Edoardo Baracco

Playoff Nba: The Beard sentenzia, completata la rimonta sui Clippers. Adesso c’è Curry in finale

Il suicidio Clippers è completato, rimonta storica per Houston che riapproda in finale di conference dopo nove anni. Ma ora c'è Curry

Playoff Nba: The Beard sentenzia, completata la rimonta sui Clippers. Adesso c’è Curry in finale
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Un suicidio, non si può definire in altro modo ciò che hanno fatto i Clippers in questa serie Playoff. Avanti 3-1 con tre match point a disposizione hanno iniziato a giocare con sufficienza quasi avessero già in tasca la finale, ed ecco che a quel punto Houston ha iniziato a rimontare, arrivati a gara 7 era troppo tardi per svegliarsi. 100-113 il risultato finale.

L’IMPRESA – Otto volte nella storia della lega era successo che una squadra rimontasse un simile svantaggio ai Playoff, Houston è la nona. Questo sport è meraviglioso anche per storie come questa, ci hanno creduto fino in fondo, non sono mai calati di concentrazione ed hanno raggiunto una finale quanto mai insperata. A fine partita Harden quasi non ci credeva, si sentiva immortale ma non aveva realizzato la grandezza dell’impresa appena compiuta, così come coach McHale, quasi in lacrime a fine partita. Meraviglia assoluta, si vince col cuore e i Rockets ne hanno avuto di più, sia nella strepitosa rimonta in gara 6, sia questa notte al Toyota Center. Howard grande difesa, Harden splendido in attacco e Prigioni meraviglioso, con la sua grandissima esperienza, a recuperare palloni impensabili, dispensare assist e prendersi i tiri giusti quando ce n’era bisogno. Los Angeles invece se ne torna a casa, consapevole che sarà un estate lunga e complicata per quanto riguarda i rinnovi di contratto. Che non parta però la storia sul valore di Paul che anche stavolta non ha vinto l’anello perché la trovo profondamente ingiusta. Non si può criticare un giocatore così, è vergognoso. Ieri a partita quasi finita è andato personalmente a congratularsi con tutti, allenatore incluso, dopo aver cercato di tenere a galla LA con 26 punti e 10 assist. Uno così merita un applauso e il rispetto totale, non critiche ingiustificate.

LA FINALE DI CONFERENCE – Meravigliosi, storici e tutto quello che si vuole, ma adesso? Tutto è fantastico ma c’è un però e si chiama Golden State Warriors, o se vogliamo essere più pignoli “Splash Brothers”. E mo so (bip) direbbero a Roma, eh già, perché con questi due non si scherza, qui se si sbaglia si paga e a caro prezzo. Certo, siamo in finale e tutto è possibile, ricordiamoci anche che Houston partiva sfavorita sia con Dallas che con Los Angeles, eppure è qui a giocarsi la finale di conference. Partire da favoriti può essere un arma a doppio taglio, fino ad ora Curry e Thompson hanno giocato con la stessa leggerezza di quando io e i miei amici andiamo a giocare al campetto sotto casa, si un calo ogni tanto, ma poi si accendono e non ce n’è per nessuno. Ci sarà bisogno di un Harden ai massimi storici se si vuol sperare nel colpaccio Rockets che non è poi così impensabile perché se sono arrivati fin qui i loro meriti ce l’hanno eccome. Martedì notte il primo atto di una serie che si preannuncia bellissima. Che vinca il migliore, lo spettacolo è assicurato.

TABELLINO:

HOUSTON: Harden 31, Ariza 22, Howard 16. Rimbalzi: Howard 15, Harden 7. Assist: Harden 8.

CLIPPERS: Griffin 27, Paul 26, Jordan 16. Rimbalzi: Jordan 17, Griffin 11. Assist: Paul 10.

PAGELLE:

Harden è il trascinatore, punti pesanti, triple fondamentali e grandi assist per l’uomo che ha letteralmente preso per mano e portato la squadra in finale (8,5). Per l’importanza delle palle recuperate e per gli assist pesanti che ha fatto nella notte Prigioni si merita una grande considerazione (7,5) così come Howard (7,5) e Josh Smith che ha abbattuto il muro californiano a suon di triple pesantissime. Infine un plauso ad Ariza che da buon gregario la scena se la prende un po quando va a lui (7 pieno). Per i Clippers il migliore è senza dubbio Paul, meraviglioso sia in campo che fuori. Si meriterebbe veramente di andare in finale solo lui per il cuore e la grinta che mette ogni qual volta entra in campo (9). bene poi anche Griffin in attacco, molto meno in difesa (7), anche Jordan benone fuori che per i suoi liberi non impeccabili, ma lo sappiamo (7).

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