Giulia Cassini
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Comunicare fa bene, anzi benissimo: la pubblicità si mostra a Genova

Il manifesto di affissione come primo e più efficace strumento di comunicazione di massa.

Comunicare fa bene, anzi benissimo: la pubblicità si mostra a Genova
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comunicare fa bene: foto sala

comunicare fa bene: foto sala

Comunicare vuol dire acchiappare la farfalla, smuovere le acque, lanciare il colpo in canna al momento giusto. Il modo di comunicare si distingue pressoché in due macrocategorie – attiva e passiva – ma l’importante è la corretta strategia del comunicare che lo può rendere efficace o totalmente ininfluente. In parole povere comunicare sta nel presentare le idee con un messaggio chiaro e conciso, sia questo messaggio scritto o iconografico. Per comprendere meglio le varie declinazioni di questa mission sempre più popolare in politica come nelle aziende si può visitare l’esposizione di Genova realizzata dall’Archivio Storico della Pubblicità “Comunicare fa bene, anzi benissimo! Percorsi di lettura e manifesti del XX secolo” alla Loggia della Mercanzia di Genova fino al prossimo 31 maggio. Ancora pochi giorni dunque per visionare una accurata selezione di manifesti di grande formato, autentiche opere d’arte dei maggiori cartellonisti italiani del Novecento, presentati da Ruggero Pierantoni con una serie di letture inedite e multimediali.

LA MOSTRA – Una celebrazione del manifesto di affissione quale primo e più efficace strumento di comunicazione di massa a partire dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta del Secolo Breve. Diverse le sezioni tematiche, tra cui quella più affascinante di tutte, dedicata alla stampa ( e cosa rappresenta di più il comunicare se non il quotidiano, anche se oggi sono sempre meno letti dai giovani?) con Il Mercantile, il Caffaro e il Secolo XIX, fino ai viaggi in nave dei primi 30 anni del Novecento, per passare ai mezzi di comunicazione quali radio e telefono. E poi cinema (tra cui il primo “Frankestein” del 1931) e la grande pubblicità aziendale di quegli anni con Saiwa e Ansaldo, che passa anche attraverso le scatole di latta dell’indotto di Genova Sampierdarena, l’equivalente dei moderni gadget. Completa ed impreziosisce la mostra sul comunicare un nucleo di opere fotografiche sulla Genova degli anni Venti e Cinquanta, dalla facciata del Carlo Felice alla stazione Brignole, a Piazza della Vittoria e ancora fino all’area portuale.

Una mostra che fa riflettere su come cambia il comunicare negli anni. Passa il tempo ma la comunicazione fa parte integrante dell’umanità, in ogni epoca, anche se con facce diverse.

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