Raul Parrella
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I cinque motivi del fallimento stagionale del Napoli

Analizziamo il fallimento stagionale del Napoli, racchiuso in cinque motivi.

I cinque motivi del fallimento stagionale del Napoli
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L’unico vero obiettivo stagionale del Napoli è clamorosamente sfumato in quella maledetta notte bagnata di Kiev, dove gli azzurri dopo aver gettato all’aria la partita d’andata, hanno subito una clamorosa sconfitta contro il Dnipro che ha messo fine al sogno di vincere quella tanto ambita coppa. Mancano ancora tre partite, da giocare contro Cesena, Juventus e Lazio, per centrare il traguardo Champions League che per il Napoli è fondamentale per gettare al vento un’intera stagione che all’inizio sembrava promettere bene. Ci si aspettava di più da tutta la società, dal presidente ai calciatori, ma ora proveremo ad identificare almeno cinque motivi per perchè questa stagione sia andata così male.

BILBAO – E’ forse il ricordo più doloroso per ogni tifoso napoletano, un ricordo amaro e indelebile che ha segnato tutta la stagione azzurra. Naturalmente tutti i tesserati del S.S.C. Napoli sono professionisti, ma veder sfumare la Champions ancor prima di iniziare la stagione non deve essere stata facile da digerire. Per certi versi, la sconfitta contro il Bilbao ricorda questa col Dnipro. Entrambe le volte il Napoli era favorito, ma le due squadre adottando un simile stile di gioco, sono riuscite ad avere la meglio.

BENITEZ E IL MODULO – Certamente è da apprezzare la sua continuità di idee ma purtroppo in questa stagione ha portato solamente a buoni risultati nelle singole partite, ma non nell’intera stagione. Anche nelle partite dove gli azzurri erano in evidente difficoltà per colpa del modulo, lo spagnolo si ostinava a non cambiare. E la cosa che fa più rabbia è che la maggior parte dei calciatori non sono adatti al modulo che lui ostinava a proporre.

IL MERCATO – La società aveva promesso rinforzi adatti al suo allenatore, ma soprattutto in questa sessione estiva questi suddetti rinforzi non sono arrivati. Sono stati comprati i nomi in fondo alla lista dello spagnolo, gente come De Guzman e Michu, che come previsto sono ormai scomparsi del tutto dal giro del Napoli. Altri come David Lopez, che hanno conquistato un posto da titolare, non sono certamente del livello che sia l’allenatore che i tifosi si aspettavano per competere contro la Juve.

IL PORTIERE – Da collegare strettamente al motivo del mercato, la mancanza di un portiere di livello in questa stagione si è fatta sentire fortemente. Dopo l’addio di Reina l’anno scorso, la decisione di affidare la porta prima al giovane brasiliano Rafael, e in seguito all’argentino Andujar non ha regalato i risultati che si speravano. C’è da dire che entrambi hanno giocato buone partite, da ricordare i rigori fondamentali parati da Rafael durante la Supercoppa contro la Juve, ma questo non è bastato per far dimenticare Pepe Reina, che ha marcito un’intera stagione sulla panchina del Bayern Monaco.

I CALI DI PRESTAZIONE – La stagione del Napoli, nel complessivo, non è stata del tutto da buttare. Uno dei problemi maggiori sono stati i vari blackout che gli azzurri hanno accusato a tratti, in partite all’apparenza facili che sono terminate spesso con un pareggio, o nei casi peggiori, in una sconfitta. Alcuni esempi, i pareggi in casa con Inter, Cagliari ed Empoli oppure le sconfitte contro l’Atalanta, il Palermo e il Torino. Naturalmente non siamo qui a dire che i passi falsi non ci possono essere, ma quello che lasciava perplessi era la voglia di NON vincere, che i calciatori dimostravano in queste partite.

Raul Parrella
@RaulParrella

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