e finora non ha mai fatto una piega, pur di rimanere là dov’è“.

Ok, Beretta è quello che è, ma qui la questione era di stabilire quale fosse il bene per Roma, non per la Roma (o per la Lazio), e il fatto che “la richiesta biancoceleste sarebbe dovuta arrivare dieci giorni prima” è davvero marginale, per non dire irrilevante, sotto questo aspetto. Insomma, non sarà un derby “tranquillo e sereno, come sempre ci auguriamo – osservava Agresti puntando il dito accusatore contro la sfacciataggine della Lazio – perché nasce in mezzo al caos. Già, è vero, e ad alimentarlo ci si mettono tutti, pure il Prefetto. Facciamo gli scongiuri.

Enrico Steidler

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