Marco Scipioni

I 5 cambiamenti indispensabili per la Roma del futuro

Il fallimento di quest'anno vanifica soltanto parzialmente quanto di buono fatto la stagione scorsa: ecco le 5 mosse che la Roma deve fare per riprendere il discorso interrotto troppo presto.

I 5 cambiamenti indispensabili per la Roma del futuro
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Dopo una stagione fallimentare, come quella della Roma, c’è il rischio di voler cambiare troppo, a differenza delle annate in cui riesce tutto e c’è la tendenza a ritenere perfetta una squadra che invece ha difetti più o meno evidenti. Il club capitolino quest’anno ha avuto un rendimento anomalo. La rosa era probabilmente all’altezza, ma ha peccato da altri punti di vista. Ecco 5 mosse per far ritornare a splendere la Roma, dopo un anno di buio piuttosto tempestoso.

PAOLO RONGONI- Forse qualcuno non saprà che ruolo abbia la persona in questione all’interno del club di James Pallotta. Paolo Rongoni è il preparatore atletico della Roma dal luglio del 2014. L’ex preparatore della Lazio ha indubbiamente sbagliato qualcosa all’interno del suo programma atletico: troppi gli infortuni subìti dai calciatori giallorossi nel corso della stagione. Sicuramente ha contribuito a tale disastro sportivo anche la Champions League e la non abitudine di molti calciatori a disputare il doppio impegno, ma è anche evidente come, qualora dovesse essere confermato nel suo ruolo, il preparatore atletico della Roma dovrà modificare alcuni aspetti del suo programma.

SQUADRA RAFFORZATA- Se da un lato sono mancati molti calciatori per infortunio, Strootman su tutti, dall’altro la Roma deve essere rafforzata nei reparti chiave con calciatori volenterosi di affermarsi con la maglia giallorossa. A sostenere tale tesi interviene sicuramente il caso del terzino sinistro: una squadra che vuole vincere il campionato, non può avere come migliore interprete di quel ruolo un esterno basso destro, Torosidis appunto.

MENTALITÀ VINCENTE- In molte occasioni nel corso della stagione è notevolmente mancata. La Roma deve acquisire una mentalità vincente e, per farlo, è necessario del tempo, ma è fondamentale impostare il lavoro in maniera concreta. Spesso la squadra di Rudi Garcia non ha vinto le partite decisive e molte gare, se le ha vinte, lo ha fatto col minimo scarto e rischiando fino all’ultimo. Una grande squadra chiude subito le partite e limita la sofferenza.

GARCIA DEL PRIMO ANNO- La Roma per tornare a migliorare sensibilmente deve ritrovare il Garcia del primo anno: molto concentrato, molto determinato, mai sicuro di essere arrivato e sempre affamato. Il tecnico dei giallorossi quest’anno ha invece peccato notevolmente di presunzione in più tratti del campionato, almeno apparentemente, ha tardato nel prendere le precauzioni doverose per una squadra che non funzionava, emblematico, ad esempio, come si sia appellato agli infortuni e alla sfortuna per gran parte della stagione. Garcia deve ritornare ad essere la guida della Roma, quello che traccia il percorso, non il trascinatore delle folle: meno annunci, più gioco e più fatti.

MAGGIORE SINTONIA TRA PROGETTO E REALIZZAZIONE- Nel primo anno della società americana alla guida della Roma c’era Luis Enrique e gli si chiedeva di attuare il tiki taka del Barcellona con Kjaer, Josè Angel, Marquinho e Gago. Oggi invece la Roma ha intrapreso una strada diversa e, nonostante vengano acquistati molti giovani talenti, non vedono quasi mai il campo. Il club capitolino deve decidere seriamente quale strada vuole percorrere: acquistare giovani talenti, ma lanciarli; non acquistare talenti. O l’una o l’altra: restare nel limbo fa male a tutti.

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