Antonio Casu
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Cagliari all’Inferno: il punto della morte ed i dieci minuti della condanna

Il gol fallito da Sau è l'ennesima dimostrazione della veridicità della prima legge di Murphy

Cagliari all’Inferno: il punto della morte ed i dieci minuti della condanna
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Un punto, un piccolissimo punto. Un ramoscello al quale appigliarsi prima della caduta nel burrone. Quel punto, una goccia nel deserto di una stagione disastrosa, è la distanza che separa il Cagliari dalla Serie B. Non è ancora finita, ma poco ci manca. I sardi dovrebbero vincere le prossime tre partite, mentre l’Atalanta dovrebbe perderle. Impossibile, poco più. Il successo degli orobici a Palermo e gli ultimi dieci minuti dei rossoblù contro la Juventus hann0 messo una pietra tombale sulla lotta salvezza.

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari

Gianluca Festa, tecnico del Cagliari, è stato l’unico a crederci fino in fondo

L’ULTIMA FICHE – Eppure c’era ancora una possibilità, l’ennesima. Il Cagliari avrebbe potuto vincere allo Juventus Stadium, ma non ci ha creduto fino in fondo. Il gol, per molti versi carambolesco, di Rossettini, aveva ridato luce ai sardi, incapaci però di gettare il cuore oltre l’ostacolo e cercare i tre punti della speranza. Dall’85’, momento della rete del pareggio, all’ultimo dei cinque minuti di recupero, il Cagliari non ha combattuto con sufficiente convinzione, dando la sensazione di accontentarsi di un punto tanto dignitoso quanto inutile. Il pallone lanciato verso le stelle da Sau, al 91′, è inoltre la dimostrazione della veridicità della più banale delle leggi della vita, la prima di Murphy: se qualcosa può andar male, lo farà. Così è stato, ed il Cagliari ha legittimato una considerazione inevitabile: merita la retrocessione in B.

L’ULTIMO OBIETTIVO – Eppure c’è ancora un punto in gioco. L’unica possibilità che resta al Cagliari è quella di giocarsela fino in fondo, senza pensare ai risultati dell’Atalanta. Probabilmente sarà inutile, ma è l’unico modo per salvare la faccia. Almeno quella. Le abilità da psicologo di Gianluca Festa hanno ridato coraggio ad una squadra allo sbando, però non è stato sufficiente. Gli ultimi 270 minuti, in ogni caso, non dovranno essere un preambolo delle immeritate vacanze, ma l’incipit della prossima stagione, da vivere tutta d’un fiato tra le fiamme dell’Inferno e, possibilmente, senza tenere a mente le parole di Murphy.

@antoniocasu_

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