Massimiliano Riverso

Fiorentina, la Curva Fiesole risponde a Montella e società: chieste le dimissioni di Cognigni

Risposta della Curva alle parole di Montella e duro attacco alla società con richiesta di dimissioni da parte di Cognigni. Ecco la risposta della Fiesole

Fiorentina, la Curva Fiesole risponde a Montella e società: chieste le dimissioni di Cognigni
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Risposta a caldo Giovedì sera e altri concetti espressi ieri da Montella in conferenza stampa. Si è fatta attendere un po’ la risposta pronta e pacifica dei tifosi che hanno voluto consolidare concetti a loro cari che avvolte sfuggono agli addetti ai lavori. Risposta dura ma pacifica, un po meno blanda invece la contestazione partita ai danni della società in particolar modo nei confronti del Presidente esecutivo Cognigni, al quale sono state esplicitamente chieste le dimissioni. Prese invece le difese di Pradè e dell’ex D.T. Macia. Firenze non ci sta e fa sentire così, al club di Via Manfredo Fanti, la sua disapprovazione, in attesa del match di stasera dove in qualche modo, si presume, la protesta potrebbe continuare sugli spalti.

Di seguito vi riportiamo il comunicato diramato poco fa dalla Curva Fiesole.

In primis ci sembra doveroso rispondere alle dichiarazioni rilasciate a caldo giovedì sera dal Sig. Montella. Probabilmente caro Mister la “dimensione” dell’amore che ha Firenze per la sua squadra lei non lo conosce fino in fondo e poi le spiegheremo anche il perché. Giovedì dopo tutti i vari hasthag e appelli di ogni tipo Firenze ha risposto presente in quasi 35.000 persone allo stadio dopo una sconfitta per 3 a zero all’andata. Dopo 20 minuti eravamo sotto due a zero senza dare neanche lontanamente la sensazione di poter fare qualcosa… Le possiamo garantire che non è stato semplice gestire la frustrazione della gente che si è rifugiata ad un certo punto nella sua ironia talvolta tagliente tipica dei fiorentini. Non ci fraintenda da un lato capiamo benissimo le sue dichiarazioni riguardo a determinati cori di derisione, non sono partiti da noi gli olè e ci dissociamo da questi, crediamo che questa squadra meriti rispetto per il percorso fatto in Europa, avremmo preferito poter piangere per la sconfitta ma in piedi applaudirvi. Ma quello che è successo è frutto di un mese di continue frustrazioni e in alcuni casi di sconfitte umilianti. A Firenze sarebbe bastato anche finire la partita in otto perché dove non si arriva con il gioco ci si arriva con l’orgoglio e la cattiveria. Crediamo che dovrebbe chiedere scusa quando dice di aver ricevuto dai tifosi meno di quanto dato…. Venga a conoscere e a parlare con chi prende permessi di lavoro per venire a dirvi “dai si pole! Ci si fa!”, chi prende ferie per seguirvi magari togliendo qualcosa alla famiglia, chi spende migliaia di euro, chi la domenica la passa in questura a firmare, forse riuscirebbe a capire meglio il nostro amore.
Detto questo nel gioco delle parti ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. E le vere responsabilità di questa situazione a nostro avviso non le ha ne la squadra che per la sua dimensione tecnica calcistica (se di questa parlava Mister..) ha dato il massimo, ne l’allenatore che in questi anni ha fatto molto bene ne tantomeno i tifosi. Il vero problema è la società e non stiamo parlando di investire più o meno denaro. Montella e la squadra pagano il malcontento di una piazza verso la gestione di questa Fiorentina e il bello è che nessuno lo riconosce, come se foste tutti narcotizzati, guai parlar male poi chi ci compra….. Ecco noi parliamo. Una società che ha allontanato la squadra dalla propria città, tenendola lontana a distanza da quello che è il nostro vero motore la nostra forza la passione della gente. Avete aperto le porte di un allenamento solo due giorni prima della partita più importante dell’anno, chiedendo il coinvolgimento della gente (che tra l’altro ha risposto come sempre) senza capire che gli allenamenti devono essere a porte aperte almeno un giorno a settimana cari signori. E se i campini non sono funzionali uscite fuori voi ad allenarvi in mezzo alla gente. Provate a portare i giocatori in giro per le piazze, nei mercati della città e forse si renderanno conto di quanto Firenze ama la sua squadra e forse giocheranno più per noi e non solo per lo stipendio.
La carica più rappresentativa della nostra società, il Presidente, è ricoperta da una persona ai più sconosciuta, che non vive neanche minimamente la città e le uniche volte che ha aperto bocca ha perso un occasione per stare zitto, perché il cliente sarà lei. Che si prenda le sue responsabilità e si dimetta. I dirigenti sono figure il cui nome evoca marche di cioccolatini o champagne ma che con il calcio non hanno mai avuto niente a che fare. Le uniche persone di calcio rimaste dopo che Eduardo Macià se ne è andato (al quale facciamo il nostro imbocca al lupo, vero intenditore di calcio) sono il Direttore Sportivo che non capiamo come possa fare un lavoro di programmazione rinnovando il contratto di anno in anno e Montella che dopo queste dichiarazioni magari ha già il posto altrove. Le società di calcio vanno gestite da uomini di calcio ai quali si deve avere il coraggio di delegare, magari poi controllate da un vero Presidente. Torni al suo posto Andrea, rappresenti la Fiorentina in tutte le sedi come si deve lei è il Presidente. Scelga veri uomini di calcio e porti la squadra in mezzo alla gente vedrà che riusciremo anche a vincere, anche se per noi la vera vittoria è essere e sentirsi “fiorentini” e visto che qualche giocatore la scorsa sera l’abbiamo perso per qualche fischio sia chiaro che ci sono tre partite in cui bisogna correre e vincere per andare in Europa perché come sempre è stato e sempre sarà cambieranno i giocatori, gli allenatori ed anche le proprietà ma noi saremo sempre qui per la nostra maglia la nostra città finche morte non ci separerà.

La Curva Fiesole

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