Massimiliano Riverso
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Mr Bee Taechaubol, il lavapiatti che voleva comprare il Milan con due euro

Mr Bee Taechaubol, il lavapiatti che voleva comprare il Milan con due euro
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80 anni all’anagrafe e una vita sempre sulla cresta dell’onda. Silvio Berlusconi ha scritto pagine su pagine di una storia che un giorno verrà raccontata in un peliculon. Dalle strimpellate nelle crociere del Mediterraneo, alla creazione della prima tv privata italiana, dalla ‘scesa in campo’ alla ‘discesa nell’inferno’ iniziata con l’inchiesta giudiziaria di ‘Puttanopoli’, probabilmente uno dei suoi ‘intrallazzi’ meno loschi degli ultimi 30 anni.  Lasciamo a Spielberg o a qualche regista freak del cinema italiano il compito di immortalare ai posteri questo colossal, occupiamoci invece di quello che più volte abbiamo definito come il grande bluff, ovvero la cessione del Milan alla cordata asiatica rappresentata dal nostro idolo Mr Bee.

I nostri dubbi sono stati confermati oggi da Ozanian, una delle firme più qualificate di Forbes, che ha spiegato nei dettagli la geniale campagna marketing messa a segno da un uomo che non possiede neanche due euro per comprarsi un cheeseburger al McDonald’s.

“Per settimane, Bee Taechaubol ha raccontato a tutti coloro che lo sono stati a sentire, che era sempre più vicino all’accordo per l’acquisizione del Milan, rilevandolo da Silvio Berlusconi. Questa mossa ha portato al businessman thailandese una grande visibilità, mettendolo ogni giorno all’interno delle principali notizie relative al mondo del calcio, incluso un report su come sia passato dall’essere un lavapiatti ad un miliardario di successo. Ma due mesi fa – prosegue Ozanian – le mie fonti mi avevano detto che Bee non solo non era un miliardario, ma non aveva nemmeno i soldi per comprare un club in perdita ed in crisi come il Milan. Ma nonostante questo, tre settimane fa, la stampa scriveva che l’accordo era ormai prossimo ad andare in portoLe mie sensazioni? Bee ha voluto dare a Berlusconi un “Wimpy deal” (pago martedì per avere un hamburger giovedì) e Berlusconi gli ha risposto: ‘No, grazie’. Nonostante l’ex Cavaliere voglia vendere il Milan – valutato 1 miliardo di euro – è ancora più pressante la necessità di immettere dei contanti nella società. I rossoneri finiranno il campionato a metà della classifica e non avranno, nemmeno quest’anno, gli introiti della Champions League il che renderà complicato l’acquisto di top player come Zlatan Ibrahimovic. Insomma, un nichelino oggi per una montagna di dollari domani non porterebbe vantaggi al Milan. A tutto questo, va aggiunta la volontà del club di costruire un nuovo stadio il prima possibile. Per salvare il Milan, Berlusconi dovrebbe accettare la valutazione che qualcuno (Forbes ndr) aveva fatto della società attorno ai 775 milioni di dollari”.

Quello che più ci turba è come un volpone del calibro del Caimano abbia perso del tempo con un venditore di fumo come Mr Bee. Escludendo a priori l’ipotesi di un principio di Alzheimer, nonostante i problemi di equilibrio mostrati negli ultimi giorni, crediamo che Mr B. sia stato al gioco del thailandese per promuovere la cessione del suo brand calcistico e far crescere le quotazioni di un marchio in caduta vertiginosa verso il basso.

Massimiliano Riverso
@MassiRiverso

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