Stefano Piccinno

5 motivi per cedere Jeremy Menez

Monaco e Liverpool bussano alla porta, il Milan ci riflette. Ecco cinque motivi per cui i rossoneri potrebbero o dovrebbero vendere il francese

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Menez un problema? E’ felice al Milan e vuole restare“, sono le parole di Kevin Menez, fratello e agente dell’attaccante rossonero. Nonostante la voglia espressa da parte del giocatore di rimanere a Milano e nonostante le 16 reti siglate in stagione, la società rossonera inizia seriamente a pensare ad una cessione del numero 7.

Di seguito vi riportiamo cinque validi motivi per i quali il Milan potrebbe liberarsi di Jeremy Menez.

1 FARE CASSA – Considerando il fatto che Menez è stato acquistato a parametro zero e, soprattutto, considerando l’interesse nei confronti del francese sia del Monaco sia del Liverpool, il Milan potrebbe investire quei 12-13 o anche 15 milioni di euro per rinnovare i prestiti di Mattia Destro e di Mark  Van Ginkel, due giovani di talento, fisico e voglia di fare.

2 INDIVIDUALITA’ – Spesso il francese è stato accusato di “innamorarsi troppe volte del pallone”, di tentare l’uno contro uno anche quando non è necessario, di non cercare il compagno più vicino e di preferire la giocata personale, di non cercare l’uno-due per creare spazi necessari alla manovra, di fare sempre quel tocco in più e di intestardirsi con la palla fra i piedi e con la testa bassa. L’eccessiva individualità di Menez ha causato pesanti conseguenze sul gioco della squadra, la quale, per quasi tutto l’arco della stagione, non è riuscita ad esprimersi come avrebbe dovuto e potuto date le potenzialità tecniche della rosa.

3 IDENTITA’ DI GIOCO – Con Menez in campo tutti i palloni arrivano a lui, quando Menez non c’è si cercano altre alternative, altri giocatori di qualità in grado di costruire un gioco offensivo più collettivo. Senza Menez, Inzaghi potrebbe trovare quell’identità di gioco che ha cercato per tutta la stagione. Senza Menez e con l’innesto a centrocampo di un giocatore in grado di sviluppare la manovra (Valdifiori? Bertolacci? Montolivo?), giocatori tecnicamente validi come Bonaventura, Honda, Van Ginkel o El Shaarawy, potrebbero rendersi maggiormente partecipi e spiccare anche individualmente.

Jeremy Ménez, 16 gol alla prima stagione con il Milan.

Jeremy Ménez, 16 gol alla prima stagione con il Milan.

4 SCARSA GESTIONE DELLE ENERGIE IN CAMPO – Più di una volta è accaduto che Menez si sentisse stanco già intorno al 70’ minuto. L’arretrare sino alla linea di centrocampo, o oltre, per farsi consegnare il pallone tentando una “Maradoneta” scartando il numero maggiore di avversari per poi concludere a rete, certo non aiuta per quanto riguarda la tenuta fisica in campo. La stanchezza si nota soprattutto nella fase di non possesso, quando il giocatore dovrebbe pressare alto il portatore di palla per  rompere la manovra di gioco avversaria. Menez, in questo, spesso non ha inciso. Lo ha richiamato Inzaghi dalla panchina, lo ha richiamato la società e lo hanno richiamato i tifosi, i quali vorrebbero sempre vedere 11 Rino Gattuso indossare la casacca rossonera.

5 NON E’ UNA PRIMA PUNTA – 16 gol non sono bastati a convincere società e tifosi che Jeremy Menez possa fare la prima punta. Si è saputo adattare al ruolo di falso nueve e lo ha fatto alla grande, ma il Milan ha bisogno di altro. Il Milan, questo Milan, ha bisogno di una punta vera che in un 4-3-3 dia profondità alla squadra, che sappia proteggere la palla e che si sappia inserire fra le linee. Una punta alla Pippo  Inzaghi per intenderci.

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